Mattia Tarelli, un italiano nello staff di Hillary Clinton: "È una grande statista"

Ventisei anni, milanese, liceo classico al Beccaria, studi di giurisprudenza alla Statale e master alla New York University

Mattia Tarelli, un italiano nello staff di Hillary Clinton: 'È una grande statista'
Il ventiseienne Mattia Tarelli con Hillary Clinton
TiscaliNews

 “Ai miei tempi, quelle erano scuole serie” continueranno ad affermare le vecchie generazioni guardando le nuove. E se un connazionale dimostrerà di avere un certo talento, di lui diranno: “Il solito stellone italico”. Una sciocchezza tira l’altra, insomma. La storia del ventiseienne Mattia Tarelli, ex liceale, laurea in giurisprudenza, è emblematica: un anno fa è diventato dottore, oggi fa parte dello staff di Hillary Clinton per le presidenziali. Per merito.

Ha sempre fatto politica

“Per uno come me che fa politica dai tempi della scuola, iscritto al Pd a 17 anni, arrivare alle presidenziali americane è il sogno”, ha spiegato a Federica Cavadini, cronista del Corriere della Sera. Nel suo caso, niente stellone dunque, ma solo tanto spirito di iniziativa.  “Sono l’unico italiano nello staff che è al 99% americano. Come è andata? Invio la domanda a luglio, con presentazione anche di Stefano Boeri perché avevo seguito la sua campagna da candidato sindaco. A dicembre mi arriva la mail e a gennaio sono in Iowa”.  Se Hillary vince in quello Stato qualche merito ce l’ha anche lui.

Da marzo è negli uffici di New York

Così ci riprova, ripresenta la domanda, lo riprendono: da marzo è negli uffici di New York di Brooklyn Heights. Sulla pagina Facebook Mattia ha il selfie con Hillary come foto del profilo. E non si contano i tweet sulla sua candidata. Per il giovanotto è la Clinton è persona più qualificata per fare il presidente degli Stati Uniti. È negli uffici di Brooklyn due giorni alla settimana Mattia (“Contratto da venti ore perché se non frequento l’università perdo il visto”). Posizione “stagista”, stipendio “gratis”, ed è entusiasta, scrive Cavadini. “Tanti vorrebbero essere al mio posto — dice —. Ricevo decine di mail da universitari italiani che vogliono venire a dare una mano, tenterò di organizzare un programma per settembre. Prima però dobbiamo vincere le primarie”. Ad maiora Matteo.