Decreto sostegni: condoni, sanatorie, sconti in bolletta e sgravi fiscali: ecco chi potrà beneficiarne

Ad autonomi e professionisti 3mila euro di sgravi. La viceministra Castelli: “Ad aprile nuove misure a partire dalla proroga del supporto a liquidità delle imprese”

La viceministra all'Economia Laura Castelli (Ansa)
La viceministra all'Economia Laura Castelli (Ansa)
TiscaliNews

Ci saranno aiuti a una partita Iva su due, circa tre milioni di attività, che ha perso almeno il 30% del fatturato. E per 820mila fra autonomi e professionisti, un doppio sostegno: oltre al contributo a fondo perduto anche l'esonero dei contributi che, con ogni probabilità, arriverà fino a 3mila euro. In attesa della pubblicazione in Gazzetta ufficiale si scoprono i dettagli delle misure riproposte per sostenere l'economia in attesa che la campagna vaccinale sortisca gli effetti sperati. E il decreto Sostegni, assicura anche la viceministra all'Economia Laura Castelli, sarà seguito in aprile da nuovi provvedimenti che mirano anche alla ripartenza, a partire dalla proroga delle misure di supporto alla liquidità per le imprese, che hanno mostrato di funzionare nella prima fase della pandemia.

Sostegni, sanatorie per errori fiscali e sconti in bolletta

Per le partite Iva il decreto prevede quindi tre tipi di interventi, legati ai cali di fatturato e al giro d'affari: indennizzi (esentasse), sanatoria per eventuali errori fiscali e, per gli autonomi, sconti dei contributi. A questi si aggiunge il taglio degli oneri di sistema della bolletta elettrica di aprile, maggio e giugno, per 600 milioni. E, nel caso di alberghi, strutture ricettive, bar e ristoranti, anche del taglio del 30% del canone Rai.

Condono cartelle

E ancora, per chi ha redditi entro i 30mila euro (in questo caso la misura è per tutti, cittadini e imprese che abbiano i requisiti) arriverà anche il condono delle vecchie cartelle sotto i 5mila euro tra il 2000 e il 2010, comprese quelle su cui si erano iniziate a pagare le rate della rottamazione ter. Questo lo schema stando alle regole appena varate ma che andranno dettagliate dal Mef una volta approvato in via definitiva il decreto - quindi non prima di fine maggio, inizio giugno.

Il bottino da spartire

Nel frattempo le forze politiche già preannunciano battaglia e dovranno decidere come dividersi i 550 milioni di dote (50 in più delle prime ipotesi) per le modifiche parlamentari. Che in diversi vorrebbero orientare, almeno in parte, ad ampliare la platea del bonus babysitter, per venire incontro almeno a tutte le famiglie con bimbi piccoli: occuparsi di figli nella fascia 0-6 o alla primaria, infatti, difficilmente si concilia con il lavoro, anche se smart.

A chi vanno gli aiuti maggiori

Gli aiuti più consistenti, al momento, arriveranno comunque per iscritti alla gestione separata e alla gestione speciale Inps e delle casse private: lavoratori autonomi, professionisti, ma anche artigiani e commercianti con redditi fino a 50mila euro e perdite di almeno il 33% potranno beneficiare del taglio dei contributi per il 2021 appena sarà operativa la norma, introdotta a dicembre con la manovra e uno stanziamento da un miliardo. Ora viene aggiunto un miliardo e mezzo stimando appunto l'esonero a 3mila euro, anche se l'entità del taglio dovrà essere fissata con decreto del ministero del Lavoro. Il provvedimento sarebbe "imminente", dopo che l'istruttoria era stata avviata da Nunzia Catalfo e si era interrotta per il cambio di governo. E darà sollievo a 330mila iscritti alle casse dei professionisti e a 490mila partite Iva che versano i contributi all'Inps.

Ristori a fondo perduto

Un po' più ampia sarà la platea che accederà anche al ristoro a fondo perduto, dato che la soglia delle perdite in quel caso più bassa, al 30%: una situazione che, come emerge dalla relazione tecnica al provvedimento, dovrebbe interessare il "54%" delle partite Iva, e la stessa che darà diritto, in automatico, a vedersi contestare gli avvisi bonari da parte dell'Agenzia delle Entrate senza sanzioni per le irregolarità segnalate sulle dichiarazioni dei redditi relativi a 2017 e 2018, che devono ancora partire.