[L’analisi] Effetto del decreto Dignità sulle assunzioni: la partita è ancora aperta. Ecco i numeri

Da uno studio di Federmeccanica è emerso che molte aziende devono ancora prendere una decisione sul rinnovo dei contratti a termine esistenti

[L’analisi] Effetto del decreto Dignità sulle assunzioni: la partita è ancora aperta. Ecco i numeri
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Al momento dell’annuncio il decreto Dignità voluto dal ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio, ha suscitato molte proteste tra le aziende italiane che hanno lanciato più di un allarme su possibili effetti negativi sull’occupazione. Come stanno andando le cose? Un primo bilancio si può fare guardando ai dati di Federmeccanica, che ha appena presentato la sua 148esima indagine congiunturale.

Il 37% dei contratri trasformato a tempo indeterminato 

Studio molto importante quello di Ferdermeccanica dato che il settore rappresenta l’8% del Pil nazionale e dà lavoro a 1 milione e 600 mila occupati. Per quanto riguarda le conseguenze del decreto Dignità che, è importante ricordare, fissa dei paletti ai rinnovi dei contratti a termine, la partita è ancora aperta: a fronte di un 30% di imprese che non rinnoverà i contratti in scadenza, c’è un 37% che li trasformerà in contratti a tempo indeterminato e un 33% che deve ancora decidere. Solamente quando queste ultime prenderanno una decisione si potrà, relativamente al settore meccanico, capire se la riforma voluta dal capo politico dei Cinquestelle ha prodotto i risultati desiderati o, al contrario, se ha penalizzato l’occupazione.

Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio

Confermata la frenata dell'economia italiana 

Lo studio di Federmeccanica ha confermato però che l’economia italiana sta attraversando un momento difficile e che la flessione del Pil nel terzo trimestre (-0,1% secondo i dati Istat) è solo la punta dell’iceberg. Rispetto alla precedente indagine è emerso un clima di scarsa fiducia sulle prospettive future. La produzione sta rallentando e si sta avviando verso una fase di stagnazione.

Mancano le competenze richieste della aziende 

Dal rapporto è poi emerso un altro dato interessante che riguarda il mercato del lavoro. Circa il 50% delle aziende ha difficoltà a trovare manodopera specializzata e il 22% dei diplomati e neo laureati assunti non ha una preparazione adeguata. Cifre allarmanti che dimostrano ancora una volta la necessità di intervenire sulla formazione dei giovani.

Governo assente sul tema della formazione 

E’ evidente a tutti ormai che ci sia un gap enorme tra scuola e imprese e che la rivoluzione digitale in corso richieda un adeguamento continuo delle competenze dei lavoratori. Eppure il problema continua a restare assente dall’agenda dell’esecutivo. Errore gravissimo per chi si propone come il governo del Cambiamento.

Lo scontro sull'alternanza scuola-lavoro

Che sul tema formazione non ci sia molto feeling tra aziende ed esecutivo lo conferma anche la petizione lanciata nei giorni scorsi su tutti i principali social network in cui il mondo produttivo chiede al governo di mantenere 400 ore di alternanza scuola lavoro, di garantire strumenti e risorse adeguate e di riconoscere alle imprese il credito di imposta per le spese già fatte su alternanza e formazione. Anche su questo punto andrebbe trovato un compromesso tra le istanze di quello che ormai viene chiamato come "il partito del Pil" e le forze di maggioranza. 

Aula universitaria italiana