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[La polemica] Ronaldo vale un miliardo di euro ma non giocherà in Italia. Il nostro calcio è diventato troppo povero

Arrendiamoci. Siamo in serie B anche nel calcio. Mica solo in Europa, con l’euro e tutto il resto. Lì adesso rischia di andare pure peggio. Lo stipendio di CR7 è di 22 milioni all’anno: che sono troppo pochi. E’ per questo che se ne vuole andare. Messi ne prende 50. Neymar al Psg 36,8. Poi bisogna dire che in realtà con gli sponsor e i diritti Cristiano Ronaldo arriva a 100 e li batte tutti

Cristiano Ronaldo (Ansa)
Cristiano Ronaldo (Ansa)

Nell’estate folle dei nostri soldi, quelli che il mercato sta decidendo di levarci lasciandoci in brache di tela, alla faccia dei redditi di cittadinanza e di tutte le Fornero cancellate, il calcio - beato lui - li moltiplica come se fossero noccioline. Cristiano Ronaldo, il più forte giocatore del mondo assieme a Messi, capocannoniere delle ultime sette Champions, tre delle quali vinte di fila, Palloni d’oro in serie e tutto il resto, ha deciso di andare via dal Real Madrid.

Troppo pochi 22 milioni all’anno

Il problema è solo il prezzo: la clausola sul contratto per poterselo portare a casa è di un miliardo di euro. Il suo stipendio invece è di 22 milioni all’anno: che sono troppo pochi. E’ per questo che se ne vuole andare. Messi ne prende 50. Neymar al Psg 36,8. Poi bisogna dire che in realtà con gli sponsor e i diritti Cristiano Ronaldo arriva a 100 e li batte tutti (Neymar di sicuro: si ferma a 81,5). Ma è un discorso di principio, come dicono quelli che hanno la pancia piena. Perché alla voce stipendio si trova addirittura in terza fila: un’onta per uno come lui. Così ha cominciato a salutare tutti dopo l’ultima finale di Kiev vinta contro il Liverpool: «E’ stato bello giocare nel Madrid». La minaccia a dir la verità l’aveva già fatta un anno fa, quando aveva preso il via questo tira e molla. Prima di Cardiff (Juve umiliata), Florentino Perez, il Gran Signore dei blancos di Madrid, gli aveva promesso un sostanzioso ritocco all’ingaggio se avessero vinto, nonostante il contratto fosse appena stato firmato da otto mesi. Hanno stravinto. Ma il ritocco non è arrivato. Né allora, né tantomeno adesso.

L’addio al Real Madrid

Questa volta però CR7 fa sul serio. Lo sostiene il quotidiano portoghese Record: «Ronaldo lascia il Real Madrid». E sotto, fra virgolette: «Decisione irreversibile». Il giornale poi si allarga pure, stilando un elenco delle possibili destinazioni, che comprende oltre al Manchester, pure Juventus, Roma, Milan e Inter, come se fossimo ancora ai tempi di Berlusconi e Moratti e delle casse vuote senza problemi e delle feste sfrenate affacciate sugli abissi. Ci scappa da ridere, con quel che ci aspetta oggi in Italia. Già solo all’idea di dover tirar fuori un miliardo di euro, persino il ricchissimo United s’è subito messo da parte, come riferito da José Mourinho: «Non ci interessa».

Vorrebbero ma non possono

Le squadre italiane, invece, semplicemente non possono. Alla fine l’unica squadra che potrebbe permettersi questo esborso pazzesco è il Paris Saint Germain dello sceicco Al Khelaifi, che già l’altra estate aveva fatto impazzire il mercato raddoppiando tutte le cifre con gli acquisti mostruosi di Neymar dal Barcellona per 222 milioni e del giovanissimo Mbappé dal Monaco per 160. Solo che questa volta il Psg è sotto l’occhio della Uefa. Occhio benevolo, s’intende, ma che potrebbe lo stesso limitarne le mosse. La situazione, a oggi, è che gli unici che vogliono davvero l’addio di Cristiano Ronaldo dal Real sono lui, ovviamente, e soprattutto Florentino Perez, che come tutti i potenti è molto volubile: ormai s’è innamorato di Neymar e farebbe i ponti d’oro per raggiungerlo, tanto più che la famiglia del brasiliano, per la serie che i soldi non fanno la felicità, ma i capricci sì, è lì che piange tutti i giorni perché non si trova bene a Parigi e sogna di tornarsene in Spagna. CR7 ha 33 anni, e se lo sceicco ci tiene tanto Florentino potrebbe accettare uno scambio, guadagnandoci pure qualcosa. Sarebbe anche l’unico modo per abbassare quella cifra assurda di un miliardo di euro.

Le vette

Se l’anno scorso pensavamo di aver raggiunto il massimo con i 222 milioni di Neymar, quest’estate ci sarà da ridere. Le prime avvisaglie ci sono tutte, anche da noi, in Italia, con le dovute differenze. La Roma ha comprato un centrocampista dall’Atalanta, Cristante, un giovanotto di 23 che ha disputato la sua prima stagione da titolare in serie A, per trenta milioni, che sono francamente un’esagerazione senza senso. Meglio i 25 milioni che dovrebbe spendere per Justin Kluivert, centravanti dell’Ajax, figlio di Patrick, ex attaccante del Milan e del Barcellona, 19 anni appena, passi felpati, grandi promesse e già un mucchio di gol, anche se solo nel campionato olandese.

Le italiane

Poi la Roma sarà costretta a vendere: il candidato più probabile a lasciare i giallorossi è purtroppo Nainggolan, grande bandiera, ma anche uomo mercato più di tutti gli altri, di Pellegrini e Kevin Strootman, considerando che il suo più grande estimatore, Luciano Spalletti, ex allenatore della Roma, siede sulla panchina dell’Inter, ed è disposto a tutto pur di riaverlo nelle sue file. Un altro giallorosso con mercato è Allison, il portiere migliore della serie A, assieme a Buffon: se cedesse lui, però, sarebbe un autogol pazzesco, perché ora è quasi impossibile trovarne un altro del suo livello. Cifre? Si viaggia sopra i 50 per tutti. L’Inter prima di interessarsi a Nainggolan è obbligata però a far cassa per ottemperare agli obblighi dell’Uefa. Deve recuperare 45 milioni di plusvalenze, che vuol dire, cioè, che non basta vendere, ma che bisogna riuscire a mettere a bilancio la differenza fra il valore attuale e l’incasso ottenuto. Questa è la nostra situazione.

Il maestro Lotito

Senza sceicchi e magnati russi, e senza tassazioni agevolate come in Spagna, siamo obbligati tutti a vendere per comprare. Qui non c’è la Lega che va a battere i pugni in Europa. Che poi vediamo come va a finire. Il maestro è Lotito, che come dirigente sportivo non gode certo delle nostre simpatie, ma sul mercato è imbattibile. Quest’estate ha messo in vetrina Milinkovic-Savic: chiede dai 130 milioni in su, cioé cifre europee. E’ probabile quindi che vada al Manchester United, dove c’è Mourinho che lo vorrebbe molto volentieri, magari al posto di Pogba, pagato appena due anni fa 105 milioni (con uno stipendio da 13). Piace alla Juve che però non potrà mai arrivare a quelle cifre. Per avvicinarle forse cederà alle lusinghe del Barcellona che le ha chiesto Pianic, offrendo 50 milioni. I bianconeri ne hanno chiesti 80. Ormai spariamo tutti a chi la dice più grossa. Poi Marotta&Company pensano di aggiungere nel pacchetto Rugani o Pjaca e presentarsi così da Lotito. Che non dirà mai di sì a quelle condizioni. Sa che può averne 130 e se li prenderà belli sonanti dall’Inghilterra. Arrendiamoci. Siamo in serie B anche nel calcio. Mica solo in Europa, con l’euro e tutto il resto. Lì adesso rischia di andare pure peggio. Altro che serie B. 

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno, editorialista   
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