La valanga della strage è un'opportunità solo se non si abbatte sulle vostre case

L'assurdo convegno con il rettore e il governatore dell'Abruzzo

La valanga della strage è un'opportunità solo se non si abbatte sulle vostre case

"Dalla grande calamità, una valanga di opportunità". Ed il problema è che questa non è la battuta macabra di un comico ma il titolo di un convegno istituzionale sulla sciagura dell'Hotel Rigopiano e sulle sue conseguenze. Un titolo volgare, aggravato - per giunta - da un gioco di parole che vorrebbe essere spiritoso: sotto questa scritta di dubbio gusto - infatti - è stata collocata la foto della montagna che frana: che bello, che divertente, da rivedere.

La valanga delle opportunità sarebbero le opere economiche della ricostruzione, il business che arriva dopo i cadaveri. Il tutto da discutere in un convegno che si svolgerà domani presso il Campus Aurelio Saliceti, nella Facoltà di Scienze Politiche e Scienze della comunicazione dell'Università degli Studi di Teramo. Adesso gli accademici dicono: noi non c'entriamo nulla, noi ci limitiamo ad ospitare l'evento, ma giustamente la rabbia sul web è esplosa con violenza. In questo caso, infatti, nulla attenua lo sconcerto per questa scelta di cattivo gusto.

Possibile che tra i diciotto relatori coinvolti - dico diciotto - nessuno si sia fatto una domanda sul tenore del manifesto in cui il proprio nome avrebbe figurato? "Nel lungo periodo siamo tutti morti", diceva Keynes, ed era una iperbole rovesciata per dire che ci sono motivi di ottimismo per non dover sempre immaginare sempre il peggio. Ma quello era il gioco di un economista, un paradosso, una battuta ottimistica e raffinata. Questo messaggio demenziale, invece, vorrebbe essere un modo ammiccante per catturare l'attenzione scherzando sulle vittime, cercando di suscitare interesse sfruttando la molla del dolore. "Abbiamo appreso della notizia questa mattina, siamo profondamente indignati - commenta giustamente Gianluca Tanda, presidente del comitato vittime di Rigopiano - Vorremmo far annullare il convegno o almeno far cambiare il titolo.

"Dalla grande calamità una valanga di impegni per non sbagliare mai più, per noi - osserva Tanda - questo sarebbe stato il titolo giusto". Però, questa miserabile vicenda ci deve insegnare qualcosa di più sul conflitto tra la realtà e le apparenze: il paese dei "siamo-tutti-Charlie", delle solidarietà più impensate e generose, della spettacolarizzazione solidale, ha una seconda faccia più nascosta, e cieca. Quella del calcolo di bottega, dell'insensensiblità camuffata da spiritosaggine, della cinismo esibito che strizza l'occhio per suscitare un sorrisetto laido.

L'unica grande opportunità per redimere gli spiritosoni che hanno immaginato questo spot, è farli riflettere sulla prospettiva che la valanga si abbatta sulle loro case. Come diceva Primo Levi: "Considerate che questo è stato". Solo così forse, gli inventori di questo slogan potrebbero capire quanto cattivo gusto hanno prodotto, dietro l'alibi osceno di quel sorrisetto facile.