[L'inchiesta] Vasco, Panicucci e la truffa dei diamanti comprati a prezzi gonfiati. Indagini e sequestri

Due grosse aziende di commercio dei preziosi e cinque importanti banche sotto inchiesta. Affari irregolari per un miliardo, sequestri per milioni

Vasco Rossi, Federica Panicucci, l'imprenditrice Diana Bracco
Vasco Rossi, Federica Panicucci, l'imprenditrice Diana Bracco
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr. S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Oltre due anni di indagini su fatti che si sono svolti negli ultimi cinque. E una lunga serie di vittime, alcune delle quali eccellenti. Tra loro ci sono Vasco Rossi, Federica Panicucci, l'ex showgirl poi candidata politica Simona Tagli e l'imprenditrice Diana Bracco. Nel mirino degli inquirenti ci sono diverse banche, accusate di aver aiutato Intermarket Diamond Business spa (Idb) e Diamond Private Investment spa (Dpi) a piazzare sul mercato diamanti per investimenti ad un prezzo molto superiore al reale valore di mercato. Gli istituti bancari coinvolti nell'inchiesta sono Banco Bpm e Banca Aletti, Unicredit, Intesa Sanpaolo e Mps. In questo ambito la Guardia di Finanza ha disposto il sequestro cautelativo di 700 milioni di euro.

I milioni di Vasco e i miliardi della truffa

L'inchiesta della Procura di Milano, coordinata dal procuratore aggiunto Riccardo Targetti e dalla pm Grazia Colacicco, riguarda un giro d'affari da oltre un miliardo di euro. Coinvolte le due aziende di vendita dei diamanti e i cinque istituti bancari. I clienti vittima della truffa sarebbero circa un centinaio. In particolare, Vasco Rossi avrebbe investito 2,5 milioni nei diamanti sovrapprezzati. Sarebbe stato Banco Bpm a proporgli l'acquisto, accettato mediante tre bonifici il 20 luglio 2009, il 22 marzo 2010 e il 14 ottobre 2011, rispettivamente 1,043 milioni di euro, 520mila euro e poco più di un milione. I preziosi sarebbero stati acquistati dalla Idb. Gli altri nomi celebri coinvolti: Simona Tagli con un acquisto per 29 mila euro, Federica Panicucci per 54 mila euro. Un'istruttoria dell'Antitrust aveva già sanzionato l'operazione di vendita nel 2017, dato che gli investitori si erano trovati poi impossibilitati a rivendere i preziosi almeno allo stesso prezzo di acquisto. In quell'occasione le banche avevano offerto loro un rimborso. Gli indagati sono una settantina, fra loro c'è il direttore di Banco Bpm, Maurizio Faroni, le accuse sono di truffa, autoriciclaggio e ostacolo all'esercizio delle funzioni di vigilanza.

Gli incassi e i sequestri

Nell'affare dei diamanti gonfiati di prezzo, i cinque istituti bancari hanno venduto rispettivamente: 600 milioni di euro, il Banco Bpm (a circa 40 mila clienti, con commissioni di oltre 100 mila euro incassate), Unicredit ha incassato circa 50 milioni di commisioni, Intesa ha venduto a circa 7 mila clienti, Mps ha messo in cassa attorno ai 50 milioni di euro. Alle banche sotto inchiesta sono stati sequestrati rispettivamente: 83,8 milioni a Banco Bpm e Banca Aletti, 32 milioni a Unicredit, 11 milioni ad Intesa Sanpaolo, 35,5 milioni ad Mps. Alle due aziende di commercio dei diamanti sono stati sequestrati: 253 milioni a Dpi e 328 milioni a Idb. Quest'ultima risulta fallita, la strada per i risarcimenti è perciò in salita.