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L'esortazione di Papa Francesco: "Sia l’Europa a guidare le politiche sui migranti"

Non solo guerra e pace nel viaggio del Pontefice in Bahrein, ma anche dialogo, Cop 27, lotta al maschilismo. E per l’Italia auguri al nuovo Governo

Carlo Di Ciccodi Carlo Di Cicco   
Papa in Bahrein
Papa in Bahrein (Foto Ansa)

“Voi che siete giornalisti, per favore, siate pacifisti, parlate contro le guerre, lottate contro la guerra. Ve lo chiedo come un fratello”. Termina così l’incontro di Papa Francesco con i giornalisti sull’aereo di ritorno dal viaggio apostolico in Bahrein. Sintetico il suo giudizio sul viaggio in risposta a una giornalista del Bahrein: “Per fare un riassunto: è stato un viaggio di incontro. Per me la novità di conoscere una cultura aperta a tutti. Nel vostro Paese c’è posto per tutti”. E proprio in questa percezione i discorsi del papa nei tre giorni della visita hanno tessuto pensieri nuovi e ampi sulla pace, la guerra, la fratellanza, l’ambiente, la cura delle persone, giovani e donne in primo piano. Se ne ricava la sensazione di un Vademecum per la pace fondata sulla centralità della fratellanza e la giustizia invece che sugli affari.

Il viaggio del Papa in Bahrein

Discorsi importanti di stimolo alla politica che arranca nel sostituire la cultura di pace a quella della guerra, delle discriminazioni, del commercio delle armi, del primato del denaro e del profitto per pochi, delle violenze nei confronti dei poveri, delle minoranze. Ma anche di sollecitazione alle religioni a progredire nella cultura del dialogo per rafforzare un’alleanza tra le fedi in Dio a servizio dei diritti umani e della giustizia. Sollecitazioni e discorsi che sono stati riassunti con forte coerenza nell’incontro con i giornalisti sul volo di ritorno a Roma. 

Il conflitto Russia-Ucraina

"A me colpisce – per questo uso la parola “martoriata” per l’Ucraina – la crudeltà, che non è del popolo russo, forse… perché il popolo russo è un popolo grande, è dei mercenari, dei soldati che vanno a fare la guerra come fare un’avventura, i mercenari… Io preferisco pensarla così perché ho un’alta stima del popolo russo, dell’umanesimo russo. Basta pensare a Dostoevskij che fino ad oggi ci ispira, ispira i cristiani a pensare il cristianesimo. Ho un grande affetto per il popolo russo e anche ho un grande affetto per il popolo ucraino. Sono in mezzo a due popoli a cui voglio bene.  Ma non solo io, la Santa Sede ha fatto tanti incontri riservati, tante cose con buon esito. Perché non possiamo negare che una guerra all’inizio forse ci fa coraggiosi, ma poi stanca e fa male e si vede il male che fa una guerra".

La terza guerra mondiale

"Poi vorrei lamentarmi, approfittando di questa domanda: in un secolo, tre guerre mondiali!. Quella del 1914-1918, quella del 1939-1945, e questa! Questa è una guerra mondiale, perché è vero che quando gli imperi, sia da una parte che dall’altra, si indeboliscono, hanno bisogno di fare una guerra per sentirsi forti e anche per vendere le armi eh! Perché oggi credo che la calamità più grande che c’è nel mondo è l’industria delle armi. Per favore! Mi hanno detto, non so se è vero o no, che se per un anno non si facessero le armi, si metterebbe fine alla fame nel mondo. L’industria delle armi è terribile… Ma stiamo in guerra dappertutto e noi non capiamo questo. Adesso ci tocca da vicino, in Europa, la guerra russo-ucraina. Ma c’è dappertutto, da anni”. E ci sono le emergenze come l’arrivo di tanti migranti in Europa. Tema di battaglia umanistica dall’inizio del suo pontificato. Questa volta ne parla anche con riferimento al nuovo governo italiano.

La responsabilità dei migranti è europea

“La politica dei migranti – rileva Francesco - va concordata fra tutti i Paesi, non si può fare una politica senza consenso, e l’Unione Europea deve prendere in mano una politica di collaborazione e di aiuto, non può lasciare a Cipro, a Grecia, Italia e Spagna, la responsabilità di tutti i migranti che arrivano alle spiagge. La politica dei Governi fino a questo momento è stata di salvare le vite, questo è vero. Fino ad un certo punto si è fatto così e credo che questo governo (italiano) abbia la stessa politica… i dettagli non li conosco, ma non penso che voglia andarsene via, ma io credo che ha fatto sbarcare già i bambini, le mamme, i malati, per quello che ho sentito, almeno l’intenzione c’era. L’Italia non può fare nulla senza l’accordo con l’Europa, la responsabilità è europea, e poi io vorrei citare un’altra responsabilità europea sull’Africa”. Il problema dei migranti “va risolto in Africa, ma se pensiamo l’Africa con il motto: l’Africa va sfruttata, è logico che i migranti, la gente scappi da quel frutto.

Il piano di sviluppo per l'Africa

L’Europa deve cercare di fare dei piani di sviluppo per l’Africa. Se noi vogliamo risolvere il problema dei migranti definitivamente, risolviamo l’Africa. I migranti che vengono da altre parti sono minori, sono di meno, ma abbiamo l’Africa, aiutiamo l’Africa. Il nuovo governo incomincia adesso: gli auguro il meglio. Io sempre auguro il meglio ad un governo perché il governo è per tutti e gli auguro il meglio perché possa portare l’Italia avanti e, a tutti gli altri che sono contrari al partito vincitore, che collaborino con la criticità”. Molto forte la denuncia di Francesco contro il maschilismo nel mondo.

La lotta al maschilismo

“La lotta per i diritti della donna è una lotta continua… Ma perché – mi domando - la donna deve lottare così per mantenere i suoi diritti? I diritti sono fondamentali: ma come mai oggi nel mondo non possiamo fermare la tragedia della infibulazione alle ragazzine? Ma è terribile questo. Oggi. Che ci sia questa pratica, che l’umanità non riesca a fermare questo che è un crimine, un atto criminale! Le donne, secondo due commenti che ho sentito, o sono materiale “usa e getta” – è brutto eh? - o sono “specie protetta”. Ma l’uguaglianza tra uomini e donne ancora non si trova universalmente, e ci sono questi episodi: che le donne sono di seconda classe o di meno. Dobbiamo continuare a lottare per questo, perché le donne sono un dono. Dio non ha creato l’uomo e poi gli ha dato un cagnolino per divertirsi. No. Li ha creati due, uguali, uomo e donna.  E una società che non è capace di mettere la donna al suo posto non va avanti”.

Ecologia, guerra e pace

Ecologia e guerra e pace sono stati i leit motiv del viaggio dal primo giorno. “Quanti alberi vengono abbattuti, quanti ecosistemi devastati, quanti mari inquinati dall’insaziabile avidità dell’uomo, che poi gli si ritorce contro! Non stanchiamoci di adoperarci per questa drammatica urgenza, ponendo in essere scelte concrete e lungimiranti, intraprese pensando alle giovani generazioni, prima che sia troppo tardi e si comprometta il loro futuro! La Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP27), che avrà luogo in Egitto tra pochi giorni, sia un passo in avanti in tal senso!”. Ma oggi assistiamo, ogni giorno di più, ad azioni e minacce di morte. “Penso, in particolare, alla realtà mostruosa e insensata della guerra, che ovunque semina distruzione e sradica speranza. Nella guerra emerge il lato peggiore dell’uomo: egoismo, violenza e menzogna. Sì, perché la guerra, ogni guerra, rappresenta anche la morte della verità”.

La domanda più importante

Di fronte a tutto ciò la domanda importante da porsi secondo Francesco è: “Che cosa fare quando ci troviamo a vivere situazioni del genere? La proposta di Gesù è sorprendente, ardita, audace. Egli chiede ai suoi il coraggio di rischiare in qualcosa che sembra apparentemente perdente. Chiede di rimanere sempre, fedelmente, nell’amore, nonostante tutto, anche dinanzi al male e al nemico”. Non si può ristabilire la pace “se a una parola cattiva si risponde con una parola ancora più cattiva, se a uno schiaffo ne segue un altro: no, serve “disinnescare”, spezzare la catena del male, rompere la spirale della violenza, smettere di covare risentimento”.

 

 

 

Carlo Di Ciccodi Carlo Di Cicco   

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