[La storia] La rivoluzione di Poste Italiane: robot affianco ai lavoratori umani per restare sul mercato

L’azienda spenderà 30 milioni di euro per robotizzare i centri di smistamento, sul modello di quanto già avviene in Amazon

[La storia] La rivoluzione di Poste Italiane: robot affianco ai lavoratori umani per restare sul mercato

L’ecommerce non sta cambiando solamente le abitudini dei consumatori in tutto il mondo ma anche il mondo del business. All’inizio del 2019 Amazon è diventata la principale azienda del mondo per capitalizzazione di Borsa e sta costringendo tutti gli operatori di mercato, che in un modo o nell’altro competono con lei, ad innovare per non morire. Un esempio evidente si ha in Italia dove Poste Italiane hanno varato un piano da 30 milioni di euro per robotizzare i 23 centri di smistamento, le fabbriche della moderna distribuzione.

La lean organization

Il piano prevede la realizzazione di una nuova forma organizzativa chiamata lean (snella) in cui i robot giocheranno un ruolo fondamentale nell’affiancare i lavoratori umani. Una vera e propria rivoluzione per la rete logistica dell’ex azienda di stato composta 35 mila persone, 23 centro di smistamento e 1800 centri di recapito. Ma il cuore di tutto (dove si gioca la carta della competitività e quindi la possibilità di restare nel mercato) sono i 23 centri di smistamento.

Il crollo del vecchio business

Anche in Poste progressivamente i vecchi muletti andranno in pensione per essere sostituiti da robot che sposteranno autonomamente pacchi e corrispondenze. Esattamente come già avviene nei centri di Amazon o Alibaba (la Amazon cinese).Il motivo che ha spinto l’azienda italiana a questo massiccio piano di investimenti è legata al boom dell’ecommerce e al contemporaneo declino del business della corrispondenza che negli ultimi 10 anni ha vista una riduzione del giro di affari del 50%.

Esteso l'orario delle consegne 

Ormai il compito principale della rete logistica di Poste non è più trasportare lettere, riviste o giornali ma pacchi che racchiudono gli oggetti acquistati online. Cambiamento che ha costretto l’azienda a modificare anche l’organizzazione del lavoro nella fase finale del processo: le consegne. I portalettere (che ora sarebbe più opportuno chiamare portapacchi) lavoreranno su tre turni con orario fino alle 19.45 e settimana lavorativa estesa anche al sabato, quando ci sono più probabilità di trovare le persone in casa. Anche i motocicli utilizzati saranno diversi rispetto al passato e idonei a trasportare più pacchi che non lettere. Tutto in nome delle esigenze dell’ecommerce. Ma è l'unica cosa da fare se si vuole sopravvivere nel mercato. 

Robot al lavoro in un centro Amazon