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[La storia] L'azienda italiana che vende al mondo intero le macchine per il packaging

Nordmeccanica è poco nota al grande pubblico ma è uno dei tanti campioni del made in Italy manifatturiero. Esporta il 95% della produzione e ora punta con decisione al mercato cinese

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   
[La storia] L'azienda italiana che vende al mondo intero le macchine per il packaging

Chi ha mai sentito parlare di Nordmeccanica? Ad eccezione di chi vive a Piacenza probabilmente quasi nessuno. Eppure si tratta di uno dei tanti gioielli dell’industria manifatturiera italiana che per importanza è la seconda in Europa, dopo quella tedesca. L'azienda è uno dei leader mondiali nel settore del packaging. Produce macchine che realizzano imballaggi a più strati, utilizzati in particolare nel settore alimentare e farmaceutico. La sua specificità è che le sue macchine sono in grado di accoppiare gli strati esterni (stampati con nomi e immagini dei prodotti) con le pellicole interne (destinate al contatto con alimenti o farmaci) senza l’utilizzo di sostanze di incollaggio inquinanti. Operazione che richiede un know how non indifferenze. E infatti l’innovazione tecnologica è il punto di forza dell’azienda che ogni anno investe in ricerca e sviluppo ben il 5% del fatturato.

Quaranta anni di storia 

Nata nel 1978, Nordmeccanica nel 1998 è stata rilevata da Antonio Cerciello che ancora oggi la guida assieme ai suoi due figli. “Quando l’ho acquistata – ha spiegato in occasione della celebrazione dei 40 anni di vita – era una azienda a conduzione familiare. Ho cambiato la struttura e l’organizzazione facendola diventare una realtà manageriale orientata all’export. Nei primi anni ho viaggiato molto all'estero. Conoscevo molti clienti stranieri e sapevo dove andare a cercarli. Negli ultimi 20 anni abbiamo installato in giro per il mondo ben 2900 macchine". 

Antonio Cerciello con i suoi due figli

Oltre 100 milioni di fatturato 

I numeri confermano il racconto di Cerciello. Dei 110 milioni di fatturato (nell’ultimo decennio cresciuto ogni anno mediamente del 10%) oltre il 90% è fatto all’estero. Il quartier generale è a Piacenza ma il gruppo (che conta 300 dipendenti) ha 5 stabilimenti produttivi: 3 in Italia, uno in Cina (a Shanghai) e uno negli Stati Uniti (New York). A questi si aggiungo due sedi per il supporto tecnico, una in Argentina (a Buenos Aires) e una in India (a Mumbai) a cui si affianca una fitta rete di agenti commerciali che copre 87 paesi nel mondo.

Tra i clienti grandi nomi dell'industria mondiale 

I clienti di Nordmeccanica sono i produttori di imballaggi che realizzano le confezioni per le aziende finali. Nomi importanti dell’industria mondiale come l’americana DuPont, le tedesche Henkel e Siemens, l’australiana Amcor. “Le nostre macchine – ha spiegato Cerciello – possono costare anche 1 o 2 milioni di euro l’una. L’anno scorso ne abbiamo consegnato una addirittura da 5,5 milioni”.

La grande opportunità del mercato cinese 

Per espandere ulteriormente il business l’azienda punta su nuovi settori (è entrata anche nel comparto delle laccature speciali e del fotovoltaico) e sulla Cina dove è cresciuta la sensibilità verso la tutela della salute dei cittadini. I legislatori di Pechino hanno stabilito che gli imballaggi alimentari dovranno essere obbligatoriamente prodotti senza l’uso di sostanze contaminanti. “Già oggi la domanda è di 55 macchine l’anno, ma è destinata a crescere vertiginosamente” ha dichiarato Cerciello. L'Italia è un Paese che nel complesso sta subendo la globalizzazione ma ci sono anche eccezioni. Nordmeccanica è una di queste e sta mostrando quale è l'unica via per avere successo nell'economia di oggi: saper innovare e saper vendere all'estero. 

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   
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