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Dependances e barbecue a villa Malagò: ecco le opere abusive da demolire

Il comune dice no alla sanatoria sulle parti non autorizzate della struttura del presidente del Coni a Sabaudia, all'interno del Parco Nazionale

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Dependances e barbecue a villa Malagò: ecco le opere abusive da demolire

Villa Malagò ancora nel mirino del comune di Sabaudia. Tettoie per stendere i panni o per la rimessa delle automobili, ma anche depandance e vialetti devono essere abbattute: l'area dove l'abitazione del presidente del Coni è stata costruita è infatti una zona di pregio ambientalistico e, pertanto, vincolata. L'autorizzazione da parte del comune pontino per le opere abusive, ben nove, non arriverà. 

Nove opere non sanabili

Le opere bocciate dal comune sono diverse e ben descritte nelle carte presentate all'ufficio competente. Si tratta nello specifico di "una dependance di 15 metri quadri, vialetto con piattaforma in legno e barbecue; altra dependance da 21 metri quadri; una piccola tettoia adibita a stenditoio; ampliamento della cucina per circa 6 metri quadri; una dependance di 29,3 metri quadri. E inoltre: una tettoia per riparare le macchine; stireria con dispensa e bagno di 5 metri quadri più un’altra superficie di tredici; una ulteriore dependance di circa 30 metri quadri", scrive il Corriere della sera elencando una serie di opere realizzate per rendere la villa più funzionale alle necessità del suo potente proprietario. 

Tempio degli appassionati di yoga

La lussuosa abitazione, ubicata non molto distante dalle celebri dune di Sabaudia, durante i mesi estivi ospita personaggi noti del jet set italiano e internazionale, ma anche appassionati di yoga che lì si ritrovano per settimane esclusive di totale rilassatezza. Ospiti esigenti, è sicuro, che però dovranno adattarsi alle "ristrettezze" dettate dal rispetto dei vincoli paesaggistici che gravano sull'area: gli abusi non sono evidentemente tollerati. Così Giovanni Malagò e la sua famiglia dovranno mettersi all'opera, demolire le strutture abusive e ripristinare lo stato precedente dei luoghi. Quel che è certo è che qualora Malagò non dovesse adempiere alle prescrizioni niente potrà fermare le ruspe e i vigili.

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