[Il punto] La battaglia per l'introduzione del salario minimo in Italia: ecco a quanto dovrebbe ammontare

Al momento le proposte in campo sono due. Una del Pd e una del M5s che punta ai 9 euro l’ora. Solamente 16 centesimi in meno di quello tedesco e quasi 3 euro in più di quello americano

[Il punto] La battaglia per l'introduzione del salario minimo in Italia: ecco a quanto dovrebbe ammontare

Un possibile terreno di intesa tra M5s e Partito democratico è la battaglia sul salario minimo. Entrambi gli schieramenti hanno elaborato una propria proposta. Quella dei Cinquestelle prevede anche un obiettivo ben preciso: 9 euro l’ora al lordo delle tasse. E’ una somma giusta? Ha provato a dare una risposta Milena Gabanelli nella sua inchiesta settimanale, Dataroom, per il Corriere della Sera. La riposta (come era prevedibile) è che non è  facile arrivare a conclusioni perché il mondo del lavoro italiano è una giungla in cui è difficile districarsi.

Diverse modalità di calcolo 

La prima complicazione riguarda le modalità di calcolo del salario orario: bisogna considerare solo i valori tabellari o anche tutte quelle voci che comunque sia fanno parte dello stipendio (ferie, tredicesima, quattordicesima)? La questione non è di poco conto perché i risultati dell’analisi cambiano e non di poco. Nel primo caso (solo minimi tabellari) la maggior parte dei contratti italiani (escluso quello dei bancari e pochi altri) sono sotto i 9 euro l’ora. Nel secondo caso invece la maggioranza delle categorie è già sopra i 9 euro. Sotto la soglia indicata dal M5s ci sarebbero il 22% dei lavoratori dipendenti (circa 2,9 milioni di persone) impiegati principalmente nell’agricoltura, nei servizi nell’artigianato. Tra le categorie specifiche spicca quella delle colf con il 100% dei contratti sotto i 9 euro l’ora.

Gli effetti di un salario minimo imposto per legge 

L’adeguamento proposta dal M5s costerebbe ai datori di lavoro 3,2 miliardi di euro. Le conseguenze economiche potrebbero essere fondamentalmente due: una riduzione dei margini di profitto delle aziende (poco probabile), un aumento del costo dei prodotti/servizi (molto probabile). A pagare il conto potrebbero dunque essere i consumatori e questo dà fiato a quanti affermano che un salario minimo non può essere imposto per legge ma deve essere il risultato trovato dalle forze di mercato. Quale è la verità? Probabilmente sta nel mezzo. Come noto il mercato lasciato libero a se stesso non è in grado di garantire l’equità sociale ma è anche vero che un intervento dello Stato fatto male può essere altrettanto negativo.

Il confronto con l'estero 

Per capire se i 9 euro proposti dal M5s sono troppi la cosa più semplice è guardare all’estero. Negli Stati Uniti il salario minimo è di poco superiore ai 7 dollari (6,26 euro), in Germania è pari a 9,19 euro. La proposta targata Cinquestelle sembrerebbe troppo generosa. Ma volendo affrontare il tema in maniera più scientifica, la variabile principale da considerare è quella della produttività del lavoro. Cosa misura questo indicatore? E’ molto semplice: il valore reale di quanto prodotto da una unità lavorativa in una certa unità temporale (esempio 1 ora). Più è alta la produttività maggiore deve essere il salario orario (e viceversa). Tornando al caso concreto dell’Italia, come è la nostra produttività del lavoro rispetto a quella degli altri Paesi? Purtroppo bassa, perché l'Italia sconta un lunghissimo periodo di stagnazione di questa variabile, come evidente nel grafico sottostante 


source: tradingeconomics.com


I limiti dell'attuale governo 

La conclusione dell’analisi è dunque abbastanza chiara: aumentare per legge il salario orario (trovando però la giusta entità) è giusto per evitare le distorsioni del libero mercato che penalizzano le categorie più deboli, ma allo stesso tempo lo Stato dovrebbe impegnarsi a fondo per aumentare la produttività complessiva del mercato del lavoro. Sta accadendo in Italia? Purtroppo no. E questo è probabilmente il fallimento più grande di questa governo impegnato solo ed esclusivamente a varare misure redistributive (quota 100, reddito di cittadinanza, flat tax).