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Vaticano, giro di vite sulle apparizioni della Madonna. Solo il Papa può dire "soprannaturale"

Il nuovo documento del Dicastero per la Dottrina della Fede stabilisce che né il vescovo né la Santa Sede si pronunceranno per definire la natura divina di un fenomeno, limitandosi ad autorizzare e promuovere devozione e pellegrinaggi

di Tiscali News   
Trevignano: il santuario
Trevignano: il santuario dedicato a una apparizione della Madonna che la Chiesa ha definito falsa (Foto Ansa)

Solo il Papa può determinare cosa è “soprannaturale”: potrebbe racchiudersi in questo punto la complessità e la ricchezza di precisazioni raccolte nel nuovo documento licenziato dal Dicastero per la Dottrina della Fede, guidato dal cardinale Victor Manuel Fernande. Un pronunciamento del'ex Sant'Uffizio nel quale, spiega esplicitamente il prefetto"è importante capire che le nuove Norme mettono nero su bianco un punto fermo circa la competenza di questo Dicastero".

Il compito del vescovo

In sostanza, si spiega, se "da una parte, resta fermo che il discernimento è compito del Vescovo diocesano" sulle presunte apparizioni o episodi soprannaturali, dall'altra, "dovendo riconoscere che, oggi più che mai, questi fenomeni coinvolgono molte persone che appartengono ad altre Diocesi e si diffondono rapidamente in diverse regioni e Paesi, le nuove Norme stabiliscono che il Dicastero deve essere consultato e intervenire sempre per dare un'approvazione finale a quanto deciso dal Vescovo, prima che quest'ultimo faccia pubblica una determinazione su un evento di presunta origine soprannaturale".

Il ruolo del Dicastero

Se, infatti, "prima interveniva, ma si chiedeva al Vescovo di non nominarlo neppure, oggi il Dicastero manifesta pubblicamente il suo coinvolgimento e accompagna il Vescovo nella determinazione finale".Nel rendere pubblico quanto deciso a livello diocesano su questi episodi o fenomeni, puntualizza la Dottrina della fede, "si dovrà esplicitamente nei documenti scrivere la dicitura 'd'intesa con il Dicastero per la Dottrina della Fede'", cosa, invece, omessa in lcuni casi precedenti e fonte di confusione tra i fedeli.

Come già contemplato dalle Norme del 1978 promulgare da Papa Paolo VI, anche le nuove Norme prevedono che, in alcuni casi, "il Dicastero possa intervenire 'motu proprio'. Infatti, dopo essere arrivati ad una determinazione chiara, le nuove Norme prevedono - si legge nel documento - che 'il Dicastero si riserva, in ogni caso, la possibilità di intervenire nuovamente a seguito dello sviluppo del fenomeno' e chiedono al Vescovo di 'continuare a vigilare' per il bene dei fedeli", ha chiarito Fernandez.

Solo il Papa può dire "soprannaturale"

Un accentramento nelle decisioni, queste, si specifica, dovute dal dato di fatto che "si verificano talvolta fenomeni (ad es.: asserite apparizioni, visioni, locuzioni interiori o esterne, scritti o messaggi, fenomeni legati a immagini religiose, fenomeni psicofisici e di altra natura) che sembrano oltrepassare i limiti dell'esperienza quotidiana e che si presentano come aventi di presunta origine soprannaturale".

Ma "parlare in modo accurato di tali eventi può superare le capacità del linguaggio umano", mentre "con l'avvento dei moderni mezzi di comunicazione, tali fenomeni possono attirare l'attenzione o suscitare la perplessità di numerosi credenti e la loro notizia può diffondersi assai rapidamente, per cui i Pastori della Chiesa sono chiamati ad affrontare con sollecitudine tali eventi, cioè, ad apprezzare i loro frutti, a purificarli da elementi negativi o a mettere in guardia i fedeli dai pericoli che ne derivano".

Per i fedeli non c’è l’obbligo di credere a presunte apparizioni

Altro importante aspetto, chiarito nella dichiarazione, è che per i fedeli non c'è un “obbligo” a credere alle presunte apparizioni, anche quando il giudizio della Chiesa non è negativo. “Nel caso in cui venga concesso, da parte del Dicastero, un Nihil obstat, tali fenomeni non diventano oggetto di fede - cioè i fedeli non sono obbligati a prestarvi un assenso di fede -, ma, come nel caso di carismi riconosciuti dalla Chiesa, rappresentano delle vie per approfondire la conoscenza di Cristo e per donarsi più generosamente a lui, radicandosi nel contempo sempre più nella comunione con tutto il Popolo cristiano”.

Regole per giudicare i veggenti 

Il cardinale Fernandez, poi, specifica quali criteri, quali elementi servono a valutare in via preventiva i presunti veggenti: anzitutto “la credibilità e buona fama delle persone che affermano di essere destinatarie di eventi soprannaturali, o di essere direttamente coinvolte in tali fatti, così come dei testimoni ascoltati. In particolare, si consideri l'equilibrio psichico, l'onestà e la rettitudine nella vita morale, la sincerità, l'umiltà e la docilità abituale verso l'autorità ecclesiastica, la disponibilità a collaborare con essa, la promozione di uno spirito di autentica comunione ecclesiale”.

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