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"Tutti i ragazzi saranno vaccinati a settembre a scuola. La terza ondata? Solo un'influenza"

Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, traccia le linee di quello che, a suo parere, accadrà nei prossimi mesi

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
'Tutti i ragazzi saranno vaccinati a settembre a scuola. La terza ondata? Solo un'influenza'

Nemmeno il tempo di portare a casa il decreto riaperture, il pubblico in presenza al Foro Italico e nella finale di Coppa Italia di calcio e fra poco ovunque, il via alle visite ai parenti nelle RSA, agli outlet, alle palestre e una serie di altre aperture, che culmineranno con i ristoranti anche al chiuso, che già il sottosegretario alla Salute Andrea Costa pensa già ai tasselli successivi.

I lettori di Tiscalinews hanno imparato a conoscere Costa in queste settimane: unico esponente nel governo dei centristi del centrodestra, è leader di Liguria Popolare, una lista civica ligure radicatissima nel territorio con consiglieri comunali sparsi in oltre cento Comuni della Regione (che sono 234 in totale) che alle elezioni regionali si è presentata in una federazione con Forza Italia. Ma il vero punto di riferimento di Andrea Costa è “Noi con l’Italia”, il movimento guidato dall’ex ministro dei Trasporti Maurizio Lupi.

Forte del suo essere democristiano di nascita e di Dna, Costa ha sviluppato in questi primi tre mesi da sottosegretario, ruolo che ricopre in tandem col senatore pentastellato Pierpaolo Sileri, un ottimo feeling anche con il ministro della Salute Roberto Speranza, che un sondaggio oggi ha incoronato come il più amato dell’esecutivo. E pure quello che racconta in questa conversazione con Tiscalinews nasce da colloqui anche con Speranza, che condivide queste idee di buonsenso e bandiere di Costa.

“Va bene tutto, vanno bene le vacanze, ci mancherebbe – spiega il sottosegretario di Noi con l’Italia – ma dobbiamo ragionare guardando sempre al futuro e pensando alla ripresa dell’anno scolastico a settembre, evitando di ricreare situazioni come quella dello scorso anno: in una parola, stiamo lavorando perché a settembre le scuole possano essere al sicuro. E il passo decisivo per realizzare questo importante obiettivo è la vaccinazione degli studenti nelle scuole”.

Il percorso è già tracciato. “Stiamo attendendo il via libera dell’EMA che dovrebbe dare l’ok al vaccino anche per i ragazzi under 16, in questa prima fase per la precisione per la fascia di età è quella fra i 12 e i 16 anni”.

E lo sguardo di Andrea Costa, fortemente proiettato nel futuro, però ha le sue radici nel passato dell’Italia, anche di quella in bianco e nero che fu una grande Italia: “A volte – spiega il numero due di Speranza – basta guardare alle cose buone fatte in passato nella grande storia del nostro Paese e fra queste c’era il vaccino che veniva somministrato nelle scuole: penso all’antivaiolosa o alle vaccinazioni contro la tubercolosi”.

L’Italia è cambiata nel frattempo, “ma questa modalità resterebbe la migliore: non ci sono problemi logistici o organizzativi e nemmeno di prenotazione, visto che sarebbe basata sulle liste degli iscritti a scuola. Ovviamente, anche in questo caso, come per i maggiorenni, senza obbligo vaccinale e su base volontaria. E’ un progetto bello, di buonsenso, fattibile, che non comporta problemi logistici e richiede poco tempo”.

E’ un progetto che ha ottime possibilità di arrivare a destinazione, esattamente come quello sulla gratuità dei tamponi per poter ottenere il Green Pass “e – spiega il sottosegretario alla Salute – offrire pieni diritti a tutti, da quello di poter spostarsi a quello di poter partecipare ad eventi subordinati al possesso di questo documento”.

Il ragionamento di Andrea Costa è molto semplice: “I modi per averlo sono tre: essere guariti dal Covid, essere vaccinati o essere in possesso di un tampone negativo recente. E quindi basta riflettere su alcune semplici circostanze: se ci si ammala di Covid si viene presi in carico dal servizio sanitario nazionale e curati; il vaccino è offerto gratuitamente a tutti, mentre il tampone è a pagamento per il cittadino, generando una disparità rispetto alle altre due circostanze, che può diventare anche economicamente rilevante in caso di famiglie numerose”.

Costa ha già dato anche le risposte alle possibili obiezioni rispetto alla gratuità dei tamponi: “Esattamente come avviene in Francia e Germania ovviamente la possibilità di fare tamponi gratuiti non sarà infinita, ma prevedo che ci sia un limite numerico per ciascun cittadino”.

L’altro limite sarà quello temporale, in modo che nessuno approfitti di questa possibilità ulteriore semplicemente perché non ha voglia di vaccinarsi: “Il limite che ho in mente – spiega il vice di Speranza – è il momento in cui tutti quanti si potranno vaccinare e la possibilità sarà offerta a tutti. Da qual momento in poi, tutti coloro che non vorranno vaccinarsi per scelta e non perché non è ancora il loro turno, ovviamente si pagheranno il tampone, visto che la ratio della gratuità verrebbe meno. Insomma, la misura è cosa buona e giusta, ma non deve essere presa da qualche furbo come disincentivo per la vaccinazione”.

E, visto che siamo in tema di vaccini e di immunizzazioni, il sottosegretario Costa fa anche il punto settimanale sulla situazione del virus. A partire dal rischio varianti, che fino a poche settimane fa erano sulla bocca di tutti anche con un certo effetto di “terrorismo mediatico”, mentre di cui ora non parla più praticamente nessuno: “Vede – spiega il numero due della Salute – è proprio la stessa definizione di variante che impedisce di dare una risposta definitiva su questo. Ma quello che possiamo già dire è che anche le varianti stanno reagendo bene ai vaccini”.

E il terzo richiamo? “Stiamo monitorando la situazione per fissare i tempi. Certo, il fatto che sia stata stabilita la validità di nove mesi per il Green Pass mi porta a pensare che si possa ipotizzare la terza dose del vaccino fra il decimo e il dodicesimo mese. Ma la scienza è in continua evoluzione e quindi le risposte che oggi sono assolutamente valide domani potrebbero essere superate dalla ricerca”.

Quello su cui invece Andrea Costa ha più certezze è che non si tornerà alle situazioni della prima e della seconda ondata: “E, in fondo, è il motivo per cui abbiamo lottato per superare l’indice Rt come indicatore principale della malattia. L’obiettivo di immunizzare le categorie più fragili, anziani e deboli, è stato raggiunto e ce lo dicono tutti gli indicatori, a partire dal numero dei decessi, per arrivare a quello del numero dei ricoverati in terapia intensiva”.

Insomma, la terza ondata, se mai ci dovesse essere, sarà molto diversa dalle precedenti: “E’ chiaro che se un ragazzo si ammala, esattamente come capita da sempre con i Coronavirus o con l’influenza stagionale, è molto diverso da una pandemia che colpisce categorie fragili”.

Insomma, stavolta, davvero, si dovrebbe poter dire: “E’ solo un’influenza”.

 

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