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Terremoto nelle Marche, la scossa più forte di 5.7, poi 70 repliche. Gente in strada, paura e danni

In diverse città marchigiane sono state precauzionalmente sospese le lezioni scolastiche e universitarie. Il sisma è stato avvertito in molte regioni del centro-nord, anche a Roma

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Due scosse di terremoto molto forti, poco dopo le 7, sono state percepite in varie zone delle Marche. Da Ancona a Fano e Urbino: sono molte le città in cui le case hanno tremato durante le scosse durate diversi secondi anche se nessun comune si è trovato nel raggio dei 20 km dall'epicentro individuato al largo della costa marchigiana, nella provincia di Pesaro Urbino, a una profondità di 8 km.

Dopo la scossa di magnitudo Richter 5.7 altre 70

Sono state circa 70 le scosse di aftershock registrate dopo il sisma di magnitudo Richter 5.7 avvenuto alle 07:07 davanti alle coste marchigiane, la più forte pochi minuti dopo con magnitudo Richter 5.2. Le repliche seguono un decadimento graduale ma non è mai possibile escludere riattivazioni di piani di faglia, sottolinea presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Carlo Doglioni. "Le nostre capacità previsionali sono su base statistica, modelli secondo i quali si ha un decadimento graduale con una serie di scosse che seguono quella principale".

Oltre 1000 le chiamate al 112

"Girano video che fanno capire l'intensità della scossa percepita nella nostra Regione e alcuni danni, ad esempio, quelli alla stazione di Ancona dove si vedono cadere dei pezzi di muratura nella prossimità delle pensiline", ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, in un punto stampa sul terremoto, aggiungendo che servono quindi "verifiche attente". "Sono state oltre 1000 le chiamate al 112 per gli edifici privati e per segnalazioni di minore intensità", ha fatto sapere ancora Acquaroli ricordando che dopo la prima scossa "abbiamo subito allertato il sistema di protezione civile, le prefetture, i vigili, i Comuni, e consigliato a tutti la chiusura delle scuole soprattutto nelle province di Ancona e Pesaro Urbino per fare una verifica degli edifici".

Video

Dopo le scosse in corso le verifiche

Sisma avvertito in tutta l'Italia Centro-Settentrionale

Il sisma è stato avvertito distintamente in quasi tutta l'Italia centro settentrionale. A Bologna e in Romagna la scossa è stata sentita specialmente ai piani alti delle case. Diverse segnalazioni oltre che da Bologna anche da Rimini, Ravenna, Cesena, ma anche in Umbria e nel Lazio.

Ingv: "Nessuna allerta tsunami"

Per il sismologo Alessandro Amato, responsabile del Centro Allerta Tsunami dell'Ingv, non c'è nessuna allerta tsunami, ma come avviene per terremoti di magnitudo superiore a 5.5, l'Ingv ha mandato alla "protezione civile un messaggio di informazione da diramare alle autorità locali" per favorire verifiche anche sulla costa. L’esperto ha spiegato che il terremoto avvenuto sulla costa marchigiana, "è più simile, come tipo di movimento e di strutture geologiche, ai terremoti avvenuti in Emilia nel 2012". "Non si tratta della magnitudo più alta registrata in quell'area, già nel 1930 ci fu il cosiddetto terremoto di Senigallia e, nei primi del '900, un sisma a Rimini con magnitudo intorno a 6". "Come sempre accade in questi casi, ci sono state scosse di assestamento e le repliche avvengono per un periodo tanto lungo tanto più il terremoto è forte - osserva - Per una scossa di questo tipo, le repliche dureranno diversi mesi, nella maggior parte dei casi non saranno avvertite e le scosse più forti saranno di meno. Vedremo l'evoluzione".

Segnalati danni

Nelle Marche gente in strada e tante segnalazioni ai vigili del fuoco di crepe e fessurazioni nelle pareti di abitazioni sono arrivate ai vigili del fuoco. In particolare i vigili del fuoco di Ancona segnalano che la clinica privata Villa Igea sta evacuando parzialmente la struttura. A Palazzo delle Marche, sede dell'Assemblea legislativa, sono caduti alcuni frammenti di intonaco negli uffici. Nel frattempo il personale del Consiglio regionale delle Marche è stato invitato a rimanere a casa in lavoro agile.  Al Vvf arrivate anche segnalazioni di ascensori bloccati e caduta di calcinacci. Intanto molti sono scesi in strada e c'è molta paura tra la popolazione.

I lampioni come fuscelli

"I lampioni di illuminazione pubblica oscillavano come fuscelli, tutto tremava forte, una sensazione terribile e la gente si è riversata in strada". La testimonianza di un abitante di Fano (Pesaro Urbino) dopo le forti scosse di terremoto. 

Scuole chiuse

In diverse città delle Marche sono state precauzionalmente sospese le lezioni scolastiche e universitarie. In particolare a Fano, Pesaro, Senigallia e Ancona scuole chiuse le scuole di ogni ordine e grado. La sindaca di Ancona Valeria Mancinelli, ha comunicato che "in via precauzionale vengono sospese le lezioni di tutte le scuole della città, di ogni ordine e grado, dai nidi alle superiori. Anche l'Università resta chiusa. A Pesaro docenti e studenti dell'istituto tecnico professionale Benelli sono all'esterno della scuola e non entrano nelle classi per ragioni di prudenza. Stessa situazione anche all'istituto Bramante Genga.

Riprendono a circolare i treni 

Dalle 11.50 è ripresa la circolazione ferroviaria sulle linee Adriatica, Ancona-Roma e Rimini-Ravenna, sospesa in via precauzionale dalle ore 7.15 a seguito di una scossa di terremoto che ha interessato la zona. Lo comunica, in una nota, Rfi spiegando che "la circolazione è stata riattivata dopo i controlli previsti dalle normative di sicurezza sullo stato della linea da parte dei tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS)".

'Le trivellazioni non c'entrano"

"Il terremoto avvenuto in mare questa mattina a poco più di 30 chilometri da Fano e Pesaro è uno dei più forti avvenuti in quest'area dal Novecento. Ma è anche un evento che possiamo considerare normale per la nostra regione: la fascia costiera e marina è infatti una delle tre zone sismo-tettoniche delle Marche". Così il presidente dell'Ordine dei Geologi delle Marche Piero Farabollini, secondo cui "ipotesi che il sisma sia stato causato dalle trivellazioni in mare alla ricerca di gas e idrocarburi è da escludere".

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