Tav: arriva il dossier costi-benefici, non conviene. Gli esperti del ministero: "Costa 7 miliardi di troppo"

Pubblicato sul sito del ministero delle Infrastrutture il dossier sulle cifre dell'opera. Salvini: "Non l'ho ancora letto". Toninelli: "Cifre impietose, deciderà il governo"

Tav: arriva il dossier costi-benefici, non conviene. Gli esperti del ministero: 'Costa 7 miliardi di troppo'
TiscaliNews

E' terminata l'attesa per conoscere l'analisi costi-benefici sulla Torino-Lione commissionata dal governo. Sul sito del ministero delle Infrastrutture è stato pubblicato il testo. "L'analisi condotta - scrivono nelle conclusioni gli esperti del Mit - mostra come, assumendo come dati di input relativamente alla crescita dei flussi di merce e dei passeggeri e agli effetti di cambio modale quelli non verosimili contenuti nell'analisi costi-benefici redatta nell'anno 2011, il progetto presenta una redditività fortemente negativa".

IL DOCUMENTO INTEGRALE

L'analisi

Il documento pubblicato oggi sul sito del Mit delinea uno scenario di domanda più realistico rispetto a quello tratteggiato dall'Osservatorio 2011. Uno scenario che si che si differenzia da quello di 8 anni fa per questi elementi: vengono dimezzati i flussi di merce attratti dal modo stradale; si assume che la diversione modale avvenga su percorsi non superiori ai 500 km in territorio italiano e francese e non si verifichi (o non sia attribuibile direttamente al progetto) per le tratte più periferiche (ad esempio internamente alla Slovenia); si assume un tasso di crescita dei flussi di merci e di persone pari all'1,5% (invece del 2,5%); per i passeggeri la domanda generata per il segmento di lunga percorrenza viene assunta pari al 50% di quella esistente (invece del 218%) e quella dei passeggeri regionali al 25% (invece del 50%).

E' in questo scenario, dunque, che il vane risulta pari rispettivamente a -6.995 milioni considerando i costi ''a finire'' e a -7.949 milioni qualora si faccia riferimento al costo intero. Il risultato calcolato dall'analisi dimostra inoltre che "con riferimento all'impatto sulle finanze pubbliche degli Stati interessati, il costo da sopportare in caso di realizzazione del progetto non è rappresentato dalla somma dei soli costi di investimento e di gestione; a questi devono infatti essere sommate le minori accise che portano il bilancio complessivo da 10 a 11,6 miliardi (flussi attualizzati) nello scenario ''realistico'' e a 16 miliardi in quello 'Osservatorio 2011'".

La relazione spiega poi che "l'analisi condotta mostra come, assumendo come dati di input relativamente alla crescita dei flussi di merce e dei passeggeri e agli effetti di cambio modale quelli non verosimili contenuti nell'analisi costi-benefici redatta nell'anno 2011, il progetto presenta una redditività fortemente negativa". E ancora: "Gli Stati subiscono una perdita netta di accise che supera 1,6 miliardi e i concessionari una riduzione delle entrate da pedaggio, al netto della riduzione dei costi per la minore usura della infrastruttura, che sfiora i 3 miliardi".

La mini-tav

Nel passaggio in cui si focalizza sull'eventuale progetto più 'leggero', la 'mini Tav', della linea ferroviaria Torino-Lione si legge invece che in caso di mancata realizzazione della tratta Avigliana - Orbassano i mancati benefici per i passeggeri regionali risulterebbero pari a 305 milioni. Il Vane con costi ''a finire'' ammonterebbe a -6.138 milioni e quello calcolato con riferimento al costo intero a -7.093 milioni. La componente positiva più rilevante è quella relativa alla riduzione delle esternalità ambientali e di sicurezza che risulta pari a circa 1,8 miliardi cui si somma un miliardo di diminuzione dei costi di congestione. I benefici economici per le merci si attestano intorno agli 1,4 miliardi e quelli per i passeggeri a 1,2 miliardi mentre i maggiori profitti per gli operatori ferroviari - nell'ipotesi di un assetto non concorrenziale del trasporto passeggeri - sono inferiori ai cinquanta milioni.

Costi penali

Quanto ai costi, secondo l'analisi tecnico-giuridica, in caso di scioglimento dei contratti sottoscritti per la Torino-Lione, risultano difficili da determinare "in maniera netta". Su questo calcolo, infatti, pesa "la variabile costituita dall'esistenza di più soggetti sovrani che dovrebbero inevitabilmente considerare in sede negoziale le rispettive posizioni". In particolare, i fondi già versati dall'Ue che potrebbero essere richiesti in restituzione ammontano ad oggi a 535 milioni di euro e rappresentano il massimo ipotizzabile.

Toninelli: "Numeri impietosi"

"Stiamo parlando di costi che, su un trentennio di esercizio dell'opera, superano i benefici di quasi 8 miliardi, spiega il ministro delle infrastrutture, tenendo conto del solo esborso per il completamento. Una cifra che scende appena a 7 miliardi se si considera uno scenario più 'realistico' di crescita dell'economia, dei traffici e di cambio modale". La decisione, ora, "come è naturale che sia, spetta al Governo stesso nella sua piena collegialità", aggiunge il ministro, che poi chiarisce: "La valutazione negativa della Torino-Lione che emerge dall'analisi, voglio dirlo in modo chiaro, non è contro la Ue o contro la Francia. Essa si configura piuttosto come un prezioso elemento di informazione per indicare a tutti gli interlocutori l'opportunità di verificare se esistano impieghi migliori delle risorse che sarebbero destinate al progetto". "Voglio ribadirlo - sottolinea il ministro -. Lione è una bellissima città, ma è evidente che ci siano altre priorità infrastrutturali in questo Paese".

Lega: la tav va fatta

"L'analisi costi-benefici è solo una parte degli approfondimenti che deve compiere il ministero - dice Alessandro Morelli, presidente della Commissione Trasporti della Camera - ne prendiamo atto, ma la questione del fare o non fare la Tav rientra nel complesso di una valutazione che va fatta su più elementi, l'ultima decisione deve essere politica e noi ci assumeremo la nostra responsabilità davanti agli italiani". "Questa è la posizione di tutto il mio partito, di tutta la Lega - sottolinea - la Tav va fatta".

Opposizione all'attacco

L'opposizione intanto va all'attacco. Non stupito dai numeri contenuti nell'analisi, il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, torna a sollecitare l'esecutivo giallo verde a decidere sottolineando che "ora è chiaro chi vuole mettere il Piemonte in un angolo". "I numeri negativi dell'analisi costi-benefici non stupiscono - commenta Chiamparino -. Per fare una battuta, considerata la nota predilezione del professor Ponti per il trasporto su gomma rispetto a quello su rotaia, affidargli lo studio è stato un po' come affidare a Dracula la guardiania della banca del sangue". "Ora che l'analisi c'è, il governo Conte-Salvini-Di Maio si assuma la responsabilità di decidere" conclude Chiamparino. Dura anche la leader di Fratelli D'Italia, Giorgia Meloni, che liquida l'analisi come "una buffonata degna solo del Movimento 5 Stelle".