Giustizia, fisco, def, concorrenza, codice degli appalti: tutti gli esami di responsabilità e fiducia richiesti ai partiti

L’appello del premier per “andare avanti rivendicando quanto è stato fatto e senza dividersi”. Intanto il Mef è al lavoro su un nuovo decreto Ucraina/energia da dove dovrebbero uscire altri 6-10 miliardi per famiglie e imprese. Per Draghi la sfida è soprattutto sulla diversificazione delle fonti di gas. Positivo al Covid, il premier seguirà i lavori da remoto

Giustizia, fisco, def, concorrenza, codice degli appalti: tutti gli esami di responsabilità e fiducia richiesti ai partiti
Mario Draghi (Ansa)

Giustizia, fisco, il Def, la concorrenza, il codice degli appalti, un decreto energia da convertire e un altro da approvare entro la prossima settimana. La ricerca di nuovi fornitori di gas per liberarsi al cappio russo. L’incasso del terzo assegno del Pnrr. E’ un “vasto” programma quello che la maggioranza del governo di unità nazionale dovrà approvare nei prossimi 70 giorni. Un minuto dopo sarebbe troppo tardi. Per l’Italia e per il governo Draghi che certo non permettersi di fallire l’obiettivo della terza rata letta alla realizzazioni di ulteriori 51 obiettivi. Tra cui, tutti quelli indicati qua sopra.  

Lavorare da remoto

“Il governo ha fatto molto, lo abbiamo fatto insieme, dovete  rivendicarlo e andare avanti senza dividerci” è l’appello lanciato a Pasqua dal premier Mario Draghi nell’intervista al Corriera della Sera.  Bloccato dal Covid, anche se asintomatico, il premier dovrà  restare nella sua villa umbra a Città della Pieve finchè non si sarà negativizzato. Da lì continuerà comunque a lavorare e a seguire i dossier internazionali relativi al conflitto in Ucraina e all'energia, nonchè la preparazione dei nuovi decreti per aiuti contro il caro-bollette e per le rinnovabili, che l'esecutivo punta di varare nelle prossime settimane. Il primo consiglio dei ministri non ci sarà comunque prima di venerdì, dopo la missione in Africa che Draghi ha affidato ai ministri Dei Maio e Cingolani, e dopo l’approvazione del Def prevista mercoledì (la mattina Camera, pomeriggio Senato) con la maggioranza assoluta. Intanto l'ex governatore della Bce ha mandato messaggi chiari ai partiti, nella prima intervista da quando è a Palazzo Chigi. “Il governo è a disposizione delle forze politiche per consolidare l’unità nazionale, per fare ciò che è bene per le famiglie e per le imprese. Non serve preoccuparsi - ha affermato -. L'occhio del governo è fisso su quello che c'è da fare, su tutto quello che può permettere a questa coalizione di raggiungere i suoi obiettivi”.  

“Non mi candido”

Nella lunga intervista, ulteriore passaggio di quell’Operazione Fiducia che il premier vuole fare nei confronti di un paese certamente stanco e pieno di problemi,  ha a richiamato all’ordine, con tatto e pragmatismo, una maggioranza litigiosa e spesso divisa, quasi incurante del delicatissimo quadro internazionale in cui si trova l’Italia e il resto d’Europa. Ha chiesto di “progettare il futuro con ottimismo e fiducia e non con antagonismo e avversità”. A chi, e sono molti, sembra preoccuparsi solo di campagna elettorale, di consenso e di ritrovare un posto in Parlamento, ha chiarito un passaggio prezioso. Prima di tutto, ha detto Draghi , “non sono stanco e non ha alcuna intenzione di dire addio alla guida del governo. Voglio però governare per il bene dell’Italia e non certo per il potere fine a se stesso. Anche perchè chi lo fa, in genere, perde potere”. Infine, sgomberando il campo dal sospetto di molti, ha precisato che non farà un partito e non si candiderà, scelta che invece hanno fatto molti tecnici passati da palazzo Chigi.  “Non immagino per me un futuro in politica - ha chiarito - Essere eletto è contrario alla mia  formazione”. La parola adesso ai partiti, per dimostrare quella responsabilità e senso civico che il Paese per primo gli richiede in momenti particolari della Storia come questo.  

Le riforme del Pnrr

Sono anche e soprattutto le riforme legate al Pnrr gli obiettivi nel mirino di Draghi, “ancora fiducioso che possano essere approvate tutte abbastanza rapidamente”. In n Aula alla Camera approda oggi quella la riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm. I tempi sono stretti perchè le nuove regole dovranno essere pronte entro giugno, appunto, in tempo per l’assegno di Bruxelles ma sopratutto per le nuove elezioni del Consiglio superiore che saranno a luglio.  Dopo il travagliato passaggio in commissione Giustizia, non verrà posta la questione di fiducia ma Italia viva ha già annunciato che si asterrà perchè la riforma in realtà cambierà poco o nulla, le correnti  della magistratura continueranno a fare il bello e il cattivo tempo e le porte girevoli - i passaggi da magistratura alla politica e all’amministrazione e ritorno - continueranno a girare. Torna poi sul tavolo il tema di alzare l’età della pensione e riportarla a 72 anni quando il governo Renzi decise di abbassarla a 70. In questo modo sarebbe evitato - si spiega da via Arenula - il rischio di lasciare scoperte molte posizioni apicali per la mancanza di organico. Soprattutto sarebbe evitato il pensionamento dei vertici della magistratura, primo presidente e procuratore generale. Possiamo dire che i guai di Matteo Renzi iniziarono proprio quando decise di abbassare l’età della pensione delle toghe. Comprensibile che adesso si opponga ad una retromarcia così corporativa.  La defezione di Italia Viva, tuttavia, non dovrebbe far mancare i numeri alla maggioranza. E Draghi ha ribadito di non voler mettere la fiducia su un provvedimento che il Parlamento deve mostrare la maturità di vuole approvare. Così come non vorrebbe mettere la fiducia sulla delega fiscale e sul catasto.  

La delega fiscale e il catasto

L’imprevisto Covid rende incerti i tempi del nuovo confronto fra premier e centrodestra di governo sulla delega fiscale. Maurizio Gasparri (FI) ha mandato al premier un augurio scherzoso: “Per diventare negativo e quindi esser politicamente positivo, cancella il comma 2 dell'articolo 6 della delega fiscale, quello sulla casa e il catasto…”. In attesa delle proposte di mediazione su catasto e sistema fiscale duale (l'ipotesi è attenuarlo per salvaguardare le cedolari), nell'intervista Draghi ha ammesso che “c’è qualche margine di trattativa” chiarendo però che i fondamentali della legge delega, catasto compreso,  non saranno toccati. “Non ci sarà alcun aumento di tasse, chi ha case regolarmente denunciate non ha nulla da temere”.   Sulla riforma della concorrenza “restano pochi nodi” ha detto il premier. Ma sono intricati, come balneari e tassisti. In commissione Industria al Senato, capigruppo e relatore definiranno i tempi per l'esame degli emendamenti: l'obiettivo del governo è ottenere entro giugno l'approvazione nelle due Camere. Mercoledì Camera e Senato esamineranno il Def, con richieste di scostamento di bilancio condivise da più parti della maggioranza ma non da Palazzo Chigi e Mef che per ora non hanno nei piani extra-deficit ma che riusciranno a mettere sul tavolo tra i 6 e i 10 miliardi per aiutare famiglie e imprese con il terzo decreto Ucraina/energia a cui il governo sta lavorando e che dovrebbe andare nel Cdm di venerdì o della prossima settimana. Comunque dopo l’approvazione del Def.  

Quasi trenta miliardi in quattro mesi

Intanto il pressing dei partiti si concentra sul dl Ucraina bis, all'esame delle commissioni Finanze e Industria del Senato: i partiti premono per aumentare l'aliquota della tassazione straordinaria del 10% sugli extraprofitti delle aziende energetiche. Con il terzo decreto saranno tra i 26 e i 30 i miliardi messi a disposizione di famiglie e imprese contro il caro bollette. E senza fare un euro di debito. Tanti? Pochi? Insufficienti?  A dicembre Lega, M5s, Fratelli d’Italia chiedevano tra i 30 e i 50 miliardi di deficit per fronteggiare il caro energia. Ne sono arrivati 30, senza nuovo deficit., conoscendo bene i capitoli del Bilancio dello Stato e andando a prendere i soldi in quei fondi dove erano stati stanziati ma non usati. Per un paese spendaccione e sprecone come l’Italia una netta inversione di tendenza che a Bruxelles dà buone garanzie anche per il proseguio del Pnrr.  

Gas ed energia, la sfida del governo  

Oltre a questo, il governo combatte la sua guerra contro il tempo per diversificare il gas russo (“i tempi saranno più brevi del previsto” ha tranquillizzato il premier negando economie di guerra e razionamenti) e per sostenere famiglie, imprese  e lavoratori in un momento per cui tra inflazione e aumento dei prezzi dell’energia, l’economia segna un “rallentamento”. Dopo la crescita strepitosa (+6,6) nel secondo semestre del 2021.  Fondamentale anche il lavoro che via decreto il governo ha imposto ad Arera (l’autorità su reti ed energia) perchè controlli l’iter di formazione del prezzo del gas. Limitando o compensando gli sbalzi di prezzo degli ultimi mesi. Figli di speculazione nel momento in cui Gazprom anche ieri ha assicurato, con tanto di comunicato,  di mantenere costante il flusso delle forniture. 

Accanto a tutto questo c’è il costante lavoro diplomatico per convincere Putin a sedere ad un tavolo di pace. Sullo sfondo, la pandemia che continua ad avere numeri preoccupanti. Bisogna essere zen e molto motivati per sperare di passare tutto questo indenni con due campagne elettorali in corso, le  amministrative di giugno e le politiche  del 2023.

La parola adesso è solo ai partiti. “Noi ci siamo, senza retropensieri, senza sotterfugi. Avanti con determinazione e serietà, nell'interesse dell’Italia” ha garantito il segretario del Pd Enrico Letta. Leu è sulla stessa linea per rendere incisiva l'azione di governo e da +Europa Benedetto Della Vedova chiede agli alleati di evitare “balletti pre elettorali”. Ma alzare bandierine sembra essere lo sport prediletto di tanto leader di centrodestra. E non solo.