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Arriva la nuova ordinanza, ecco quali Regioni cambiano colore: Molise e Sardegna in zona arancione

Dalla mappa dell'Italia della pandemia, dominata dal rosso, scompare l'unica macchia bianca. Resta rossa la Campania

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Il Ministro della Salute Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia, firmerà in serata nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da lunedì 22 marzo. Passano in area arancione le regioni Sardegna e Molise. La Campania resta in zona rossa. Intanto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha dichiarato di stare "ragionando sull'ipotesi di stringere ulteriormente le misure rispetto a quelle previste dal governo nella zona rossa".  Le altre Regioni che la scorsa settimana sono diventate rosse, invece, non possono vedere un alleggerimento delle restrizioni in vigore, considerando che le ordinanze hanno validità di 15 giorni. Dopo il monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità, quindi, sono poche le Regioni che cambiano fascia di colore. 

La Sardegna, dalla zona bianca all'arancione

La novità principale riguarda la Sardegna, unica Regione finora rimasta in zona bianca. In seguito al peggioramento dei numeri, con un aumento dei contagi e il 2% in più di posti occupati in terapia intensiva, l’isola diventa direttamente arancione, proprio perché non ci sono le zone gialle in questo periodo. Passa quindi dall’essere la Regione con più attività aperte a dover chiudere bar e ristoranti, con limitazioni anche per gli spostamenti: restano consentiti solamente quelli all’interno del proprio comune. Inoltre è probabile che per i giorni di Pasqua – 3, 4 e 5 aprile – anche la Sardegna sarà in zona rossa, come tutto il resto d’Italia, non potendo più sperare nella conferma della zona bianca.

Il Molise da rosso ad arancione 

Un miglioramento della situazione è stato registrato in Molise, così la Regione è passata dalla zona rossa a quella arancione. Era invece considerato probabile il passaggio della Calabria dall’arancione a rosso, considerando anche un indice Rt a 1,36 (per la zona rossa scatta l’automatismo con un valore superiore a 1,25). Chi è passato in rosso la scorsa settimana, invece, non poteva sperare in un miglioramento della situazione, considerando che le ordinanze durano almeno 15 giorni.

I colori delle Regioni

In rosso fino ad oggi ci sono: Piemonte, Lombardia, Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Lazio, Molise, Puglia e Campania. Fatta eccezione per Campania e Molise, tutti gli altri territori sono entrati in rosso la scorsa settimana. Servirà quindi aspettare il 26 marzo per eventuali passaggi dalla zona rossa all’arancione.

Iss: "Dieci regioni ad alto rischio"

In questa Italia a tinte scure è in deciso aumento l'incidenza delle infezioni da virus SarsCoV2. Dieci regioni in Italia sono ad alto rischio Covid. Lo sottolinea la bozza del monitoraggio della cabina di regia Iss-ministero della Salute relativa alla settimana dall'8 al 14 marzo. "Dieci Regioni, stesso numero della settimana precedente, hanno un livello di rischio alto", si legge nella bozza. Si tratta di Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria. Si conferma per la settima settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale del rischio. "L’elevata incidenza, l’aumento della trasmissibilità e il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri richiedono di mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali accompagnati da puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione", suggeriscono gli esperti.

Rt Nazionale e puntuale

Resta fermo a 1,16, lo stesso valore della scorsa settimana, l'Rt nazionale. Sedici Regioni/Province autonome hanno un Rt puntuale maggiore di 1. Tra queste, una Regione (Campania) ha un Rt con il limite inferiore maggiore di 1,5 compatibile con uno scenario di tipo 4, e due (Piemonte e Friuli Venezia Giulia) hanno un Rt con il limite inferiore maggiore di 1,25, compatibile con uno scenario di tipo 3. Dodici Regioni hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/Pa hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo 1". Le 16 Regioni con Rt puntuale sopra 1 sono: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Fvg, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Valle d'Aosta e Veneto.

Aumentano terapie intensive

Il tasso di occupazione nelle unità di terapia intensiva a livello nazionale è sopra la soglia critica. In una settimana sono aumentare da 11 a 13 le Regioni e Province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica del 30%. Ha raggiunto infatti il 36%, dal 31% della settimana precedente, indica il monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) relativo al periodo fra il 12 e il 18 marzo.  l numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in forte aumento: da 2.756 (09/03/2021) a 3.256 (16/03/2021).

Meno interazioni fisiche e mobilità

"Alla luce del sostenuto aumento della prevalenza di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità", l'Iss invita a "mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e della mobilità. L'Iss rileva inoltre che "è fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie" e invita a "rimanere a casa il più possibile". Ricorda inoltre che "è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine". Ribadisce infine la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie, compresi i provvedimenti relativi alla quarantena per i contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi.

 

Puglia verso lockdown

"Stiamo ragionando sull'ipotesi di stringere ulteriormente le misure rispetto a quelle previste dal Governo nella zona rossa". Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario del Tar Puglia, che si svolge online per l'emergenza sanitaria. "Dobbiamo spingere tutte le aziende a lasciare a casa il numero più alto possibile di persone per evitare che si contagino sul luogo di lavoro" ha detto Emiliano.

Covid, Italia multicolore (Foto Ansa)

 

Il report del 26 marzo

L'attenzione si sposta già sul report del 26 marzo. Tra una settimana, dopo 15 giorni di zona rossa, per molte regioni arriverà il momento clou, con la possibilità concreta di tornare all'arancione, con la riapertura delle scuole come primo step. Scalda i motori, in questo senso, soprattutto il Lazio: "La stima dell'indice Rt è in calo", ha detto l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato.

Numeri non confortanti

Qualsiasi siano i risultati del prossimo monitoraggio e le eventuali ordinanze firmate dal ministro Roberto Speranza, in tanti confidano già nei dati del report che sarà pubblicato la prossima settimana, il prossimo 26 marzo. Per quella data potrebbe aprirsi per diversi territori la possibilità di andare in arancione e di essere quindi sottoposti a minori restrizioni nella prima metà della settimana di Pasqua, fino al 2 aprile. In generale, però, le cifre non sono confortanti. In attesa del picco - previsto entro fine mese - dall'inizio di questa settimana sono state registrate 1.710 vittime e i dati dell'ultimo bollettino parlano di 24.935 contagiati in 24 ore mentre il tasso di positività è del 7%, in aumento di 0,8 punti (353.737 i tamponi molecolari). Sono 3.333 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 16 in più nel saldo tra entrate e uscite, mentre gli ingressi giornalieri in rianimazione sono 249. Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 26.694 persone, con un incremento di 177 unità.

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