La scure di Google su Huawei: stop agli aggiornamenti Android per tutti i dispositivi del colosso cinese

Anche le aziende americane produttrici di chip si adeguano alla crociata di Trump. Ma Huawei rassicura i suoi clienti: continueremo a fornire gli aggiornamenti

La scure di Google su Huawei: stop agli aggiornamenti Android per tutti i dispositivi del colosso cinese
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Google rompe con Huawei, sospendendo ogni attività portata avanti con il colosso tecnologico cinese, all'avanguardia nella realizzazione delle reti di nuova generazione 5G. La notizia è stata rivelata da Reuters e poi confermata dalla stessa azienda tecnologica californiana. Si tratta di uno schiaffo dolorosissimo per Huawei, dopo che l'amministrazione Trump ha inserito l'azienda nella lista nera vietandone l'uso per motivi di sicurezza nazionale. 

Bloccato l'accesso al Play Store e a You Tube

Nel dettaglio - ha spiegato Reuters - gli smartphone e gli altri apparati Huawei venduti fuori dalla Cina dovrebbero perdere l'accesso agli aggiornamenti del sistema operativo Android. Non solo, dovrebbero perdere l'accesso anche ad alcuni dei popolarissimi servizi di Google come il Google Play Store, YouTube e il servizio di posta elettronica Gmail.

Stop alla fornitura di microchip

Anche le aziende Usa produttrici di chip e microchip - da Intel a Qualcomm, da Xilinx a Broadcom - si sono adeguate alla linea dettata dall'amministrazione Trump e hanno tagliato i ponti con Huawei, congelando le forniture destinate al colosso tecnologico cinese. Lo riporta l'agenzia Bloomberg, che spiega come le varie società hanno già informato i propri dipendenti. Si tratta di sviluppi che rischiano di portare alle stelle le tensioni tra Washington e Pechino, già impegnate in un braccio di ferro sui dazi.

Le rassicurazioni del gigante cinese

Nonostante manchi ancora l'ufficialità Huawei ha comunque rassicurato chi ha acquistato un suo dispositivo. "Continueremo a fornire aggiornamenti di sicurezza e servizi post-vendita a tutti gli smartphone e tablet Huawei e Honor esistenti, coprendo sia quelli già venduti sia quelli in stock a livello globale" ha affermato l'azienda in una nota. 

Le conseguenze per chi ha un dispositivo Huawei

Ed ora cosa succederà? Per quanto riguarda il sistema operativo i prodotti dall’azienda cinese dovrebbero continuare a funzionare regolarmente. I problemi potrebbero nascere con gli aggiornamenti. Tuttavia anche in caso di blocco effettivo da parte di Google si potrebbe comunque utilizzare la versione di Android open source già usata da altri produttori cinesi di minori dimensioni. In merito all’accesso alle app di Google (Gmai, You Tube,  Maps etc) le conseguenze sono meno chiare perché si tratta di servizi che Mount View fornisce a tutte le piattaforme indipendentemente dal sistema operativo utilizzato. La sensazione è che i dispositivi potranno essere ancora utilizzati ma con difficoltà maggiori rispetto ad ora. L’unica cosa certa è che l’annuncio avrà un forte impatto sulle vendite di Huawei al di fuori della Cina. Per il colosso orientale (oggi il secondo produttore al mondo di smartphone alle spalle di Samsung con il 19% del mercato) sarà difficile proseguire l’assalto alla prima posizione.

L'arresto di Meng Wanzhou

La decisione di Google è solo l'ultimpo capitolo di uno scontro commerciale tra Trump e Pechino che ormai sta andando avanti da mesi. Washington non si è accontentata solamente di aumentare i dazi sulle importazioni cinesi ma ha anche deciso di attaccare Huawei, azienda simbolo dell'ascesa tecnologica cinese, in particolare nello sviluppo delle nuove reti di comunicazione mobili 5G. Il primo episodio eclatante è stato l'arresto, lo scorso dicembre, di Meng Wanzhou, direttore finanziario del colosso cinese delle telecomunicazioni, nonché figlia del fondatore dell’azienda, Reng Zhengfei. Il fermo è stato operato dalle autorità canadesi, su richiesta di quelle americane, con l'accusa di violazione delle sanzioni contro l’Iran. 

Il coinvolgimento della Nato 

Huawei successivamente è stata cacciata dagli Stati Uniti ma Trump ha deciso di esportare la crociata contro l'azienda anche all'estero, ed in particolare in Europa, convicendo gli storici alleati della Nato a boicottarla. Motivo? I dispositivi cinesi sarebbero una minaccia per la sicurezza nazionale.

Huawei nella lista nera 

La settimana scorsa l'ultima stoccata. Il governo Usa ha inserito  Huawei nella lista nera delle aziende da boicottare. Una mossa annunciata dal ministro del Commercio statunitense, Wilbur Ross, e diretta ad "impedire che la tecnologia americana venga utilizzata da entità straniere in un modo tale da minare la sicurezza nazionale o gli interessi di politica estera". La clamorosa decisione di Google è dunque figlia della "fatwa" di Trump e conferma quanto già si ipotizzava e temeva da tempo: le grandi aziende digitali statunitesi non sono indipendenti dal condizionamento del potere politico (e militare) americano. Considerando che (almeno in Occidente) internet è di fatto un monopolio americano noi europei possiamo stare tranquilli? E' una riflessione che andrebbe fatta affianco a quella (giusta) sui rischi per la sicurezza nazionale legati all'uso degli apparati Huawei nelle nostre reti di telecomunicazione 5G.