Carabiniere a processo per aver indagato sugli ufo: straordinari non autorizzati

Protagonista un ex maresciallo che, dopo numerose segnalazioni dei cittadini, aveva fotografato oggetti insoliti

Carabiniere a processo per aver indagato sugli ufo: straordinari non autorizzati
Una delle foto con gli ufo (Web)
TiscaliNews

Sembra un film di fantascienza ma non lo è. È realtà con protagonista addirittura l’affidabile arma dei carabinieri. Un ex maresciallo è finito sotto processo per falso ideologico in atto pubblico e truffa continuata per aver speso del tempo del suo servizio (precisamente 2 ore e 40 minuti, segnandosi 100 euro di straordinari lordi) per pattugliamenti anti alieni. Alessandro Di Roio, (ora in pensione ma comandante della stazione di Chiesa in Valmalenco, provincia di Sondrio, dal 1996 al 2021) avrebbe svolto una parte del suo servizio “a cercare gli ufo”. L’ex sottufficiale rispedisce le accuse al mittente. “Falsità, durante le ore contestate, due in tre anni, ero in servizio. E non certo a caccia di Ufo, anche se in quel periodo gli avvistamenti erano quasi quotidiani e le persone terrorizzate si rivolgevano a me”.

Il dossier con foto della difesa

La difesa di Di Roio, come riporta il Corriera della Sera, ha presentato un dossier di 200 pagine con immagini dove si vedono oggetti insoliti solcare i cieli della Valmalenco, in Valtellina, strani esseri in cima alla montagna e ombre semitrasparenti nel bosco. Al processo sono stati presentati anche fascicoli con le segnalazioni su presunti avvistamenti raccolte a partire dal 2011.

"Raccoglievo le segnalazioni dei cittadini"

Il maresciallo (58 anni, nato a Caracas da genitori italiani e padre di nove figli) spiega la sua attenzione verso situazioni particolari. “I cittadini hanno iniziato a presentarsi in caserma descrivendo sfere di luci pulsanti, oggetti volanti non identificati, fenomeni paranormali. Io non facevo altro che compilare l’apposito modulo e inoltrare la segnalazione, cinque quelle arrivate agli uffici superiori, ma ne ho raccolte complessivamente ventisei”.

Straordinari non autorizzati

Ma a un certo punto i vertici dell’arma avevano intimato al maresciallo di non andare avanti. Ma lui aveva continuato. “Non poteva fermarsi, sarebbe stata omissione di atti d’ufficio — precisa il suo avvocato Marco Della Luna —. Ed è stato a questo punto che il mio assistito è diventato scomodo, tanto che sono iniziate nei suoi confronti una serie di contestazioni, compresi gli 80 euro dei pattugliamenti che, secondo l’accusa, si sarebbe segnato indebitamente”. 

L'11 gennaio il processo

Ora si attende l’esito del processo aggiornato per l’11 gennaio. Sorride il legale dell’ex carabiniere: “È la prima volta che in un procedimento penale fanno il loro ingresso gli alieni”. Mentre Di Roio si sfoga: “Mi hanno preso in giro, trattato come un matto. Ho attraversato un periodo molto difficile, mi sono ammalato, ma posso assicurare di non essere mai venuto meno al mio dovere e di non aver mai rubato nulla allo Stato”.