Alluvione di Genova, pignorata la casa, la pensione e i conti all'ex sindaca Vincenzi

Il nuovo affondo del gruppo di legali che rappresentano i parenti delle vittime sembra aver già avuto un primo effetto

Marta Vincenzi durante il processo (foto Secolo XIX)
Marta Vincenzi durante il processo (foto Secolo XIX)
TiscaliNews

Pignorata la casa e i conti all'ex sindaca di Genova Marta Vincenzi. Lo scorso novembre, alle famiglie delle vittime dell’esondazione del torrente Fereggiano era stato riconosciuto un maxi-risarcimento da 4,5 milioni di euro, ecco perché gli avvocati hanno dato l’avvio al pignoramento dei beni dei tre imputati condannati per il disastro: l’ex sindaco (condannata a 5 anni per omicidio colposo plurimo, disastro e falso), l’ex assessore alla Protezione civile Francesco Scidone (4 anni e 9 mesi) e l’ex direttore alla Sicurezza Gianfranco Delponte (4 anni e 5 mesi). In una decina di giorni i pignoramenti diventeranno esecutivi. "Questo significa – spiega il Secolo XIX - che a breve l’ufficiale giudiziario si presenterà agli ex vertici della giunta coinvolti nel processo per bloccarne i beni. All’ex primo cittadino verrebbero congelati il 50 per cento della villetta di Begato che condivide con il marito, alcune quote immobiliari e i conti correnti. Lo stesso vale per Scidone e per Delponte, che vivono in immobili di proprietà, a Borgoratti e a San Teodoro”.

Il valore dei sequestri

Il valore complessivo dei sequestri sono lontani dal coprire il valore dei risarcimenti, ma il vero obiettivo di questo passaggio alla “linea dura” è un altro: convincere il Comune, unico soggetto in grado di fare fronte a una somma simile, a pronunciare parole chiare sul tema. Il nuovo affondo del gruppo di legali che rappresentano i parenti delle vittime sembra aver già avuto un primo effetto. È stata fissata questa settimana una riunione a Palazzo Tursi tra i vertici della giunta, l’agenzia assicurativa Sircus, l’avvocatura e il legale che ha rappresentato l’ente nel processo penale, Andrea Vernazza. Il summit potrebbe chiarire quale sarà l’orientamento. “L’atteggiamento tenuto si qui dal Comune ci lascia perplessi – ha commentato per il quotidiano ligure Stefano Savi, legale di Marta Vincenzi - non si può continuare a rimandare”.

L'alluvione del 2011

La Vincenzi era stata condannata lo scorso novembre a 5 anni nell'inchiesta scaturita dall'alluvione del 2011. Ad emettere la sentenza di primo grado la Corte d'Assise presso il tribunale di Genova nel processo per l'esondazione del torrente Fereggiano che causò sei vittime. Tra i capi d'imputazione per Vincenzi omicidio colposo plurimo, disastro, falso, lesioni colpose e calunnia. L'accusa le ha contestato anche di aver fabbricato il verbale truccato che modificava la ricostruzione degli orari di esondazione, alleggerendo le responsabilità dei vertici di Comune e protezione civile.  “Non è finita, per fortuna in questo Paese ci sono tre gradi di giudizio. Mi considero innocente" erano ste le prime parole pronunciate da Vincenzi fuori dall'aula.