Borse a picco, ecco cosa fare di fronte ad una turbolenza finanziaria

Nell’attuale fase i fattori di incertezza sono diversi. Le scelte di investimento dipendono dall’orizzonte temporale e dalla propensione personale al rischio

Borse a picco, ecco cosa fare di fronte ad una turbolenza finanziaria

Una crisi finanziaria di questa portata non si vedeva dal 2008, dai tempi del crack di Lehman Brothers che mandò al tappeto le principali Borse del pianeta. L’improvvisa esplosione della pandemia del coronavirus ha di fatto messo fine ad una lunga stagione di rialzi per i mercati azionari. Cosa fare in queste circostanze? E’ la domanda che si pongono tanti piccoli investitori/risparmiatori. Dare una risposta è sempre complesso e i motivi sono diversi.

Durata della pandemia 

Il primo è che nessuno al momento è in grado di dire quanto durerà l’emergenza sanitaria. In Italia siamo ancora nel pieno dell’epidemia e quanto accaduto da noi potrebbe verificarsi con qualche settimana di ritardo anche nel resto d’Europa e negli Stati Uniti. Fintanto che il coronavirus sarà un problema i mercati finanziari con probabilità resteranno instabili.

Impatto sull'economia reale 

La seconda causa di incertezza è che al momento è troppo prematuro valutare le conseguenze dell’emergenza sanitaria sull’andamento delle economie. Alcuni Paesi (compreso l’Italia) cadranno quasi sicuramente in recessione, ma fare stime nel pieno dell’epidemia è impossibile. Per quanto riguarda l’Italia uno dei principali timori è legato alla durata della “serrata” che potrebbe mettere in forte crisi le aziende, in particolare quelle più piccole e fragili finanziariamente che potrebbero correre il rischio di andare in default. Non è un caso dunque che la Banca centrale europea annunciando una nuova iniezione di liquidità da 120 miliardi di euro per combattere la crisi (Quantitative easing) abbia sottolineato che l’obiettivo principale è agevolare il finanziamento delle piccole e medie imprese.

Sotto pressione anche petrolio e bond 

La crisi, inoltre, non riguarda solamente il mercato azionario. Sotto pressione sono finiti il petrolio (anche a causa di una guerra commerciale tra Russi e Arabia Saudita) e il mercato obbligazionario. Tra i titoli di Stato più deboli ci sono ovviamente quelli italiani e non è un caso, dunque, che lo spread tra i Btp e i Bund sia tornato sopra i 230 punti.

L'orizzonte temporale di investimento 

Tornando alla domanda iniziale (cosa fare in questo momento se si è in possesso di titoli azionari) la risposta prevalente tra gli operatori professionali è che dipende molto dall’orizzonte temporale di investimento. Molte crisi del passato hanno avuto un andamento a V, e dopo le fasi di panic selling i listini in pochi anni hanno recuperato i valori precedenti. Chi può rimanere investito con un orizzonte di lungo termine può pertanto evitare di liquidare eventuali posizioni in forte perdita.

Riduzione tattica degli investimenti 

Diversa invece è la situazione di chi ha bisogno di disinvestire già nel breve/medio termine. In questo caso, in attesa di comprendere meglio l’evoluzione della crisi sanitaria e la natura delle azioni che saranno messe in campo dalle varie autorità politico economiche (banche centrali e stati) una riduzione tattica delle posizioni (e quindi dei rischi) potrebbe essere presa in esame per prevenire il rischio di ulteriori ribassi, che purtroppo al momento non si possono escludere. 

La propensione al rischio 

In entrambi i casi (orizzonte di investimento lungo o breve) non va poi dimenticata la propensione personale al rischio che non è uguale in tutti gli individui. Per cui (già prima di fare qualunque tipo di operazione) ognuno dovrebbe chiedersi quanto è disposto a rischiare/perdere. Restare dentro un mercato altamente volatile è fonte di forte stress e anche questo è un elemento che andrebbe considerato in momenti critici come questo.

Azionario e beni rifugio 

Chi invece non ha posizioni azionarie aperte ma deve ugualmente investire dei risparmi cosa può fare? Una possibilità è ovviamente quella di acquistare azioni approfittando dei recenti ribassi. Prima di fare una scelta di questo tipo è però opportuno tenere bene a mente quanto scritto sopra: nessuno in questo momento è in grado di prevedere la durata della pandemia e le conseguenze sull'economia reale. Nuovi ribassi sono ancora possibili e a fare la differenza (nel prendere una decisione di questo tipo) è la propensione al rischio personale. Chi invece preferisce non correre pericoli può guardare da altre parti. La prima opzione è restare liquidi, per esempio puntando sui conti deposito. Sul mercato obbligazionario un buon margine di sicurezza lo danno i titoli di Stato di paesi considerati sicuri come Stati Uniti, Germania e Giappone. Infine, c’è il bene rifugio per eccellenza, ovvero l’oro, storicamente lo strumento scelto dai grandi investitori durante le fasi di forte turbolenza finanziaria.