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Strage Palermo, l'ombra della setta sul massacro di Altavilla. Arrestati due presunti complici, fanatici religiosi

Sabrina Fina e Massimo Carandente sono sospettati di aver partecipato insieme a Giovanni Barreca al massacro di Angelica Salamone e dei due figli di 15 e 5 anni. Sono stati individuati grazie all'analisi del telefono del muratore 54enne

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Strage Palermo, l'ombra della setta sul massacro di Altavilla. Arrestati due presunti complici, fanatici religiosi
Barreca ha assassinato moglie e due figli (Ansa)

Sarebbero due fanatici religiosi con un ruolo determinante nella strage perpetrata da Giovanni Barreca, le due persone fermate domenica dai carabinieri. Sabrina Fina e Massimo Carandente sono accusati di aver partecipato all'omicidio di Angelica Salamone, 41 anni, e dei due figli di 15 e 5 anni, Kevin e Emanuel. Per i due, esattamente come per il muratore 54enne reo confesso dei delitti, le accuse sono di omicidio plurimo e soppressione di cadavere. Per questo tra le piste più accreditate per gli inquirenti che indagano sulla strage familiare c'è quella della setta religiosa. La coppia, condotta in carcere, è stata sentita dai carabinieri in caserma a Bagheria per tutta la giornata. I coniugi da tempo avrebbero avuto contatti con il muratore, avvicinandolo al mondo del fanatismo religioso.

 

"I due hanno istigato l'uomo a uccidere" 

La coppia - entrambi sono palermitani - avrebbe conosciuto Barreca durante incontri di preghiera in una chiesa evangelica. Un rapporto quello tra i due fermati e l'uomo che ha alimentato l'ossessione mistica del muratore, anche lui un fanatico religioso. Sarebbero stati i due palermitani a istigarlo a uccidere i familiari per liberare la casa da presenze demoniache e poi a partecipare materialmente ai delitti. L'unica sopravvissuta alla strage è stata la figlia 17enne di Barreca, ora affidata a una comunità.

"C'era il demonio in casa"

"Mi chiamo Giovanni Barreca. Ho ucciso tutta la mia famiglia, venite a prendermi", ha detto Barreca quando ha chiamato i carabinieri, parlando conl tono freddo, pacato. "Vi aspetto a Casteldaccia", dice agli inquirenti prima di chiudere. Mentre una pattuglia prende in consegna l'omicida un'altra va nella sua casa di Altavilla Milicia, paese costiero a 30 chilometri da Palermo. Raccapricciante la scena a cui assistono i carabinieri. A terra ci sono i cadaveri dei due figli, Emanuel di 5 anni e Kevin di 16, probabilmente morti strangolati. Uno era legato a una catena. La terzogenita, 17enne, è seduta sul letto in una stanza, sotto choc. Forse è stata drogata. Avrebbe assistito ai delitti.

L'ultima vittima, la moglie del muratore, viene trovata dopo ore. Pezzi del suo corpo carbonizzati sono a poca distanza dalla casa sotto un cumulo di terra. Il marito l'avrebbe uccisa e poi avrebbe dato fuoco ai resti. Barreca viene portato in caserma e alla confessione telefonica aggiunge alcuni particolari. "C'era il demonio in casa", dice. 

Il padre e la figlia superstite restati per ore con i cadaveri

Le indagini procedono e viene fuori che l'uomo, un fanatico religioso che aveva frequentato la chiesa evangelica per prenderne poi le distanze, aveva una vera e proprio ossessione per il diavolo. I carabinieri sospettano che abbia ucciso nel folle proposito di liberare la famiglia da presenze demoniache e che nei delitti sia coinvolta anche la coppia di palermitani che potrebbe aver spinto il muratore a compiere il brutale gesto. Lo confermano anche le parole della figlia superstite: "Hanno fatto un esorcismo per scacciare il demonio", avrebbe detto la ragazza ai carabinieri accusando il padre e la coppia di amici che frequentava Barreca per motivi religiosi. Per tutti e tre in serata è stato disposto il fermo.

Col passare del tempo emerge poi che i brutali assassinii non sarebbero stati commessi nella notte, come si era ipotizzato anche sulla base delle parole dell'uomo. Salamone sarebbe stata uccisa per prima. I figli venerdì. La ragazza e il padre, dunque, sarebbero rimasti nell'abitazione per ore accanto ai cadaveri prima della telefonata agli investigatori.

La dinamica e il movente della strage sono ancora tutti da chiarire, anche se pare che la molla che ha spinto Barreca sia proprio l'ossessione religiosa. Le autopsie diranno come sono state uccise le tre vittime e potranno confermare l'ipotesi secondo la quale i ragazzini sarebbero stati strangolati con delle catene. Ancora da capire, inoltre, perché la figlia 17enne dell'assassino, pare la "prediletta" di Barreca, sia stata risparmiata. La ragazza, che avrebbe raccontato i deliri religiosi del padre, all'arrivo dei carabinieri è apparsa poco lucida. Circostanza che ha fatto ipotizzare che sia stata drogata. Ora, su disposizione della Procura dei minori è stata portata in una casa famiglia. Sconvolta la comunità di Altavilla, piccolo paese in cui la coppia era conosciuta.

Il trasferimento da Novara, le difficoltà economiche

I due, marito e moglie dal 2007, avevano vissuto per anni a Novara ed erano tornati in Sicilia cinque anni fa. La condizione economica della famiglia non era buona, tanto che il Comune, per aiutarli, aveva trovato alla vittima piccoli lavoretti.

La donna era seguita dagli assistenti sociali che non hanno mai avuto, però, il sospetto di violenze in famiglia. E a non aver nutrito sospetti su un ipotetico inferno familiare è anche il pastore della chiesa evangelica che la Salamone aveva seguito per un po'. "Si era allontanata dalla comunità - racconta -. Ma l'avevo rivista recentemente e mi aveva raccontato che pregava e leggeva le sacre scritture in casa con altre persone". Il sindaco del paese, Pino Virga, ha sospeso tutti gli eventi organizzati per il carnevale e indirà il lutto cittadino nel giorno delle esequie. "Non riusciamo a capire come sia stato possibile tutto questo. Lui era un uomo religioso e cercava di accontentare la moglie in tutto", hanno detto due parenti della vittima, arrivate in paese dopo la notizia.

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