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Sanna Marin porta la Finlandia nel futuro: settimana lavorativa di 4 giorni e 6 ore, con stipendio invariato  

Ad ispirare la 34enne premier del Paese scandinavo la felice esperienza della Svezia, dove l'orario di lavoro è stato ridotto in diverse realtà con successo

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   
Sanna Marin porta la Finlandia nel futuro: settimana lavorativa di 4 giorni e 6 ore, con stipendio invariato  
La premier finlandese Sanna Marin

La settimana lavorativa di 8 ore al giorno per cinque giorni in Finlandia potrebbe presto andare in pensione. La neo premier del Paese scandinavo, la 34enne Sanna Marin, in carica dallo scorso dicembre, ha fissato in cima alla sua agenda politica una proposta rivoluzionaria: l’introduzione della settimana corta ovvero 4 giorni lavorativi di 6 ore ciascuno allo stesso stipendio.

La spiegazione di Sanna Marin 

“Una settimana lavorativa di quattro giorni, di sei ore ciascuno, con lo stesso stipendio. Perché non potrebbe essere il prossimo passo per la Finlandia? Otto ore sono davvero l’unica scelta possibile? Credo che le persone meritino di trascorrere più tempo con le loro famiglie, con i propri cari, dedicandosi agli hobby e altri aspetti della vita, come la cultura. Questo potrebbe essere il prossimo passo per noi” ha spiegato Sanna Marin.

L'appoggio della sinistra radicale 

La premier, leader del partito socialdemocratico finlandese, è appoggiata dalla sinistra radicale guidata dalla ministra della Pubblica istruzione Li Andersson. “È importante consentire ai cittadini finlandesi di lavorare di meno. Non è questione di governare con stile femminile bensí di offrire contenuti e mantenere le promesse agli elettori” ha affermato Li Andersson.

L'esperienza della Svezia 

Ad ispirare Sanna Marin è stata la vicina Svezia ed in particolare la città di Goteborg che ha ridotto a sei ore al giorno l’orario dei dipendenti dell’ospedale municipale, senza variazioni allo stipendio. I risultati sono incoraggianti: il personale è più felice, più sano e più produttivo e (fatto non trascurabile) i pazienti più soddisfatti. Ma l’esperimento ha interessato anche il settore privato. La giornata di 6 ore è stata introdotta in Svezia anche dalla Toyota. I risultati sono gli stessi: dipendenti più soddisfatti e produttività in aumento.

I benefici della tecnologia 

La riduzione delle ore di lavoro a parità di stipendio potrebbe davvero essere una rivoluzione positiva per tutti anche perché a renderla possibile sono le mutate condizioni tecnologiche. L’innovazione digitale degli ultimi decenni ha reso possibile, praticamente in tutti settori, svolgere le stesse mansioni di prima con tempi decisamente più bassi. Un aumento potente della produttività i cui benefici sono però andati solo a vantaggio di pochi, ovvero le élite manageriali e capitalistiche che hanno visto moltiplicare la proprie ricchezze grazie ai rialzi stellari di stock option e azioni. Poco o nulla è andato invece a vantaggio dei lavoratori comuni.

La cancellazione di posti di lavoro 

Ma a spingere a favore della proposta della premier finlandese c’è anche un altro fattore: la cancellazione di posti lavoro da parte delle nuove tecnologie. Non solo automazione nei processi industriali ma anche utilizzo sempre più intenso dell’intelligenza artificiale nei servizi e in attività svolte da impiegati e colletti bianchi. Secondo la maggior parte degli economisti, nei prossimi decenni milioni di posti di lavoro saranno cancellati da robot e algoritmi e ci vorrà tempo affinché l’economia possa crearne di nuovi. Giusto per fare un confronto, dopo la prima rivoluzione industriale del XVIII secolo ci vollero ben 70 anni per tornare ai livelli occupazionali precedenti. Nel XXI secolo il lavoro diventerà merce rara e l’introduzione di una settimana lavorativa corta potrebbe davvero essere la soluzione che risolve il problema dando a tutti l'opportunità di conservare/trovare una occupazione. 

 

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   

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