[Il punto] Boom di richieste di lavoro nel digitale ma il Decreto Crescita ignora il settore innovazione

Ennesima occasione persa dall'Italia, con il governo che continua a dare incentivi e benefici a pioggia più che a puntare sui settori in grado di generare crescita economica

[Il punto] Boom di richieste di lavoro nel digitale ma il Decreto Crescita ignora il settore innovazione
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Uno studio di Talent Garden, la più grande piattaforma europea di networking e formazione, fondata a Brescia nel 2011 da Davide Dattoli, ha fatto il punto sulla domanda di lavoro nel settore digitale. Dalla ricerca, intitolata "Le competenze digitali in Italia - Come orientarsi in un mondo del lavoro in continua evoluzione" è emerso che nel corso del 2018 in Italia “la domanda di figure in ambito tecnologico è risultata netta in crescita". Le richieste da aziende di ogni settore sono state quasi 345 mila, con un ben 77% al Nord, a conferma dei profondi divari economici esistenti nel nostro Paese.

Milano capitale della trasformazione digitale

Per quanto riguarda le richieste nelle singole città, al primo posto, con distacco, Milano che ha registrato il 20,73% di tutte le domande. A seguire Roma (6,42%), Bologna (4,18%) e Torino (4,04%). Poi Brescia (3,36%), Padova (3,22%), Bergamo (3,21%), Modena (3,19%), Treviso (2,92%) e Verona (2,72%). A livello regionale, al vertice la Lombardia con il 36,7%. A seguire Veneto (13,8%), Emilia Romagna (13,6%), Piemonte e Lazio (7,4%), fino ad arrivare alla Valle D'Aosta, fanalino di coda allo 0.1%.

Sviluppatori e designer i più ricercati

Per quanto riguarda invece le competenze, le figure più ricercate sono gli sviluppatori (51.473 richieste, 52,73% del totale) e i graphic designer (30.967 richieste, 27,83%). Con riferimento invece alla singole competenze, da evidenziare il boom dell’analisi dei dati, presente in oltre 40 tipologie di occupazioni e 54.774 richieste di lavoro. Risultato non sorprendente dato che la capacità di raccogliere e analizzare informazioni è ormai diventata uno dei fattori competitivi chiave in qualsiasi settore.

Tema assente nel decreto crescita

Alla luce di questi dati appare ancora più grave la totale assenza di misure ad hoc per il digitale nel Decreto Crescita appena approvato in Parlamento. Ennesima conferma di quanto il tema dell’innovazione sia distante dall’agenda di governo di Lega e Ms5. Il provvedimento contiene il solito mix di misure generiche (a pioggia) per le imprese: super ammortamento per l’acquisto di nuovi beni strumentali, riduzione dell’Ires sui redditi di impresa, aumento della deducibilità dell’Imu sui capannoni, incentivi per le aggregazioni di imprese, incentivi all’esodo pensione per poter licenziare i lavoratori più anziani, maggiori tutele per i marchi del made in Italy.

Una occasione mancata

Novità sicuramente positive ma manca la visione politica e il coraggio di puntare con forza sull’unico settore in grado di generare ricchezza in questo momento. Nessun cenno di fondi ad hoc per le aziende che operano nei business dell’intelligenza artificiale, della block chain, dell’internet of things (solo per citarne alcuni) che nei prossimi anni cresceranno a doppia cifra guidando la trasformazione digitale del Paese. Nessuna traccia di fondi ad hoc per incentivare la formazione sulle competenze digitali della forza lavoro, per le quali esiste una forte domanda, come confermato dallo studio di Talent Garden. La conclusione dunque non può che essere una: anche il Decreto Crescita del 2019 non è altro che una (l'ennesima) occasione mancata.