[La storia] Crociata contro il diesel, Bosch lancia l'allarme: in Italia a rischio 150 mila posti di lavoro

Per l’Unione Petrolifera stiamo assistendo “a una guerra ideologica insensata”

[La storia] Crociata contro il diesel, Bosch lancia l'allarme: in Italia a rischio 150 mila posti di lavoro
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Preoccupata del continuo calo delle vendite dei modelli diesel, Bosch, attraverso Gerhard Dambach, amministratore delegato della filiale italiana, ha lanciato un allarme sulle conseguenze che potrebbero derivare da una perdurante crisi commerciale di questa tecnologia “Senza una inversione di trend – ha spiegato il top manager - ''sono a rischio, tra collaboratori e indotto delle varie aziende che operano in Italia nel settore diesel, oltre 150 mila posti di lavoro”.

Diesel è la tecnologia più pulita 

Per l’ad di Bosh Italia l’attacco in corso contro il diesel è ingiustificato. I dati scientifici dimostrerebbero infatti che “è la tecnologia più pulita in rapporto ai costi per l'utenza”. Per il manager l’elettrificazione è “inevitabile a lungo termine'' ma ad  oggi “i modelli 100% elettrici cominciano ad essere convenienti con percorrenze annue superiori a 90mila km” ma “nessuno la può usare, e la usa, su queste distanze''.

Gerhard Dambach

Incentivi per far uscire diesel più vecchi 

Dambach ha lanciato un appello per affrontare nel migliore dei modi la questione ambientale. “Per arrivare a risultati concreti sulla qualità dell'aria occorre – ha spiegato - che si incentivi l'uscita dal parco circolante delle auto a gasolio più vecchie, quelle da Euro 0 a Euro 3. Se questa sostituzione potesse essere fatto in tempi rapidi, otterremmo oltre ad una riduzione della CO2 anche un taglio del 90% degli NOx e del 96% del particolato PM10''.

Unione petrolifera: guerra ideologica 

Su posizioni analoghe a quelle dell’ad di Bosh Italia si è schierata anche l’Unione Petrolifera. “La campagna contro i motori diesel è una guerra ideologica che crea allarmismi per acquisire vantaggi competitivi e danneggia l'automotive europeo” ha dichiarato il presidente Claudio Spinaci.

Motori diesel efficienti su contenimento emissioni

“Questa guerra – ha proseguito - ha profonde spinte commerciali ed è oggi, alla luce delle ultime evoluzioni motoristiche, del tutto insensata. I motori diesel più recenti hanno dimostrato di aver eliminato quasi del tutto le emissioni inquinanti e restano molto efficienti per il contenimento delle emissioni climalteranti, se misurate sull' intero ciclo di vita".