Il virus West Nile fa paura: casi raddoppiati. Che cosa è: sintomi, incubazione e raccomandazioni

E' una malattia infettiva trasmessa dalle zanzare. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un'encefalite letale.

Il virus West Nile fa paura: casi raddoppiati. Che cosa è: sintomi, incubazione e raccomandazioni
TiscaliNews

"Sono più che raddoppiati nell'ultima settimana", in Italia, i casi di infezione da West Nile Virus nell'uomo. Dall'inizio di giugno 2022, sono stati confermati 94 casi; di questi 55 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (16 Emilia-Romagna, 33 Veneto, 4 Piemonte, 2 Lombardia). Mentre 7 sono stati i decessi notificati: 5 in Veneto, 1 in Piemonte e 1 in Emilia-Romagna. Lo indica il bollettino dell'Istituto Superiore di Sanità sull'attività di sorveglianza nei confronti del virus del West Nile, aggiornati al 2 agosto 2022.

Di cosa si tratta

La febbre West Nile è una malattia infettiva trasmessa dalle zanzare. Isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda - nel distretto West Nile - da cui prende il nome - il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. In Italia il primo focolaio risale all'estate del 1998, con alcuni casi accertati nei cavalli nell'area di Padule di Fucecchio, in Toscana.  A seguito di tale evento, il Ministero della Salute ha attivato dal 2002 il Piano nazionale di sorveglianza, per monitorare la circolazione del virus su tutto il territorio nazionale.

Trasmissione

I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare - in particolare del tipo Culex - le cui punture sono il mezzo principale di trasmissione all'uomo. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli.

Incubazione e sintomi

Dalla puntura della zanzara infetta, l'incubazione varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. La maggior parte delle persone infette è asintomatica. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto in base all'età: più lievi nei giovani in salute. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave. I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell'1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono: febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un'encefalite letale.

Diagnosi

La diagnosi viene prevalentemente effettuata attraverso test di laboratorio effettuati su siero e, dove indicato, su fluido cerebrospinale, per la ricerca di anticorpi del tipo IgM. Questi anticorpi possono persistere per periodi anche molto lunghi nei soggetti malati (fino a un anno), pertanto la positività a questi test può indicare anche un'infezione pregressa. I campioni raccolti entro 8 giorni dai primi sintomi potrebbero dare falsi negativi.

Terapia e trattamento

Non esiste una terapia specifica per la febbre West Nile. Nella maggior parte dei casi, i sintomi scompaiono da soli dopo qualche giorno oppure possono protrarsi per qualche settimana. Nei casi più gravi si rende necessaria l'ospedalizzazione, con la somministrazione di fluidi intravenosi e la respirazione assistita.

Prevenzione

Il metodo preventivo più efficace per tutelare l’essere umano consiste nell’evitare le punture di zanzara, tramite l’uso di repellenti cutanei e soggiornando quanto più possibile in ambienti protetti da zanzariere e/o provvisti di diffusori di insetticidi ad uso domestico. Per evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente, aumentando il rischio di trasmissione del virus, si consiglia per esempio di svuotare frequentemente i sottovasi di fiori o altri contenitori con acqua stagnante, cambiare spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali e tenere le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono usate. Per quanto riguarda la specie equina è disponibile la vaccinazione. Qualora non sia possibile vaccinare, si raccomanda sempre l’utilizzo di insetto-repellenti cutanei e la disinfestazione periodica degli ambienti dove sono stabulati gli animali