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Terremoto in Toscana, forte scossa e paura anche in Emilia. Persone in strada e controlli in corso

Il sisma di magnitudo 4.8 ha colpito nelle primissime ore del mattino con epicentro a Marradi, in provincia di Firenze. Avvertito fino a Forlì

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L'epicentro del sisma nel grafico mostrato dall'edizione regionale del Tg3 Rai (da Facebook)
L'epicentro del sisma nel grafico mostrato dall'edizione regionale del Tg3 Rai (da Facebook)

La forte scossa, la paura, le persone in strada. Il terremoto con magnitudo di 4.8 ha svegliato alle 5:10 del primo mattino gli abitanti di diverse zone di Toscana ed Emilia, con epicentro a Marradi a una profondità di 8,4 chilometri. Molte persone sono corse via dalle case per riversarsi in strada, spaventate e allarmate dalla scossa. Sono in corso accertamenti ma per ora non risultano danni consistenti a cose e persone.

Curcio: "Verifiche per tutta la giornata"

Il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha dichiarato che per ora "non risultano danni importanti" e che le verifiche sul territorio interessato dal sisma proseguiranno per tutta la giornata. Lo sciame sismico seguito alla prima forte scossa ne ha compreso una seconda di magnitudo 3.3. e altre ancora meno intense, con epicentro a Tredozio, in provincia di Forlì-Cesena. Secondo l'Igvn, l'osservatorio nazionale sugli eventi sismici, sono attesi altri eventi nelle prossime ore

Ritardi sulla rete ferroviaria

"Ritardi e cancellazioni sulla rete ferroviaria per verifiche di stabilità. Interrotta la linea Pontassieve - Borgo S. Lorenzo da Pontassieve. - scrive su Facebook il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.- Interrotta la Firenze - Faenza fino a Vaglia. Deviata l'alta velocità sulla vecchia linea direttissima (linea da Prato)".

Causato da uno stiramento dell'Appennino

Il terremoto di magnitudo 4.9, registrato alle ore 05,10 italiane nella provincia di Firenze, è dovuto allo stiramento dell'Appennino: "È un meccanismo caratteristico di quest'area che sta a cavallo tra Toscana ed Emilia-Romagna", spiega  Romano Camassi, sismologo della sezione di Bologna dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. "Finora sono state avvertite una cinquantina di scosse, la maggioranza delle quali sotto una magnitudo di 2.0. Si tratta di una sequenza abbastanza tipica - continua Romano - ma non possiamo prevedere quanto durerà e se ci saranno o meno altri eventi simili a quello più importante".

L'epicentro

L'epicentro del terremoto, localizzato ad una profondità di 8,4 chilometri, è stato individuato circa 42 chilometri a Nord di Firenze, a Sud-Ovest del comune di Marradi. Alle ore 4.38 una scossa di intensità 3.3 è stata registrata dall'Ingv a 4 Km a sud ovest di Marradi, nell'Appennino Tosco-Emiliano, nella parte estrema della provincia di Firenze. Un'altra scossa, di intensità più forte, 4.8, alle 5.10 di lunedì 18 settembre 2023, si è sentita anche in provincia di Firenze. Alle 5.16 una scossa registrata a 4 km a ovest di Tredozio, in provincia di Forlì Cesena, è risultata di magnitudo 2.8. Alle 5.17 si è verificata una scossa di assestamento a Marradi (magnitudo 2). E' stato attivato il Centro operativo comunale di Marradi. La Sala di Protezione civile della Città Metropolitana di Firenze sta monitorando la situazione.

Scuole chiuse

Il sindaco di Marradi, Tommaso Triberti, ha stabilito la chiusura della scuola in via precauzionaleScuole chiuse anche nel comune di Firenzuola e di borgo San Lorenzo per la giornata di oggi lunedì 18 settembre. "A seguito del terremoto e del perdurare dello sciame sismico, è stata disposta la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado nel comune di Firenzuola e di borgo San Lorenzo in via precauzionale per la giornata di oggi lunedì 18 settembre", comunica dalla sua pagina Facebook il sindaco di Firenzuola, Giampaolo Buti.

Scossa avvertita anche in Romagna, crepe in alcune case

La scossa è stata avvertita distintamente in varie zone della vicina Romagna colpita dall'alluvione di maggio, in particolari nelle zone interne delle province di Forli-Cesena e Ravenna. I vigili del fuoco di Forlì stanno facendo controlli per crepe in alcune case, al momento non risultano persone coinvolte. Molte le chiamate alla sala operativa di cittadini spaventati. Si stanno facendo verifiche su segnalazioni di danni.

L'arrivo di Mattarella

La grande paura che si è diffusa fra Toscana ed Emilia-Romagna per le scosse di terremoto arriva nella giornata in cui è attesa la visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Forlì, in occasione dell'apertura dell'anno scolastico. Il presidente della regione, Eugenio Giani, ha scritto su Twitter: "Sono in corso scosse di assestamento, stiamo verificando eventuali danni". I Vigili del Fuoco stanno eseguendo controlli su alcuni immobili che hanno riportato crepe per via dell'evento sismico. Scuole chiuse per precauzione a Borgo San Lorenzo, nel Mugello in provincia di Firenze, e a Modigliana nel forlivese, nel territorio già martoriato dalle frane durante l'alluvione di maggio. 

I precedenti

Analizzando la sismicità recente in un'area di 30 chilometri intorno a questa località, dal 2000 ad oggi si sono verificati altri 7 eventi di magnitudo superiore a 4.0: il più forte risale al 14 settembre 2003 vicino Loiano, in provincia di Bologna, con magnitudo 5.2. "Purtroppo non abbiamo un quadro del tutto completo della storia sismica della zona, poiché i dati vengono registrati in maniera accurata solo a partire dagli ultimi 200 anni - aggiunge il ricercatore dell'Ingv - ma si tratta senz'altro di un settore dell'Appennino a sismicità elevata".  Sono due i forti terremoti del passato più vicini all'area della sequenza sismica di queste ore, entrambi con epicentro nella zona del Mugello (circa 25 chilometri a Nord di Firenze): l'evento del 13 giugno 1542, con magnitudo stimata di 6.0, e quello del 29 giugno 1919, di magnitudo 6.4. Quest'ultimo, in particolare, è uno dei più importanti terremoti italiani del XX secolo, e uno dei più forti ad oggi conosciuti con epicentro nell'Appennino settentrionale. Il terremoto avvenuto oggi risulta essere relativamente vicino anche a quelli dell'Appennino Tosco-Romagnolo, in particolare al sisma del 22 marzo 1661 (magnitudo 6.05) e del 29 ottobre 1725 (magnitudo 5.67). 

 

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