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La marcia indietro della Bce fa bene alle Borse: l'Europa chiude in rialzo. Milano superstar con +7%

Si allenta la pressione sullo Spread tra Btp e Bund che ridiscende dopo aver toccato quota 270

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   
La marcia indietro della Bce fa bene alle Borse: l'Europa chiude in rialzo. Milano superstar con +7%

Le Borse europee dopo la giornata drammatica di giovedì volano con Milano che arriva a toccare +16% ma poi frenano con Wall Street e chiudono in rialzo anche se non riescono a portare fino alla fine della seduta i forti progressi segnati nel pomeriggio e scatenati dall'impegno della Bce e della Ue a sostenere l'economia. Lo spread fra Btp e Bund chiude in calo a 233 punti base dai 251 segnati giovedì in chiusura. Il rendimento del titolo decennale è pari all'1,78%.

Il rimbalzo è comunque importante con Piazza Affari che che registra alla fine +7,12% a 15.954 punti. Londra ha chiuso in rialzo del 2,46% a 5.366 punti, Parigi dell'1,83% a 4.118 punti e Francoforte dello 0,77% a 9.232 punti mentre dagli Usa rimbalzava la notizia che Trump dichiarerà l'emergenza nazionale e tra gli investitori riemergevano dubbi sull'efficacia delle misure di stimolo all'economia

Buon avvio anche per Wall Street con il Dow Jones in progresso del 2,65% e il Nasdaq del 2,86%.Hanno fallito invece il rimbalzo le piazze asiatiche per però ieri avevano perso meno di quelle europee. Hong Kong ha chiuso con un calo dell’1,33%, Shanghai con un -1,23%. 

Segno positivo per il Petrolio Greggio: +2,67% al 32,34 dollaro. Si allenta la pressione sullo Spread tra Btp e Bund che scende a 223 punti dopo aver toccato anche quota 270.

Stop alle vendite allo scoperto 

C’è stato bisogno del più grande tonfo nella storia della Borsa italiana (ieri chiusura a 16,92%) per convincere la Consob a sospendere (almeno per oggi) le vendite allo scoperto su 85 dei principali di titoli del listino. Decisione che probabilmente sarebbe dovuta arrivare prima perché notoriamente vendere allo scoperto (ovvero vendere un titolo che in realtà non si possiede) è una pratica che non ha nessun beneficio se non quello di far arricchire gli speculatori nei momenti di forte ribasso come in quello in corso. Ma la finanza ancora una volta dimostra di essere un mondo a parte completamente sganciato dalla realtà, anche di fronte alla peggior crisi sanitaria dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi.

Effetto Lagarde 

Sui mercati hanno pesato come macigni le parole del nuovo presidente della Bce Christine Lagarde che ieri ha fatto chiaramente capire che l’era Draghi è finita. La banchiera centrale ha affermato che non è compito di Francoforte “fronteggiare la crisi”. Dichiarazione che hanno scatenato il panico nelle Borse. Oggi sono arrivate le rettifiche che hanno tranquillizzato i mercati. La speranza è che si sia trattato di un semplice “incidente” di inizio mandato, in quanto è evidente che per governare una speculazione finanziaria senza freni è necessario un ruolo attivo delle Banche centrali. Se quest’ultime vogliono farsi da parte allora è necessario introdurre dei limiti ferrei a vendite allo scoperto e derivati, strumenti che il più grande finanziere vivente, Warren Buffet, ha definito “armi di distruzione di massa”. Le crisi del 2008 (Lehman Brothes) e del 2011 (Debiti sovrani) non hanno insegnato niente. E purtroppo non è una novità nella storia dell’uomo.

Bruxelles pronta a sospendere il Patto di stabilità

La Commissione europea proporrà lunedì ai ministri finanziari la sostanziale sospensione del Patto di stabilità per far fronte alle circostanze eccezionali determinate dalla epidemia del coronavirus. Per il 2020 i governi potranno spendere "tutto ciò che sarà necessario" per fronteggiare la pandemia ovvero per i servizi sanitari, per la cassa integrazione, per il sostengo alle imprese e in particolare le Pmi dei settori che saranno più colpiti dalla incombente recessione economica innescata dalla crisi sanitaria. Una buona notizia per tutti dunque. Almeno per una volta i falchi europei dell'ortodossia finanziaria sono stati sconfitti. 

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   

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