[Il punto] Pensioni d’oro ci siamo, ecco quando scatta il taglio sugli assegni

Una circolare dell’Inps ha reso noto che si partirà dal primo di giugno. Colpite le pensioni superiori ai 100 mila euro

[Il punto] Pensioni d’oro ci siamo, ecco quando scatta il taglio sugli assegni

La mannaia sulle pensioni d’oro invocata dalla stragrande maggioranza degli italiani sta per scattare. Una circolare pubblicata sul sito internet dell’Inps ha chiarito che il prelievo sugli assegni superiori ai 100 mila euro all’anno sarà applicato a partire dal 1 giugno. La platea interessata sarà di circa 24 mila pensionati. 

Conguaglio per i mesi mancanti del 2019

L’Inps ha precisato che ci sarà anche un conguaglio spalmato in più mesi per recuperare la mancata riduzione tra gennaio e maggio. Perciò nessuno sconto per il ritardo del governo gialloverde su una misura che è stata uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 stelle.

Le aliquote di riduzione 

Il taglio si applicherà sulle pensioni superiori ai 100 mila euro lordi calcolati con il metodo retributivo o misto. La riduzione percentuale sarà progressiva ovvero saranno applicate aliquote di prelievo crescenti all’aumentare del reddito. Gli assegni saranno ridotti del 15% per le pensioni comprese tra 100 e 130 mila euro, del 25% tra 130 e 200 mila euro, del 30% tra 200 e 350 mila, del 35% tra 350 e 500 mila e infine del 40% per gli importi superiori ai 500 mila euro.

Il risparmio per le casse dello Stato 

Complessivamente il governo risparmierà 415 milioni di euro. Poca roba (solo il 5%) del costo di Quota 100 nei prossimi tre anni ma comunque una misura che risponde ad un principio di equità. Le pensioni d’oro non rispecchiano infatti quanto versato dai singoli contribuenti perché calcolate non con il metodo contributivo (applicato alle nuove generazioni di lavoratori con la riforma Dini del 1995) ma con quello retributivo o misto.

La spada di Damocle dei ricorsi 

Una ingiustizia sociale (e uno spreco di denaro pubblico) esistente a livello internazionale solo in Italia. Ben venga dunque il taglio alle pensioni d’oro considerando che, vista la penuria di soldi pubblici, anche 400 milioni di euro possono essere utili per contrastare le varie emergenze del Paese. Sul destino del provvedimento pende però la spada di Damocle della pioggia di ricorsi già annunciata in quanto (secondo i pensionati d’oro) si toccherebbe un diritto acquisito. Combattere le caste di questo Paese non è mai una operazione facile.

Il discorso di Di Maio sulle pensioni d'oro 

Il capo politico del M5s ha spiegato alla giornalista Lilli Gruber le ragioni che hanno spinto il Movimento a volere il taglio delle pensioni d'oro