[La storia] La bolla dei bitcoin è scoppiata: ecco chi ha guadagnato e chi ha perso

In poco meno di un anno la criptovaluta ha bruciato oltre l'80% del suo valore. Ma sul campo non restano solo macerie

[La storia] La bolla dei bitcoin è scoppiata: ecco chi ha guadagnato e chi ha perso
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Il 2018 sarà ricordato come l’anno che ha sancito lo scoppio della bolla dei bitcoin, la criptovaluta più famosa, che poco meno di un anno fa (il 17 dicembre 2017) toccava il massimo storico a 19.535,4 dollari attirando piccoli investitori in ogni angolo del mondo. Da allora le cose sono profondamente cambiate. La moneta elettronica ha perso più del 80% del suo valore scendendo a 3.368 dollari. Destino analogo per tutto l’universo delle criptovalute il cui valore complessivo è passato da oltre 800 miliardi di dollari ai poco più di 100 di oggi.

La speculazione ha raggiunto l'obiettivo 

Perché la bolla si è sgonfiata? Secondo i principali esperti mondiali il motivo è molto semplice: la perdita di interesse da parte della speculazione. Ancora una volta dunque è andato in scena il delitto perfetto da parte dei grandi squali della finanza internazionale. Chi sono le vittime? Ovviamente i piccoli investitori. Dati ufficiali non ce ne sono, ma è facile immaginare che in tanti si sono bruciati le mani.

La corsa del 2017 

L’esplosione dei bitcoin è avvenuta nel corso del 2017 con le quotazioni passate dai 770,4 euro del 4 dicembre 2016 al massimo di 19.535 euro. Un progresso stellare del 2437% che ha avuto il momento di massima velocità negli ultimi due mesi dell’anno, con la quotazione schizzata in poche sedute da 5000 a poco sotto 20 mila. In quelle settimane i bitcoin sono diventati argomento trattato da tutti i principali media. Quotidiani e telegiornali riferivano puntualmente ogni nuovo record e in ogni parte del mondo cittadini qualunque discutevano sull’opportunità o meno di fare un piccolo investimento. Anche perchè spuntavano come funghi i guru della tecnologia e della finanza che escludevano qualunque ipotesi di bolla, affermando che si trattava solo dell’inizio. Entro pochi anni ogni singolo bitcoin sarebbe arrivato a valere 1 o perfino 2 milioni di euro.

Gli allarmi degli economisti 

A nulla sono serviti i richiami alla realtà degli economisti, compreso diversi premi Nobel. “Le quotazioni della moneta non rispecchiano un valore intrinseco ma dipendono unicamente dalle aspettative di ulteriori rialzi futuri” spiegavano senza però essere ascoltati.

Il boom del mining 

L’irrazionalità non ha coinvolto solamente i piccoli investitori che con enorme ritardo hanno acquistato la criptovaluta temendo di perdere la grande occasione della vita per diventare finalmente ricchi. Ha contagiato anche giovani startupper e imprenditori stagionati che hanno investito migliaia di euro per creare le fabbriche dei bitcoin, fatte da decine e decine di computer dedicati unicamente all’attività del mining ovvero dell’estrazione di criptovaluta dai complessi algoritmi che la governano.

Tecnici al lavoro in una fabbrica di bitcoin

Non tutto è da buttare 

Oggi tutto questo appare assurdo ma l’esperienza del bitcoin (e in generale delle criptovalute) non è tutta da buttare. Non perché il valore rimane comunque nettamente al di sopra dei 770 euro di inizio bolla (ulteriori ribassi sono ancora possibili) ma perché ha avuto un grande merito dal punto di vista tecnologico: aver dimostrato che la tecnologia della blockchain funziona.

Bitcoin l'equivalente dell'oro digitale 

Come affermato da Massimiliano Del Barba sul Corriere della Sera il bitcoin può essere visto come “l’equivalente digitale dell’oro. Qualcosa di trasferibile ma non duplicabile”. Una conquista che appare banale ma non lo è, dato che una peculiarità dell'economia digitale (definita dall'economista Jeremy Rifkin la Zero marginal cost society) è sempre stata quella di consentire con estrema facilità e a costo zero la duplicazione di musica, film, libri e qualsiasi altro prodotto digitalizzato. 

Blockchain tecnologia rivoluzionaria 

La non duplicabilità della moneta digitale è  stata resa possibile dalla blockchain, un registro digitale distribuito e criptato, che si candida ad avere applicazioni rivoluzionarie in quasi tutti i settori dell’economia. In futuro sentiremo dunque parlare a lungo della tecnologia sottostante i bitcoin e le altre criptovalute. Per quanto riguarda invece il fenomeno dal punto di vista finanziario sarà archiviato come l'ennesima bolla speculativa, esattamente come quella dei tulipani del 1600, descritta ancora oggi in tutti i manuali di economia del mondo.