Al via i test d'ingresso in Sardegna, ma negli scali è già caos. Governo pronto a impugnare l'ordinanza

Pochi i viaggiatori muniti di certificato di negatività e chi ce l'ha non sa a chi consegnarla. Dove sono gli addetti? Vige la confusione mentre il Boccia e Speranza valutano il ricorso al Tar

Al via i test d'ingresso in Sardegna, ma negli scali è già caos. Governo pronto a impugnare l'ordinanza
TiscaliNews

Viaggiatori in arrivo in Sardegna con certificazione di negatività al Covid o invitati a fare il test entro 48 ore dall'arrivo: l'ordinanza regionale entrata in vigore lunedì 14 sta già mostrando tutte le sue falle. Al di là delle polemiche che hanno accompagnato l'ordinanza voluta dalla giunta Solinas, la realtà è che negli aeroporti e nei porti sardi vige il caos. E' negli scali infatti che, secondo la norma, dovrebbe essere effettuato il controllo sulle persone in ingresso. Ma i viaggiatori con la certificazione del test anti Covid in mano sono poche e chi vorrebbe consegnarla, non sa a chi rivolgersi: non pervenuti gli addetti per il ritiro. 

Qualcuno che non ha provveduto prima della partenza chiede di effettuare il test in aeroporto. Ma i controlli immediati con personale Ats al momento sono solo per i passeggeri che arrivano da Croazia, Grecia, Malta e Spagna. L'unico faro per chi arriva oggi all'aeroporto di Cagliari-Elmas è un banchetto sistemato al reparto arrivi: distribuisce un foglio con le indicazioni utili per trovare nelle vicinanze una struttura che esegue i test obbligatorio dopo l'ordinanza della Regione Sardegna entrata in vigore oggi.

"Al numero verde non risponde nessuno"

La prima cosa da fare è chiamare un numero verde indicato nelle informazioni per comunicare il proprio arrivo e la volontà di sottoporsi al tampone entro 48 ore. Ma, denunciano alcuni passeggeri, "non risponde nessuno". Poi l'impegno ad osservare l'isolamento fiduciario sino all'esito della verifica anti coronavirus. Le prime reazioni? Sbigottimento. "Non ho fatto il test perché - spiega un viaggiatore appena sbarcato da Milano non ne sapevo nulla". Tutti pronti a sottoporsi ai controlli secondo le modalità indicate nel foglietto. Ma più di uno si lamenta: "Bisognava gestire meglio la situazione sotto il profilo organizzativo", dice un altro passeggero arrivato dalla Lombardia.

Qualcuno che aspetta racconta le esperienze di familiari sardi sbarcati a Fiumicino nei giorni scorsi: "Ai miei nipoti - svela una pensionata - sono bastati dieci minuti per effettuare il test a Roma in una struttura pubblica". L'ordinanza non ha fermato una coppia in viaggio di nozze, che però è abbastanza scettica: "Se fanno l'ordinanza a fine settimana, come facciamo a fare il test? Speriamo che facciano tutto al villaggio vacanze".

Il governo pronto per l'impugnazione

Il Governo sta valutando se impugnare l'ordinanza della Regione Sardegna che prevede da lunedì test obbligatori entro 48 ore per chi sbarca senza certificato di negatività al Covid 19. Secondo fonti del Pd sardo, si sta considerando l'opportunità di presentare ricorso al Tar della Sardegna nelle prossime ore. Ma ancora è in corso l'approfondimento giuridico nel quale sono impegnati i ministri degli Affari regionali e della Salute, Francesco Boccia e Roberto Speranza, con l'Avvocatura dello Stato. L'apertura dell'istruttoria era stata annunciata due giorni fa da Boccia intervenendo alla Festa dell'Unità di Reggio Emilia. La verifica della legittimità del provvedimento riguarda soprattutto la sua presunta mancanza di aderenza all'articolo della Costituzione che prevede la libera circolazione delle persone nel territorio nazionale.