[Il retroscena] A rischio il bonus da 80 euro. Il governo potrebbe tagliarlo

Secondo indiscrezioni di stampa la misura simbolo del governo Renzi potrebbe essere sacrificata. A spingere sarebbe il leader della Lega, Matteo Salvini, che al suo posto vorrebbe una riduzione della prima aliquota Irpef

[Il retroscena] A rischio il bonus da 80 euro. Il governo potrebbe tagliarlo
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Il governo gialloverde in autunno avrà bisogno di molti miliardi per far quadrare i conti pubblici. Il rallentamento dell’economia (Italia tecnicamente in recessione a fine 2018 e con prospettive per niente buone per il 2019) sta facendo saltare l’accordo siglato con Bruxelles su deficit e riduzione del debito pubblico. Gli obiettivi concordati non sono ormai più realistici e secondo una clamorosa indiscrezione del Sole 24 Ore gli 80 euro concessi da Matteo Renzi (che valgono circa 10 miliardi di euro) sarebbero a rischio. 

Il tesoretto da 2 miliardi 

Le voci su una possibile Manovra bis sono sempre più insistenti. Il sottosegretario di Stato, Giancarlo Giorgetti, non l’ha esclusa ed è dovuto intervenire il suo leader, Matteo Salvini per smentire l’ipotesi. “Non ci sarà la manovra correttiva e non ci saranno nuove tasse aggiuntive, tasse sui conti correnti, sui risparmi degli italiani o sulla casa” ha dichiarato il leader del Carroccio. Sulla stessa lunghezza d’onda il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Giovanni Tria che confidano nel tesoretto di 2 miliardi di euro già messo da parte e concordato con Bruxelles: il congelamento delle spese ministeriali.

Poche speranze dalla spending review 

Ma il tesoretto sarà insufficiente per mettere le cose a posto soprattutto in autunno quando sarà necessario varare la nuova legge di Bilancio che partirà con un handicap non da poco: trovare 23 miliardi per sterilizzare l’aumento dell’Iva a partire dal 1 gennaio 2020, posto come clausola di salvaguardia dei conti pubblici. Nei palazzi romani si incomincia già a ragionare sulle possibili strade da seguire per trovare risorse. E purtroppo non sono tante. La prima è la solita spending review ma difficilmente si potrà andare oltre i 2 miliardi di tagli ai ministeri già previsti dato che il team mani di forbice (annunciato con grande clamore mediatico da Luigi Di Maio) non si è neppure insediato.

Il taglio delle agevolazioni fiscali 

La seconda strada percorribile è un taglio delle tax expenditures, ovvero degli sgravi fiscali. Una giungla di bonus concessi a pioggia nel corso degli anni che valgono oltre 60 miliardi di minori entrate. Secondo alcune proiezioni già fatte dai tecnici del governo la riduzione delle agevolazioni dal 19 al 17% potrebbe portare nelle casse dello Stato 1 miliardo di euro che diventerebbero 2 abbassando l’asticella al 15%. L’introduzione di una franchigia a 300 euro varrebbe un altro miliardo.

La cancellazione del bonus di 80 euro 

Ma in tema di tax expenditures il boccone più succulento è sicuramente il bonus da 80 euro introdotto da Matteo Renzi, che da solo vale circa 10 miliardi di euro. Secondo il clamoroso retroscena svelato dal Sole 24 Ore, il vicepremier Matteo Salvini vorrebbe cancellarlo per dirottare le risorse al taglio dell’Irpef. L’idea sarebbe quella di abbassare la prima aliquota dal 23 al 20%. Un primo passo verso la rivoluzione fiscale sbandierata in campagna elettorale e non realizzata lo scorso autunno a causa della mancanza di risorse.