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[La storia] Il ritorno del ciabattino: ora si chiama restauratore di sneaker. E’ boom

Dietro il fenomeno il grande successo delle scarpe sportive e il lancio sul mercato di modelli molto costosi

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   
[La storia] Il ritorno del ciabattino: ora si chiama restauratore di sneaker. E’ boom

Tra i vecchi mestieri cancellati dalla globalizzazione e dal trasferimento della produzione nei paesi asiatici uno dei più noti è il ciabattino. Ormai acquistare un paio di scarpe costa quanto (o addirittura meno) che ripararle. Ma dagli Stati Uniti arriva una clamorosa notizia: è boom dei restauratori di sneaker ovvero le scarpe sportive diventate nel tempo un accessorio casual indossabile praticamente in tutte le occasioni. 

Sneaker da migliaia di euro 

Ne ha parlato sul Corriere della Sera, Massimo Gaggi, spiegando che il boom dei restauratori di sneaker è legato principalmente al fatto che queste scarpe sono diventate, per alcuni, un vero e proprio oggetto di culto. Collezionisti disposti anche a spendere migliaia di euro per scarpe storiche da basket o da tennis. Il modello Nike Jordan Retro 4X Undefeated Limited Edition è arrivato a costare sul web oltre 17 mila euro.

Restauri da 150 dollari 

Ai collezionisti si aggiungono poi i consumatori più facoltosi per i quali i grandi produttori mondiali, come Nike, Adidas e Puma, hanno iniziato a produrre prodotti di nicchia molto costosi. A fiutare l’affare sono stati anche i brand del lusso come Hermes, Guggi, Dolce&Gabbana che hanno allargato le loro collezioni incorporando anche le sneaker. Il risultato di tutto questo è stato che non tutte le scarpe sportive possono essere gettate via o non più utilizzate ai primi segni di usura. Spendere 35 dollari per una pulizia o 150 per un restauro può valerne decisamente la pena.

Costi modesti per lancio attività 

Gli sneaker repair proliferano ormi in tutti i principali centri americani anche perché lo startup dell’attività non richiede grossi capitali. “Bastano un nome che colpisce, un biglietto da visita, un sito web e uno spedizioniere come Usp” ha spiegato uno di loro a Massimo Gacci.  Non sempre però si tratta di new entry del settore. In molti casi sono gli stessi ciabattini sopravvissuti nel tempo che hanno allargato la loro attività alle calzature sportive.

Nuova attività della gig economy 

Tra gli sneaker repair figurano molti veterani ovvero persone con un passato sotto le armi. Mettono a frutto gli insegnamenti ricevuti per la cura di anfibi e accessori vari. Per tanti la riparazione delle scarpe sportive non è però un mestiere a tempo pieno ma una attività che integra altre forme di guadagno, in perfetta sintonia dunque con la filosofia della gig economy ovvero dell’economia dei lavoretti precari.

Sneaker repair anche in Europa 

Il fenomeno, come prevedibile, si sta diffondendo anche fuori dagli Stati Uniti.  Pulitori e riparatori specializzati di sneaker si possono ormai trovare anche nei principali paesi europei. In Italia uno dei laboratori apripista è stato, a Milano, la Calzoleria Calvisi , già celebre tra i cultori delle scarpe di lusso. “Sono sempre più numerosi i clienti che chiedono il lavaggio, la sterilizzazione e persino la risuolatura delle loro amate sneaker. Se sono di pelle lucida chiedono anche la lucidatura” hanno spiegato il titolare al Corriere della Sera. I clienti tipici? Ragazzini ma anche molti manager. A conferma che le sneaker nel tempo sono diventate un oggetto di culto per tutte le fasce di età e di reddito.

 

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