[Il punto] Italia in ritardo nell'economia circolare: il caso dello smaltimento e riciclo degli smartphone

Solo una minoranza degli italiani è al corrente che i dispositivi devono essere consegnati in appositi centri di raccolta

Italia in ritardo nell'economia circolare: il caso dello smaltimento e riciclo degli smartphone
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Dscout, società di consulenza americana che aiuta le imprese a capire meglio l’esperienza d’uso dei propri clienti, ha svolto una interessante ricerca sul modo in cui viene usato lo smartphone. Per 5 cinque giorni ha monitorato l’attività di 94 persone e ha scoperto che in media il telefonino è rimasto in mano per 145 minuti al giorno, ovvero più di due ore. Niente di sorprendente potrebbe dire qualcuno, dato che ormai è evidente a tutti come lo smartphone sia diventato l’oggetto più caro che abbiamo. Secondo lo studioso Adam Altar è "il ciuccio che calma l'ansia degli adulti". Ma c’è un paradosso: quasi nessuno (in Italia) sa che fine dovrebbe fare il nostro dispositivo quando lo buttiamo per sostituirlo con uno nuovo più moderno e performante.

Smartphone vanno buttati in appositi centri di raccolta 

La questione non è di scarsa rilevanza dato che i telefonini, ma in generale tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche, hanno un forte impatto ambientale se non gestite correttamente. Per dirlo in maniera semplice: uno smartphone non può essere buttato nel cestino della spazzatura indifferenziata. Se decidiamo di liberarci del vecchio modello dobbiamo recarci in un negozio di apparecchiature elettroniche che, per obbligo di legge, deve avere un contenitore per la raccolta RAEE ovvero, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Il ciclo virtuoso dell'economia circolare 

La consegna dello smartphone in uno di questi contenitori è il punto di partenza di un processo virtuoso di smaltimento e riciclo di materiali che produce notevoli benefici economici e ambientali, noto anche come economia circolare. Aziende specializzate nel riciclo RAEE sono in grado di recuperare quasi il 90% dei materiali presenti in un telefonino.

Quaranta materiali da recuperare 

Ritirati dai negozi di raccolta gli smartphone vengono portati in appositi centri e smontati nelle singole parti (gusci esterni, batteria, schede elettroniche, sensori, microfoni, etc). Ogni componete viene poi sottoposto a sofisticate procedure per il recupero dei singoli elementi: oro, argento, platino, alluminio, varie tipologie di plastica. Complessivamente i materiali da recuperare e riciclare sono una quarantina.

I dati dell'Italia e quelli dell'Europa 

Secondo i dati diffusi dal consorzio di smaltimento Remedia, in Italia lo smaltimento RAEE sta crescendo. Nel 2018 sono state gestite 310 mila tonnellate, in crescita del 34% rispetto all’anno precedente. Ma il nostro Paese è ancora lontano dagli obiettivi fissati dall’Europa e dai numeri dei paesi scandinavi. In Italia la percentuale di raccolta RAEE è del 40%, nettamente sotto il 65% imposto dalla Unione Europea e addirittura l’80% della Svezia.

Il ritardo culturale degli italiani 

Il motivo del ritardo? Culturale. Sempre secondo Remedia solamente un terzo degli italiani sa dell’esistenza dei contenitori di raccolta previsti per legge nei negozi. Ci sarebbe dunque bisogno di una massiccia campagna di informazione istituzionale per colmare la lacuna. Operazione che potrebbe essere fatte sulle tv pubbliche e che non richiederebbe lo stanziamento di nuove risorse. Ma ovviamente il tema è assente dal dibattito politico. Purtroppo (come risultato evidente alle ultime elezioni europee) nel nostro Paese temi come riciclo, economia circolare e ambiente non sono in grado di generare consenso e dunque voti.