[Il punto] Le tre armi che i cinesi potrebbero usare contro Donald Trump

L’attacco americano a Huawei segna definitivamente la fine di una epoca storica: i primi di 30 anni di globalizzazione dominati dall’asse economico tra Washington e Pechino

[Il punto] Le tre armi che i cinesi potrebbero usare contro Donald Trump
Trump assieme al presidente cinese Xi Jinping

Il Rubicone è stato attraversato. La crociata di Trump contro la Cina e l’attacco frontale alla più importante azienda tecnologica cinese, Huawei, ha probabilmente segnato un punto di svolta nella storia paragonabile al crollo del muro di Berlino: la fine dei primi 30 anni di globalizzazione dominati dall’asse economico tra Washington e Pechino.

Offensiva americana è figlia della paura del sorpasso cinese 

Una alleanza che fino a poco tempo ha prodotto vantaggi per tutti. Le aziende americane hanno delocalizzato in estremo oriente la produzione dei propri prodotti per sfruttare i bassi costi della manodopera. I cinesi hanno acquisito know how e sono diventati la “fabbrica del mondo”. A far finire l’idillio non sono state però le drammatiche conseguenze dell’alleanza sulla classe media americana che ha perso posti di lavoro stabili e ben pagati in cambio di lavoretti precari e mal pagati. Il giochino che ha fatto arricchire sempre di più la élite capitalista americana e l’emergente borghesia cinese si è interrotto nel momento in cui gli Stati Uniti hanno avuto paura dell’ascesa di Pechino.

Da semplice fabbrica a potenza hi-tech

Negli ultimi anni la Cina si è velocemente trasformata da semplice paese manifatturiero a basso costo in un assoluto protagonista in tutti i settori tecnologici più avanzati: reti di comunicazione 5G, intelligenza artificiale, robotica etc. Il clamoroso successo di Huawei è solo la punta dell’iceberg. Progressi che inevitabilmente si sono trasferiti anche nel settore militare. E proprio questo è stato l'elemento più importante per far scattare l'offensiva a stelle e a strisce. 

Tre armi nelle mani dei cinesi per rispondere a Trump 

Quella di Trump è a tutti gli effetti una dichiarazione di guerra. E Pechino ne è consapevole. I 90 giorni concessi dal presidente Usa a Huawei non devono trarre in inganno. Riportare indietro le lancette dell’orologio è ormai impossibile. L’unica possibilità della Cina per non soccombere è rispondere con le maniere forti. E le armi a disposizione non mancano. Il Dragone potrebbe far male agli Stati Uniti in tre modi, ma non tutti hanno la stessa portata.

La leva finanziaria 

Il primo (e forse più conosciuto dal grande pubblico) è l’uso della leva finanziaria. Pechino è il principale possessore al mondo di titoli di Stato americani. Potrebbe dunque smettere di acquistare le nuove emissioni o vendere massicciamente i TBond che ha già in portafoglio. Gli americani vedrebbero aumentare il costo di finanziamento del proprio debito pubblico (il più alto del mondo) ma sarebbero comunque in grado di resistere all’attacco dato che ben il 70% del debito è in mano americane e la quota posseduta dai cinesi è di appena il 5,5% (1,18 miliardi di dollari su un totale di 21,2 miliardi).

L'acquisto di gas 

La seconda arma riguarda l’acquisto di gas naturale e gli accordi esistenti nel settore.  I cinesi sono il terzo acquirente mondiale di gas americano con una quota del 14% ed hanno siglato un accordo per finanziare un progetto da 43 miliardi di dollari per l’estrazione di gas in Alaska. Anche questa arma appare però spuntata e non in grado di mettere in ginocchio Washington anche perché Pechino dovrebbe trovare nuove forniture. 

Le terre rare 

La terza freccia nell’arco di Pechino è probabilmente quella più importante: la fornitura di terre rare. Di cosa si tratta? Metalli non comuni come gadolinio, tulio, lutezio, olmio di cui la Cina è di gran lunga il principale produttore mondiale con il 70% del mercato e ben l’80% delle importazioni americane. Questi metalli sono utilizzati in particolar modo nell’industria green e hi-tech. Un blocco dell’export verso l’America potrebbe dunque rappresentare una ritorsione efficace. Basterà questa prospettiva per spingere Trump a più miti consigli su Huawei? La speranza è che lo sia, perché le guerre (di qualsiasi natura esse siano) non sono mai un bene per l’umanità.