In Calabria torna la paura da Coronavirus: chiuso il litorale di Palmi, è l’unica “zona rossa” d’Italia

Una decisione, quella della presidente Santelli, che va in controtendenza rispetto alla Fase 3 dell’emergenza

In Calabria torna la paura da Coronavirus: chiuso il litorale di Palmi, è l’unica “zona rossa” d’Italia

Seppur parziale, è, in questo momento, l’unica “zona rossa” d’Italia. La Regione Calabria ha nella tarda serata di domenica pubblicato un’ordinanza della presidente, Jole Santelli, che chiude fino a venerdì prossimo la “Tonnara” di Palmi, l’area più nota del centro in provincia di Reggio Calabria, soprattutto nella stagione estiva, quando migliaia di persone, da tutta la Calabria, trascorrono le proprie giornate e le proprie vacanze in riva al Tirreno.

Una decisione, quella della presidente Santelli, che va in controtendenza rispetto alla Fase 3 dell’emergenza Coronavirus, quella delle riaperture del Paese, ma dettata dalla preoccupante situazione che vive la cittadina di Palmi, dove, allo stato attuale, sono registrati 8 nuovi casi di contagio da Covid-19. Tutto nascerebbe dal contagio di due persone rientrate, proprio con lo sblocco scaturito con la Fase 3, dall’Emilia Romagna.

E, il Coronavirus, si sa, corre.

Così, quindi i casi sarebbero cresciuti anche se, per il momento, circoscritti a un nucleo familiare e alle persone a esso più strettamente collegate. Una situazione che, però, ha spinto la presidente Santelli a emettere l'ordinanza "Disposizioni riguardanti limitazione agli spostamenti nei quartieri Pietrenere-Tonnara-Scinà del Comune di Palmi (RC)" che prevede: "la limitazione agli spostamenti nella zona della Tonnara per un breve periodo, dalle 00.00 di lunedì 22, e fino alle 14.00 di venerdì 26, salvo revoca anticipata qualora ce ne fossero le condizioni".

Chiusura dopo l'appello

Proprio poche ore dopo l’appello del vicepresidente della Giunta Regionale, Nino Spirlì, che aveva invitato i calabresi a comportamenti responsabili per “scongiurare il pericolo di dover tornare a parlare di zona rossa e lockdown”.

E, sebbene non venga definita mai tale, quella della Tonnara di Palmi è, di fatto, una “zona rossa”. In particolare, si legge nell'ordinanza emanata dalla Regione Calabria: "E' disposto il divieto di allontanamento da parte di tutti gli individui ivi presenti, riducendo drasticamente ogni possibilità̀ di vicinanza fisica e limitando al massimo ogni spostamento. E' disposto il divieto di accesso, fatta salva la possibilità di transito in ingresso e in uscita dal territorio individuato per gli operatori sanitari e socio-sanitari, del personale impegnato nei controlli e nell'assistenza e nelle attività̀ riguardanti l'emergenza e delle forze dell'Ordine, Forze di Polizia, Forze Armate e al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco impiegati per le esigenze connesse al contenimento della diffusione del COVID-19 o in altri servizi d'istituto, dei servizi pubblici essenziali, per gli spostamenti connessi alle relative attività. Sono consentiti unicamente gli spostamenti ritenuti essenziali, per come elencati in allegato 1 in allegato 1 alla presente Ordinanza, già approvato con l'Ordinanza n. 29/2020, relative alle misure specifiche applicabili ai Comuni identificati come "zona rossa", nei quali l'andamento epidemico aveva avuto una particolare evoluzione. Sono sospese tutte le attività commerciali e produttive, ad eccezione di quelle ritenute "essenziali", se presenti nell'area individuata, i cui elenchi sono rinvenibili negli allegati 1,2 e 3 del DPCM 10 aprile 2020".

Il sindaco di Palmi: serve equilibrio

Dal canto suo, il sindaco di Palmi, Giuseppe Ranuccio, cerca di prevenire il panico: “Dobbiamo essere equilibrati, responsabili e prudenti ma non catastrofisti" afferma. La decisione della Regione, però, è un primo, preoccupante, segnale, che rischierebbe di colpire Palmi in quella che è, soprattutto in questa stagione, la sua principale fonte di introito: “L'obiettivo – afferma ancora il sindaco Ranuccio - é tutelare la salute pubblica, come bene primario e assoluto, provando però a scongiurare l'adozione di misure drastiche che comprometterebbero definitivamente la stagione estiva e l'economia connessa, soprattutto nel nostro litorale”.

Scongiurare un focolaio più grande

Quattro giorni, pochi, forse. Ma, nell’intenzione delle Istituzioni c’è di avviare una campagna di screening per scongiurare un focolaio più massiccio che porterebbe, quasi automaticamente, alla proclamazione della “zona rossa”. Uno strumento che la presidente Santelli che utilizzato diffusamente, con circa 15 provvedimenti nel corso della fase più dura dell’emergenza, nonostante il Coronavirus abbia quasi “risparmiato” la Calabria, con poco più di 1000 casi complessivi nell’arco di tutta la pandemia.

Gli altri casi

Lo stesso sindaco della Città Metropolitana, Giuseppe Falcomatà, ha ammonito sulla necessità di mantenere alta la guardia. La Calabria, infatti, riesce al momento a reggere l’onda d’urto del contagio dopo le riaperture. Ma il focolaio di Palmi non è l’unico preoccupante. Negli scorsi giorni, un docente di 65 anni, residente a Nicotera Marina, in provincia di Vibo Valentia, e membro della commissione degli esami di maturità dell'Istituto Nautico di Pizzo Calabro, è risultato positivo al coronavirus. L'uomo aveva avuto contatti proprio con la coppia di Palmi positiva al coronavirus rientrata da Bologna. E se i tamponi fin qui effettuati sulle persone che hanno avuto contatti con il docente hanno dato esito negativo, d’altro canto presso l’Istituto Nautico sono stati sospesi tutti gli esami: “Si rischia una tragedia” ha detto il sindaco di Nicotera, Giuseppe Marasco.

A qualche settimana dall’inizio della Fase 3, in Calabria torna la paura.