Folle episodio di violenza, testata in viso a un agente e morsi ad altri tre

Uno scalmanato coinvolto in un servizio contro lo spaccio ha aggredito gli equipaggi di ben due volanti di Torino. La preoccupazione di Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia

Poliziotti
Poliziotti (Foto Torino Oggi)
TiscaliNews

Due agenti trasportati all'ospedale San Giovanni Bosco. Il terzo non si è ferito grazie al giubbotto imbottito. Il tumulto è stato causato dalla rocambolesca fuga di un 21enne che non si è fermato per un controllo in Largo Giulio Cesare a Torino. Ne è scaturito una caccia all’uomo durata 10 chilometri, in cui il giovane ha guidato in contromano e senza rispettare i semafori. La vicenda avrebbe potuto avere risvolti molto più gravi.

“Ennesimo folle episodio di violenza, ieri sera a Torino, dove uno scalmanato coinvolto in un servizio contro lo spaccio ha aggredito gli equipaggi di ben due volanti, mandando due poliziotti in ospedale. Il soggetto, grande grosso e particolarmente agitato, non ha avuto remore a scagliarsi contro diversi agenti e ha continuato a dare in escandescenze rendendo necessario l’intervento di una terza pattuglia. Mentre attendiamo i provvedimenti dell’autorità giudiziaria, speriamo adeguatamente severi, rileviamo che Torino, come diverse altre città, è sempre più di frequente teatro di episodi di violenza cieca, e la situazione sempre più preoccupante. Urgono interventi seri”, ha sostenuto Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia, dopo che in largo Giulio Cesare, un presunto spacciatore ha opposto resistenza ferendo i 2 componenti di una volante, uno con un morso alla mano e l’altro con una testata al naso.

Anche il capo equipaggio dell’altra volante presente è stato morso a un avambraccio, ma non ha subito lesioni. Giunta una terza volante, anche in questo caso l’arrestato ha morso alla mano il capo equipaggio. “L’assurdità di quanto accaduto – ha aggiunto Mazzetti – mette in luce con chiarezza anzitutto la sfrontatezza con cui un soggetto non esita ad aggredire dei pubblici ufficiali nella convinzione che non subirà particolari conseguenze, e addirittura per affermare il messaggio che è meglio venga lasciato “in pace a lavorare”, come ebbe candidamente a dire in passato uno spacciatore pure fermato per un controllo. Di pari chiarezza è quanto indispensabile sia per gli operatori uno strumento come il taser che, nella sua fase di sperimentazione, ha dato risultati estremamente positivi consentendo di porre rapidamente fine a situazioni simili senza che neanche venisse utilizzato, ma solo mostrato”.

La sintesi del sindacalista è chiara: “Continuare a lasciare donne e uomini in divisa sguarniti e senza mezzi adeguati a difendere sé stessi e gli altri, e non mettere mano a un sistema che non punisce in maniera significativa chi li aggredisce vuol dire, di fatto, pretendere che gli appartenenti alle forze dell’ordine fronteggino una violenza sempre più arrogante lasciandoli però in balìa dei delinquenti, dei rischi professionali, delle ingiuste conseguenze legali che potrebbero subire. La domanda allora è: quanto vale la salute dei poliziotti?”.