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Cento milioni di incentivi all’anno degli aeroporti italiani a Ryanair, ecco che fine faranno

Le Regioni che finanziano la compagnia con incentivi, stanno valutando se ricorrano i presupposti per chiedere indietro i fondi

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Il caos Ryanair sta creando gravissimi disagi agli utenti
Il caos Ryanair sta creando gravissimi disagi agli utenti

Il caos Ryanair sta creando gravissimi disagi e danni economici agli utenti. Il ministero dei Trasporti sta valutando se è opportuno sollecitare immediatamente l’intervento dell’Enac e se non sia il caso di coinvolgere anche l’Authority dei Trasporti. Le stesse Regioni colpite dai disagi e che finanziano la compagnia stanno valutando se ricorrano i presupposti per chiedere indietro gli incentivi. Una torta da 40 milioni di euro annui. Lo ha spiegato il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, rispondendo ad una interrogazione parlamentare sugli accordi stipulati tra le società di gestione degli aeroporti, per lo più in mano agli enti locali, e le compagnie aeree come la Ryanair, che sfrutta in primo luogo i contratti di co-marketing.

Il problema in qualunque modo la si voglia vedere è piuttosto grave. Il caso di Trapani Birgi è fra i più eclatanti: l'aeroporto è oggi in assoluto il più penalizzato dai "tagli" decisi da Dublino. "La situazione è drammatica: nel periodo novembre-marzo Ryanair ridurrà il traffico aereo nello scalo di Trapani del 60% rispetto allo scorso anno" dice il direttore dell'Airgest, società che gestisce lo scalo, Giancarlo Guerrera.

In termini numerici, tra novembre e marzo, su Trapani transiteranno circa duecentomila passeggeri in meno. I voli che nel periodo saranno tagliati sono sette: 4 nazionali (Parma, Genova, Roma e Trieste) e 3 con città europee (Francoforte, Baden Baden e Cracovia). Una mazzata per l'economia turistica del trapanese e per il suo indotto.  Ai noti problemi operativi si aggiunge anche il mancato accordo di co-marketing. In pratica per convincere Ryanair a mantenere gli stessi livelli di traffico, i comuni del trapanese dovranno versare 6 mln di euro.  

Più o meno (c’è solo una differenza di cifre), lo stesso discorso fatto per Trapani vale per la Puglia: per attirare Ryanair sono state utilizzate risorse pubbliche dei cittadini pugliesi: 2 milioni per gli ultimi 3 mesi del 2009, 8 per il 2010, 10 per il 2011, 12 per il 2012 e altrettanti per il 2013 e il 2014. Al termine del primo ciclo quinquennale, nel 2014, il contratto è stato prorogato per altri 5 anni (anche in questo caso senza gara) per 12,5 milioni: nelle casse di Ryanair, ogni anno, arrivano dalla Puglia come contributi o sotto forma di sconti, circa 17,5 milioni. Che moltiplicati per 10 anni fanno più di 170 milioni di euro.  

Un altro duro attacco contro la compagnia irlandese che ha macinato utili record (1,3 miliardi su 6 di ricavi nell'ultimo anno contabile 2016-2017) viene anche da Londra dove la Civil Aviation Authority (Caa), l'Authority del trasporto aereo del Regno Unito, ha duramente ammonito Ryanair per la cancellazione dei voli affermando che sta violando la legge. E di fronte alla minaccia di un'azione legale, un portavoce di Ryanair si è affrettato ad annunciare un incontro coi vertici della Caa.

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