[L’analisi] Quasi 2 miliardi di euro nascosti all’estero e al fisco italiano. E la lotta all’evasione latita

Il dato dell’Agenzia delle entrate conferma che i condoni degli anni passati per riportare i soldi detenuti oltre confine sono serviti a poco

[L’analisi] Quasi 2 miliardi di euro nascosti all’estero e al fisco italiano. E la lotta all’evasione latita

Italiani popolo di evasori fiscali. Una nuova conferma (l’ennesima) è arrivata da una serie di indagini condotte dall’Agenzia delle entrate, in sinergia con la Guardia di Finanza, dalle quali sono emerse omesse dichiarazioni di attività finanziarie detenute all’estero per oltre 1,85 miliardi di euro. In parole più semplici: quasi 2 miliardi di euro sono stati nascosti oltre confine e dunque sottratti al fisco.

Il fallimento degli scudi fiscali 

Numeri che confermano (se ancora ce ne fosse bisogno) che i condoni servono a poco per contrastare il problema dell’evasione dato che più volte agli italiani è stata data la possibilità di “scudare” i soldi detenuti all’estero ovvero di riportarli in Italia pagando una piccola penale.

Evasione complessiva superiore ai 130 miliardi di euro

L’evasione da patrimoni detenuti in altri Paese è solo una piccola parte del problema che complessivamente vale oltre 130 miliardi di euro, come stimato da uno studio di inizio 2018 dell’Università Cà Foscari. Per gli economisti dell’ateneo veneziano il gettito complessivo che manca ogni anno alle casse dello Stato è pari a 38,5 miliardi di euro.

Lavoro autonomo e rendite immobiliari le aree a maggiore evasione 

La ricerca della Cà Foscari ha confermato che le aree a rischio sono sempre le stesse: lavoro autonomo e rendite immobiliari ovvero affitti da abitazione. Per i primi i redditi non dichiarati e quindi sottratti al fisco equivalgono a circa il 23%. Per i secondi il tasso sale addirittura al 44%. Complessivamente dei 38,5 miliardi che mancano all’appello, 20,9 non arrivano dai lavoratori autonomi, 14,7 miliardi dalle rendite immobiliari e solo 2,6 miliardi dai lavoratori dipendenti. A conferma che per quest’ultimi evadere è molto difficile.

I rischi della flat tax per le partite Iva 

A preoccupare l’attuale governo dovrebbe essere in particolare il dato sulle partite Iva, in quanto è opinione diffusa che l’introduzione della tassa piatta (15% fino a 65 mila euro e 20% fino a 100 mila) potrebbe ulteriormente favorire l’evasione fiscale. Troppo forte la tentazione di nascondere i redditi effettivi per usufruire dell’aliquota agevolata.

Italia prima in Europa per mancato pagamento dell'Iva 

Anche uno sguardo ai dati sui confronti internazionali dovrebbe non far dormire sonni tranquilli agli esponenti dell’esecutivo. L’Italia ha il primato europeo dell’Iva evasa.  Secondo i dati diffusi dalla Commissione europea mancano all'appello circa 36 miliardi di euro. La percentuale di evasione è del 25,9% contro una media europea del 12,32%.

Lotta all'evasione assente nella politica del governo gialloverde 

Numeri impressionanti che tuttavia non sono bastati a far diventare la lotta all’evasione fiscale uno dei cavalli di battaglia del governo gialloverde. Su questo fronte la misura più rilevante è stata la Pace fiscale inserita nel decreto fiscale 2019. L’ennesimo condono fortemente voluto dalla Lega al quale il M5s ha finito per piegarsi nonostante per anni abbia criticato aspramente quelli dei governi precedenti. Non è certamente questo il modo migliore per far sì che italiani non siano più un popolo di evasori.