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Inchiesta Liguria: Spinelli, i finanziamenti, il resort di lusso, la spiaggia. Cosa ha detto Toti ai magistrati

Il legale del presidente della Puglia, Savi, assicura che nei prossimi giorni presenterà istanza di revoca dei domiciliari. Nuovi stralci della memoria

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Il presidente Toti dopo l'arresto (Ansa)
Il presidente Toti dopo l'arresto (Ansa)

E' formato da 27 pagine dattiloscritte il verbale chiuso giovedì sera alle 20,01 dai pubblici ministeri Luca Monteverde e Federico Manotti che hanno interrogato per otto ore il governatore della Liguria Giovanni Toti accusato di corruzione e falso. "Con l'interrogatorio il presidente Toti ha spiegato quale sia stato il suo comportamento rispetto ai finanziamenti che sono avvenuti con la scrupolosa osservanza delle normative che lo regolamentano - ha detto l'avvocato Stefano Savi, che difende il presidente della Regione Liguria, in merito all'interrogatorio davanti ai pm -. Ha chiarito il significato delle richieste di finanziamenti a sovventori abituali che non erano collegate ad alcun tipo di favore e fatte in modo esplicito e diretto proprio nella convinzione di avere impostato i suoi interventi verso l'interesse pubblico". Intanto continuano ad emergere stralci della memoria che Toti ha depositato in concomitanza con l'interogatorio tenutosi giovedì nella caserma della Guardia di finanza di Genova. 

"Spinelli mi finanziava dal 2015"

"Non lo ricordo ma è possibile. Il gruppo Spinelli comincia a sostenere i miei comitati politici dal 2015 e questo rapporto è durato fino a ora. Voglio precisare che è possibile che avessi chiesto un finanziamento anche prima dell'incontro del 1 settembre 2021". Così il governatore ha risposto ai pm.  Il presidente della Liguria afferma però nel verbale di "non ricordare di preciso" cosa rispose Spinelli alla sua richiesta. "Mi avrà detto - dice ai magistrati - che avrà fatto come sempre (...) poi scendendo dalla barca chiamai la segretaria perché mandasse la documentazione a Spinelli per fare il versamento". Alla domanda dei pm su cosa significasse la parola 'normale' riferita al finanziamento, Toti ha risposto: "intendevo dire con la parola 'normale' che lo avrebbe fatto come sempre".

La correlazione Comitato portuale e finanziamento

Toti ha detto: "dal mio punto di vista non c'è alcuna correlazione, dato che Spinelli mi finanziava da lungo tempo. Dal punto di vista di Spinelli lui è 'uno che ci prova sempre'. Era comprensibile la sua insoddisfazione, Spinelli tutte le volte ti ricorda se puoi fare qualcosa per lui. Ripeto che non ho percepito alcuna correlazione". "Davo una buona notizia a Spinelli e cioè che il 29 andava all'ordine del giorno la sua pratica (della proroga del Terminal rinfuse, ndr) e gli reiteravo la richiesta di finanziamento. Non ho posto in relazione le due cose, al massimo era una captatio benevolentiae. Volevo far vedere che mi ero interessato per velocizzare la pratica". I magistrati avevano chiesto al governatore come mai il 17 settembre 2021 a Spinelli al telefono avesse ricordato che 'il 28 va la tua roba ricordati che sto aspettando una mano'".

Gli incontri con Spinelli e il figlio

Il governatore della Liguria avrebbe incontrato Aldo Spinelli e il figlio Roberto non solo sulla barca dell'imprenditore ma anche in Regione, per la questione della spiaggia di punta dell'Olmo: "è possibile ma non me lo ricordo" ha risposto.
E proprio sulla barca, Toti ha sottolineato di averla "frequentata parecchie volte perché viene usata abitualmente da Aldo Spinelli per incontrare le persone. Non ricordo un particolare motivo per l'incontro del 1 settembre 2021 se non quello di tenere rapporti con uno dei maggiori operatori economici portuali. Non ricordo di chi fu l'iniziativa di quell'incontro".

L'investimento di Punta Olmo

Il pranzo su quella barca riguardava, secondo l'accusa, proprio la richiesta di Spinelli di intervenire per la spiaggia di Punta dell'Olmo dove l'imprenditore voleva realizzare un resort di lusso. Investimento di cui i due imprenditori avevano parlato più volte, ha detto Toti ai pm: del fatto che "la struttura che stavano recuperando avesse bisogno dell'utilizzo della spiaggia prospiciente, me ne hanno fatto cenno più volte". Gli Spinelli ritenevano, si legge nel verbale, "che un investimento così importante in termini di capitali avesse la necessità di poter contare sulla spiaggia davanti alla struttura. In questo caso, come in altri casi del tutto analoghi come Villa Zanelli a Savona, la mia posizione era che la pretesa, se conforme alla legge, poteva essere sostenuta".

La spiaggia

I pm chiedono ad un certo punto perché abbia telefonato ad Alessandro Bozzano (il capogruppo della Lista Toti in Regione Liguria, ndr). E il governatore risponde: perché è "la persona che meglio mi poteva dare il quadro complessivo della situazione". Quanto alla frase - "bisogna trovare una soluzione per la spiaggia di Punta dell'Olmo" - Toti ha risposto: "volevo dire che, sempre se la normativa l'avesse consentito, sarebbe stato bene anche secondo il nostro indirizzo politico venire incontro alla richiesta di Spinelli.  Al contrario preme sottolineare che la spiaggia in questione è tutt'ora una spiaggia libera, segno che la mia attenzione si limitava al mero interessamento sulle possibilità esperibili per legge per aiutare l'investimento, nel pubblico interesse"

Toti: "I Testa incontrati solo due volte"

"Ho avuto occasione di incontrare i fratelli Testa al massimo due volte. Il loro interesse era rivolto all'attenzione possibile per una comunità, quella Riesina, spesso soggetta a tutte le difficoltà legate ad immigrazione e integrazione in regioni diverse. Certamente ho dato mandato ai miei collaboratori di dare loro attenzione nei termini di legge. Ma mai di offrire utilità in cambio di voti. La mera generica promessa di una condizione personale e sociale migliore - ha scritto il governatore - non può essere considerata quale merce di scambio ma consueto frutto dell'attività politica, specie in periodo elettorale".

"Alla fine di una lunga ricostruzione - ha scritto Toti -, nessuna utilità specifica è andata alla comunità riesina, né in posti di lavoro né altro. Trattandosi come si evince dalle stesse indagini di persone insistenti per comportamenti ed espressioni, possibile che alcune battute anche tra me e lo staff siano state interpretate fuori dal contesto con cui il tema dei riesini veniva affrontato nelle riunioni".

Le dimissioni

"Sono un tema politico e non tocca a me trattarlo". Così l'avvocato Stefano Savi prima di entrare in tribunale ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano quale sarebbe stato il futuro politico del governatore della Liguria, agli arresti domiciliari con le accuse di falso e corruzione, che ieri è statao sentito per 8 ore dai magistrati titolari dell'inchiesta. Si tratta di "una decisione che non può prendere da solo - ha concluso - ma che può arrivare solo dopo un confronto e un accordo con le altre parti della sua maggioranza".

La richiesta di revoca dei domiciliari

"Stiamo ancora decidendo se depositare istanza di revoca dei domiciliari", ha detto il legale. A Toti sono state sottoposte oltre 100 domande dai magistrati Luca Monteverde e Federico Manotti con il procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati. "Vogliamo sondare anche i pubblici ministeri. Il primo passaggio è capire la loro posizione. Le cose, nei processi penali, non vanno fatte di fretta ma con calma - ha concluso Savi -. In questi casi la fretta non porta mai a cose buone".

 

I magistrati sentono il presidente di Iren 

I pm Luca Monteverde e Federico Manotti hanno sentito come persona informata dei fatti il presidente di Iren Luca Dal Fabbro sulla consulenza affidata da Paolo Emilio Signorini, ex ad di Iren, a Mauro Vianello, presidente di Ente Bacini ora interdetto dalla gip Paola Faggioni perché accusato di corruzione. Una volta arrivato in Iren - secondo l'accusa della Procura - Signorini avrebbe usato il suo ruolo per scegliere come consulente Mauro Vianello. Un contratto che è stato sospeso da Iren dopo l'indagine. Secondo l'accusa, la consulenza era stata affidata a Vianello in cambio dei favori e dei regali di quest'ultimo a Signorini, come il pagamento del catering del matrimonio della figlia per oltre 6.500 euro.

 

 

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