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Ventimiglia, la Procura: "Non sembrava un caso di stalking. C'erano 2 denunce ma non è emerso fosse perseguitata"

A dichiararlo è il procuratore di Imperia che intende così far chiarezza sulla vicenda, culminata nell'omicidio e suicidio di Ventimiglia. Le foto col mitra e la pistola. Rosa Multari: "Così com'è questa legge non serve a niente"

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Uccide una donna poi si suicida (Foto Ansa)
Uccide una donna poi si suicida (Foto Ansa)

"C'erano due denunce per minacce: una risalente al 28 marzo e l'altra ai primi giorni di giugno, ma così com'erano descritte, sembravano fatti isolati, non sembrava emergere che fosse perseguitata. Tanto è vero, che gli atti dei carabinieri non parlavano di stalking". A dichiararlo - scrive l'Ansa - è il procuratore di Imperia, Alberto Lari, che intende così far chiarezza sulla vicenda, che ieri è culminata nell'omicidio e suicidio di Ventimiglia in cui Antonio Vicari ha ucciso l'ex compagna Sharon Micheletti, di 30 anni con diversi colpi di pistola, mentre si trovava nell'auto di un amico.

"L'aveva molestata sotto casa"

"Non sembrano, dunque fatti ripetuti e seriali", aggiunge Lari. Sembra che nella denuncia presentata ai primi del mese, Sharon avesse fatto presente che, dopo due mesi di tranquillità, Vicari l'aveva incontrata e minacciata di nuovo. Da testimonianze raccolte in città in via Tenda, il luogo del femminicidio, sembra inoltre che Vicari l'avesse molestata più volte sotto casa e anche al lavoro, anche con minacce di morte nei confronti e del bambino avuto nel matrimonio successivo alla loro relazione.

Antonio e Sharon, infatti, avrebbero avuto una relazione circa quattro anni fa. A quel punto si sarebbe fatta un'altra vita con un uomo insieme al quale ha avuto un figlio, oggi di pochi anni. Per alcuni sembra addirittura strano che lei abbia accettato di recarsi proprio in via Tenda, una zona 'a rischio', visto che era frequentata dall'uomo. Non si esclude che sulla tragica decisione di uccidere la ex e suicidarsi possa aver inciso anche la recente morte del padre Domenico, da aggiungere alla perdita del figlio Cristian, morto vent'anni fa dopo la caduta in un dirupo ad Airole, in val Roya, mentre si trovava con alcuni amici.

In posa con la pistola

"Ciao figlio mio, spero di rivederti al più presto t.v.b. kri" (6 maggio); "Bene abbiamo preso una strada senza via di uscita" (31 maggio); "Pensa bene, che anche quando dormi io sono lì vicino, figurati quando sei con l'amante, non c'è posto che puoi nasconderti" (2 giugno). Sono soltanto alcuni dei messaggi che ha scritto sul proprio profilo Facebook nelle ultime settimane Vicari. Sul social in passato aveva postato anche due foto che lo ritraggono, in una in posa mentre imbraccia un fucile mitragliatore e nell'altra mentre prende la mira con una pistola in pugno.

Caso Ventimiglia (Foto Ansa)

Sembra che da tempo la perseguitasse

Da tempo - continua l'Ansa - l'uomo perseguitava la donna, che nel marzo scorso aveva presentato una denuncia per minacce nei suoi confronti. Vicari, tra l'altro, era anche finito in carcere per una serie di molestie nei confronti della ex moglie e poco dopo essere uscito dal carcere aveva iniziato a molestare anche Sharon. Il primo messaggio, che sembra quasi essere un annuncio, è riferito al figlio Cristian, morto a 17 anni, nel 2001, dopo essere caduto da un dirupo ad Airole, mentre si trovava con degli amici. Ieri l'epilogo. Antonio è seduto in un bar in via Tenda, quando una Citroen condotta da un amico di Sharon e con la trentenne seduta sul lato passeggero, si accosta al marciapiede. L'uomo scende dall'auto ed entra nel bar Azzurro per acquistare un pacchetto di sigarette. A quel punto Antonio si avvicina all'auto e dal finestrino del lato guida esplode più colpi, parrebbe tre, contro la donna, che viene ferita mortalmente alla testa. Si reca poi nel vicino bar, dov'era entrato l'uomo in compagnia di Sharon, ma trovando la porta chiusa dalla titolare, desiste, si allontana e nel vicino greto del fiume si uccide.

La mamma di Sharon: "Non si può morire a trent'anni"

"Amore mio cuore di mamma Anna non mi do pace, perché non ci sei più vita mia. Se n'è andata via una parte di me. Non si può morire a trent'anni, così giovane, il fiore del tua gioventù. La tua famiglia è distrutta, ti amavamo tantissimo ti amoooooo figlia mia, Sharon Rayan, ti amoooooo". Così Anna Scordo, madre di Sharon Micheletti, la giovane donna uccisa dall'ex compagno, Antonio vicari, che si è poi tolto la vita, commenta la tragedia che si è consumata ieri a Ventimiglia. Pochi minuti dopo l'omicidio la mamma della vittima si è subito recata sul luogo del delitto, dove in quella Citroen, parcheggiata in via Tenda, giaceva la figlia, uccisa con più colpi di pistola, dai primi accertamenti una semiautomatica calibro 7,65 sulla quale sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri.

Rosa Multari: "Così com'è questa legge non serve a niente"

"Tante persone ancora oggi dicono, che è stato grazie a mia figlia, che è nata la legge sullo stalking. Ma così com'è questa legge non serve a niente: è inutile allontanare la persona nel raggio di trecento o cinquecento metri - si legge sull'Ansa -  Dovrebbero proteggere chi denuncia, individuare queste persone e non lasciarle libere, come nel caso di mia figlia. Malgrado le telefonate registrate e tutte le denunce che abbiamo presentato, non è servito a niente e le donne vengono uccise come galline", sostiene Rosa Multari, madre di Antonella Multari, 33 anni, di Ventimiglia, uccisa il 10 agosto del 2007 dall'ex fidanzato Luca Delfino, con una quarantina di coltellate, fuori da un centro estetico di Sanremo.
Un delitto efferato che tanto scosse la coscienza popolare, che arrivò dopo ripetute e vane denunce, e che fece decollare le procedure che portarono poi a istituire il reato di stalking. "Quando ho sentito cosa è successo a questa povera ragazza - prosegue la madre di Antonella intervenendo sull'ennesimo femminicidio, compiuto ieri a Ventimiglia - sono rimasta di ghiaccio. Tutti i giorni si sente parlare di donne uccise e se non si prendono seri provvedimenti, continueranno a morire come formiche". Sul fatto che l'assassino di ieri, Antonio Vicari, 64 anni, si sia tolto la vita dopo aver ucciso la ex, Rosa Multari afferma che lo ha fatto "troppo tardi. Tutelate le donne che denunciano, non lasciatele in balia di sé stesse e di chi le vuole ammazzare. Quando andavamo a denunciare, rispondevano di stare tranquille, perché sapevano fare il proprio lavoro e che a Delfino tenevano il fiato sul collo, quando invece era Delfino che aveva il fiato sul collo di mia figlia". Luca Delfino venne condannato a 16 anni e 8 mesi. Grazie alla buona condotta avrebbe potuto uscire in anticipo dal carcere, ma non ha presentato domanda per la semilibertà. "Io e mio marito siamo stati condannati all'ergastolo a vita, lui a poco e niente". Il messaggio a tutte quelle donne vittime di minacce e violenza? "In questo caso mi rivolgo allo Stato: devono essere tutelate, non lasciatele in mano a questi assassini. Ci sono tante donne che soffrono senza parlare e senza chiedere aiuto, chi per paura e chi per vergogna".

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