[La storia] La rivoluzione di una azienda emiliana: addio alle timbrature e straordinari autocertificati

Davines, attiva nel settore della cosmesi, ha appena annunciato il varo di un nuovo integrativo aziendale che migliora nettamente le condizioni dei 350 dipendenti rispetto al contratto nazionale e alla legislazione vigente

[La storia] La rivoluzione di una azienda emiliana: addio alle timbrature e straordinari autocertificati

In una Italia in perenne crisi occupazionale che vede ogni giorno arrivare cattive notizie sul fronte aziendale (Mercatone Uno, Dado Knorr, Whirlpool, ex Ilva solo per citare le più recenti) è una vera e propria boccata di ossigeno l’accordo chiuso alla Davines di Parma tra management e sindacato, sull’integrativo aziendale dei 350 lavoratori. La società, attiva nel settore della cosmesi, ha annunciato importanti novità per i dipendenti, che migliorano nettamente le condizioni previste dal contratto nazionale e dalla legislazione vigente, dimostrando che anche nel nostro Paese è possibile avere una visione diversa del mondo del lavoro. Una concezione proiettata nel futuro e non arroccata nelle vecchie pratiche novecentesche.

Addio a timbratura e smartworking 

Quali sono queste novità? Le più rilevanti sono due: addio all’obbligo di timbratura per tutti i dipendenti, compresi gli operai turnisti. Smart working (ovvero possibilità di lavorare anche da casa) quattro giorni al mese.

Le altre concessioni 

Per quanto riguarda le altre concessioni ai dipendenti da evidenziare anche il 60% della retribuzione (e non il 30%) per il congedo parentale di madri e padri, 5 giorni di paternità aggiuntivi rispetto a quelli previsti, integrazione economica in caso di malattie oncologiche pari al 100% della retribuzione, permessi aggiuntivi per controlli sanitari, cessione delle ferie (su base volontaria) ai colleghi bisognosi.

Responsabilizzazione e autocertificazione straordinari 

Alla base delle novità introdotte l’idea di corresponsabilizzare i lavoratori e superare il concetto di controllo diretto, a favore di un rapporto fiduciario che arriva fino all'autocertificazione degli straordinari.

Le resistenze culturali 

Che dire? Chapeau. Anche se non bisogna essere degli indovini per prevedere che in tanti criticheranno le decisioni prese da Davines con la più ovvia delle osservazioni: in Italia queste cose non si possono fare perché è pieno di furbi. Questo è probabilmente uno dei retaggi culturali peggiori del nostro Paese: la presunzione di furbizia e colpevolezza del lavoratore.

La necessità di un cambiamento 

Entrare nel XXI secolo significa non solo automatizzare i processi adottando le nuove tecnologie digitali ma anche favorire nuovi modelli relazionali basati sulla fiducia e sulla responsabilizzazione come chiave della motivazione e dunque della perfomance. Aspetto non banale dato che la bassa produttività del lavoro è una delle palle al piede della nostra economia. Serve un cambiamento culturale. Davines dimostra che è possibile.