[La storia] La rivoluzione di Poste Italiane: robot affianco ai lavoratori umani per restare sul mercato

L’azienda spenderà 30 milioni di euro per robotizzare i centri di smistamento, sul modello di quanto già avviene in Amazon

[La storia] La rivoluzione di Poste Italiane: robot affianco ai lavoratori umani per restare sul mercato
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

L’ecommerce non sta cambiando solamente le abitudini dei consumatori in tutto il mondo ma anche il mondo del business. All’inizio del 2019 Amazon è diventata la principale azienda del mondo per capitalizzazione di Borsa e sta costringendo tutti gli operatori di mercato, che in un modo o nell’altro competono con lei, ad innovare per non morire. Un esempio evidente si ha in Italia dove Poste Italiane hanno varato un piano da 30 milioni di euro per robotizzare i 23 centri di smistamento, le fabbriche della moderna distribuzione.

La lean organization

Il piano prevede la realizzazione di una nuova forma organizzativa chiamata lean (snella) in cui i robot giocheranno un ruolo fondamentale nell’affiancare i lavoratori umani. Una vera e propria rivoluzione per la rete logistica dell’ex azienda di stato composta 35 mila persone, 23 centro di smistamento e 1800 centri di recapito. Ma il cuore di tutto (dove si gioca la carta della competitività e quindi la possibilità di restare nel mercato) sono i 23 centri di smistamento.

Il crollo del vecchio business

Anche in Poste progressivamente i vecchi muletti andranno in pensione per essere sostituiti da robot che sposteranno autonomamente pacchi e corrispondenze. Esattamente come già avviene nei centri di Amazon o Alibaba (la Amazon cinese).Il motivo che ha spinto l’azienda italiana a questo massiccio piano di investimenti è legata al boom dell’ecommerce e al contemporaneo declino del business della corrispondenza che negli ultimi 10 anni ha vista una riduzione del giro di affari del 50%.

Esteso l'orario delle consegne 

Ormai il compito principale della rete logistica di Poste non è più trasportare lettere, riviste o giornali ma pacchi che racchiudono gli oggetti acquistati online. Cambiamento che ha costretto l’azienda a modificare anche l’organizzazione del lavoro nella fase finale del processo: le consegne. I portalettere (che ora sarebbe più opportuno chiamare portapacchi) lavoreranno su tre turni con orario fino alle 19.45 e settimana lavorativa estesa anche al sabato, quando ci sono più probabilità di trovare le persone in casa. Anche i motocicli utilizzati saranno diversi rispetto al passato e idonei a trasportare più pacchi che non lettere. Tutto in nome delle esigenze dell’ecommerce. Ma è l'unica cosa da fare se si vuole sopravvivere nel mercato. 

Robot al lavoro in un centro Amazon