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Se nella struttura di lusso di Taormina i neonati non sono graditi: la grottesca storia nel giorno dell’Epifania

Il fatto sarebbe avvenuto in una struttura lussuosa, centrale e priva di cartelli esterni che segnalino il divieto

Claudio Cordovadi Claudio Cordova   
Se nella struttura di lusso di Taormina i neonati non sono graditi: la grottesca storia nel giorno dell’Epifania

L’ultimo giorno delle feste. Un aperitivo in un luogo da sogno, ma, poi, l’invito, cortese, ma netto, da parte del personale: abbandonare il locale, perché il neonato di sei mesi al seguito in quella struttura non sarebbe “gradito”. La location del “fattaccio” sarebbe Taormina, perla siciliana meta di turisti e visitatori, anche nella stagione invernale, che, tuttavia, nel Sud dell’Italia è, al momento, più che mite.

A denunciare l’accaduto, il sociologo e Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale. Secondo quanto dichiarato da Marziale, un noto imprenditore di Reggio Calabria si sarebbe recato per un aperitivo con la famiglia in un centralissimo ristorante-albergo a 5 Stelle di Taormina, dove sarebbe stato invitato ad uscire perché al seguito c'era il nipotino di 6 mesi.

Da sempre, infatti, e soprattutto nei giorni di festa e nei weekend, Calabria e Sicilia si scambiano, di fatto, i flussi di clienti e visitatori, con i calabresi pronti a esplorare i luoghi più vicini, quali Taormina, appunto, mentre i siciliani, che si spingono fino a Scilla e Tropea. Sarebbe dovuto essere quindi, un giorno dell’Epifania “normale” anche per l’imprenditore reggino che ha denunciato l’accaduto al Garante per l’infanzia.

Indignato, Marziale avrebbe telefonato al locale e, parlando con il direttore, avrebbe ricevuto conferma della versione fornita dall’imprenditore, che prontamente gli aveva segnalato la questione. Tutto sarebbe dovuto a una postilla, segnalata sul menù del ristorante e riferita, sia a ragioni di privacy dei clienti, ma anche di possibile pericolo essendo la balconata della struttura a strapiombo sul mare, e, infine, di somministrazione di bevande alcoliche e comunque di intralcio della carrozzina.

Tutte motivazioni che Marziale contesta, non in quanto errate, ma in quanto “scontate”, come la sicurezza del luogo e la non somministrazione a minori di alcool: “Sull'intralcio della carrozzina penso che anche un cane di grossa taglia sia di impedimento per i camerieri, però agli animali l'ingresso non è vietato come ai bambini" afferma.

In queste ore, in cui la notizia è emersa pubblicamente, i social hanno dibattuto molto sulla questione: “Si può immaginare un locale only adult, come i motel preposti, dove il buonsenso più che le leggi consiglia di stare alla larga con bambini al seguito, e così avrebbe fatto l'imprenditore che mi ha segnalato gli accadimenti” afferma ancora Marziale.

Secondo quanto emerso fin qui, tutto invece sarebbe avvenuto in una struttura lussuosa, centrale e priva di cartelli esterni che segnalino il divieto, in una tra le località più belle d'Italia: “Dovrebbe essere culla dell'inclusione universale, bambini compresi" afferma ancora il Garante per l’infanzia della Regione Calabria.

Per Marziale: "Se il divieto esiste, posso immaginare che esistano leggi che lo consentano e che permettano ai gestori di applicarle e se così è non è accettabile che un Paese firmatario della Dichiarazione ONU sui diritti dei fanciulli possa mantenerle in vita”.

La Dichiarazione dei diritti del bambino venne redatta nel 1924 dalla Società delle Nazioni Unite all’indomani dei disastri causati dalla Prima Guerra Mondiale, impegnando i paesi membri solo da un punto di vista morale. Successivamente, nel 1959, la Dichiarazione sarà aggiornata, acquisendo anche connotati di natura giuridica a difesa dei minori: “Ci ammantiamo di ricorrenze volte ad affermare i diritti dei bambini quando essi, in realtà, sono sempre più assottigliati, facendo a pugni con il concetto di civiltà emancipata” conclude Marziale.

 

Claudio Cordovadi Claudio Cordova   

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