Il Tar Sardegna dice "no" al reintegro: senza stipendio 173 sanitari no vax. Raffica di sospensioni in tutta Italia, il caso Sicilia

Per il tribunale amministrativo della Sardegna alla base dell'impugnativa "presupposti insussistenti". In Piemonte l'Ordine sospende 95 medici e odontoiatri, il Veneto manda a casa 17 medici di famiglia. Ma la situazione più critica si registra in Sicilia

Il Tar Sardegna dice 'no' al reintegro: senza stipendio 173 sanitari no vax. Raffica di sospensioni in tutta Italia, il caso Sicilia
(Foto Ansa)

Il "no" al reintegro per 173 sanitari che hanno rifiutato la vaccinazione anti-Covid è arrivata attraverso un'ordinanza del Tar della Sardegna che ha respinto l'istanza sospensiva cautelare sollevata da medici, infermieri e oss dipendenti di alcune strutture dell'Isola contro la decisione dell'Ats Sardegna di allontanarli dal lavoro. "Presupposti insussistenti per disporre la sospensione dei provvedimenti impugnati", hanno scritto i giudici amministrativi che hanno rimandato la decisione nel merito alla sentenza che arriverà in un secondo momento. L'ordinanza del giudice amministrativo dà poche speranze per il futuro: sanitari a casa, senza stipendio, esattamente come stabilito dall'Autorità sanitaria in applicazione della normativa nazionale. 

Il Tar respinge il ricorso dei medici

"Le eccezioni preliminari prospettate dalle amministrazioni resistenti - si legge nell'ordinanza - appaiono nella valutazione propria della fase cautelare suscettibili di favorevole apprezzamento e che le stesse incidono sull'ammissibilità (anche) delle questioni di costituzionalità prospettate sotto il profilo della carenza di interesse al ricorso". L'Autorità sanitaria ha deciso per la sospensione in applicazione dei decreti di aprile che impongono al personale sanitario la vaccinazione, al fine di evitare che pericolosi focolai, come già accaduto in passato, possano scoppiare all'interno delle strutture ospedaliere e di cura in generale mettendo a repentaglio la salute dei pazienti e dei lavoratori stessi.

E lo ha fatto, come si legge, accogliendo contestualmente le opposizioni delle amministrazioni interessate, tra cui la citata Ats, l'ordine degli infermieri e l'Anci insieme al sindaco di Quartu Sant'Elena, Graziano Milia. Il Tar era stato investito della questione dagli stessi lavoratori - come accaduto in casi analoghi in altre Regioni - che auspicavano il respingimento del provvedimento e la possibilità di tornare a lavoro nonostante la mancanza della protezione anti-Covid. 

La situazione nelle altre Regioni

Ma il caso Sardegna non resta isolato. Sanitari sospesi dal lavoro si contano in molte Regioni e non è propriamente una buona notizia, vista la carenza cronica di operatori e professionisti che si registra negli ospedali italiani e nella medicina di base. In Piemonte è intervenuto ieri l'Ordine professionale di Torino, che ha ratificato la sospensione dei primi 95 iscritti per l’inosservanza dell’obbligo vaccinale prevista dalla legge per il personale sanitario. Di questi, rende noto l'organismo di categoria, 71 sono iscritti all’Albo dei Medici, 12 all’Albo degli Odontoiatri, 12 appartenenti ad entrambi gli elenchi.

Numeri variabili se si tiene conto che di fatto in tutte le Ragioni si sta provvedendo ad individuare e sanzionare sanitari che rifiutano la vaccinazione. In Veneto si registra la sospensione di 17 medici di famiglia che si sono rifiutati "immotivatamente" di sottoporsi al vaccino, mentre in Sicilia la situazione appare addirittura drammatica visti gli altissimi numeri. 

Il difficile caso siciliano

Sono circa 3 mila infatti tra sanitari e infermieri coloro che nell'Isola della Trinacria hanno sviato l'obbigo vaccinale e 800 nella sola provincia di Palermo. Di questi 295 sono medici e odontoiatri, 278 infermieri, 142 tecnici di radiologia medica, 78 farmacisti e 36 veterinari: un esercito di sanitari "inabili" al lavoro secondo la legge che rischia di paralizzare l'intera macchina sanitaria siciliana. A cui si aggiunge un altro esercito, scrive il Giornale di Sicilia, di 556 medici che non si sono muniti della Pec, ovvero lo strumento di posta elettronica certificata utilizzato dall'Asp per fare le dovute comunicazioni e verifiche sull'avvenuta vaccinazione anti-Covid. 

Oltre i "non pervenuti" siciliani, che potrebbero far salire il dato, i 295 camici bianchi riluttanti rappresentano circa il 20% dei medici ancora non protetti dalla vaccinazione su un totale italiano che, secondo la Federazione degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, ammonterebbe a circa 1500