Il Cashback di Stato potrebbe tornare nel 2022, ma non sarà per tutti: ecco cosa cambia e chi sarà escluso

Il Governo vuole tutelare maggiormente le fasce della popolazione a reddito medio basso

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TiscaliNews

Il Governo sembra esser deciso a rilanciar il Cashback di Stato anche nel 2022. Rispetto alla versione recentemente sospesa la nuova versione presenterà delle modifiche, che hanno come obiettivo quello di rendere lo strumento più efficace. La misura, introdotta dal Governo presieduto da Giuseppe Conte con il decreto n. 156 del 24 novembre 2020, e poi sospesa dal Governo attuale presieduto da Mario Draghi con il decreto-legge n. 99 del 30 giugno 2021, prevede il rimborso del 10 per cento di quanto speso per gli acquisti effettuati con pagamento elettronico. Il nuovo Cashback di Stato verrà comunque leggermente modificato. Le prime indiscrezioni:

- Destinato alle sole fasce della popolazione con un reddito medio-basso;
- Indispensabile fare acquisti nei negozi fisici;
- Riduzione del numero minimo di transazioni necessarie per accedere al bonus (inizialmente erano richieste almeno 50 transazioni a semestre);
- L’ammontare dei rimborsi non potrà più essere lo stesso. Si potrebbe passare dal 10 per cento al più sostenibile 2/3 per cento;
- Necessario avere minimo 18 anni e risiedere in Italia;
- Il totale dei rimborsi non arriverebbe più a 150 euro ogni sei mesi ma a una cifra inferior ancora da definirsi;
- Non è escluso che venga eliminato del tutto il superbonus da 1.500 euro, inizialmente previsto per i primi 100 mila consumatori per numero di acquisti e spesa totale;
- Subirebbe una riduzione delle risorse stanziate a circa 500 mila euro all’anno (decisamente inferiore rispetto a quanto previsto inizialmente, circa 4,75 miliardi di euro per i tre semestri, SuperCashback compreso.

Il lancio del primo Cashback di Stato aveva come obiettivo iniziale quello di cambiare le abitudini degli italiani, in modo indistinto rispetto al reddito, quindi il Governo nel definire un target più limitato dovrà chiedersi se l’iniziativa consentirà comunque di mantenere gli obiettivi prefissati. Inoltre si dovrà trovare il modo di rendere l’incentivo accessibile ai più. L’ultimo Cashback di Stato prevedeva l’obbligo di scaricare l’App IO, che presuppone il possesso di uno smartphone sufficientemente evoluto e il possesso di uno SPID (o Carta di Indentità Elettronica - CIE), per l’autenticazione. Era inoltre richiesto il possesso di una carta di pagamento abilitata agli acquisti online. Requisiti semplici da rispettare se l’utenza ha una predisposizione al digitale… Il programma 2022 dovrà invece essere accessibile a tutte le fasce della popolazione, comprese quelle non più giovanissime. Tutte considerazioni che dovranno esser prese in esame per il prossimo Cashback di Stato, ma che per ora sono inserite nella lista delle cose da fare.

Per il momento le modifiche sembrano riguardare esclusivamente le fasce dei destinatari del bonus, ossia quelle con un reddito medio basso. Il Governo intende evitare che la misura incentivi le famiglie più abbienti, aggravando le disparità economiche sempre più evidenti nel Paese. Limitare l’accesso all’incentivo basandosi soltanto sul reddito percepito potrebbe tuttavia esser fuorviante. Se lo scopo della manovra è quello di incentivare l’utilizzo dei pagamenti digitali ci si dovrebbe concentrare su altri aspetti, come ad esempio l’età. Nella nuova versione il Cashback potrebbe promuovere attività e categorie merceologiche fino a questo momento escluse. Una novità di questo tipo potrebbe incentivare a far emergere l’economia sommersa: i pagamenti digitali - essendo tracciabili - sono da sempre considerati il miglior strumento per la lotta all’evasione fiscale.