Parla il suocero di Gabriele Bianchi: “Lui è un bullo, un prepotente. Ma mio nipote cosa c’entra?”

"Siamo tutte vittime collaterali si sfoga", Salvatore Ladaga. L'uomo è il padre della compagna del ragazzo di Guidonia condannato all'ergastolo insieme al fratello per l'omicidio di Willy Monteiro

Gabriele Bianchi
Gabriele Bianchi (Foto Ansa)
TiscaliNews

"E un bullo, un prepotente, siamo tutte vittime". A parlare è Salvatore Ladaga, suocero di Gabriele Bianchi, condannato all'ergastolo insieme al fratello per l'omicidio di Willy Monteiro. Imprenditore della sanità e consigliere di Forza Italia, l'uomo  è anche il padre di Silvia, la compagna di Gabriele Bianchi dal quale ha avuto un figlio. Intervistato dal Corriere della Sera, ha voluto dire la sua soprattutto in difesa di suo nipote. "Siamo tutte vittime collaterali dei fratelli Bianchi, però questo qui di più", dice Ladaga riferendosi a suo nipote: "Lui che c’entra? Non era nato". Quando quel 6 settembre 2020 Gabriele e Marco Bianchi presero a calci e pugni Willy fino a ucciderlo, Silvia era ancora incinta. "Gabriele era lì. E non doveva".

Gabriele  è un bullo

Prima che tutto ciò accadesse, Ladaga aveva messo in guardia sua figlia: "Non è una questione di ceto sociale, ci mancherebbe – racconta – ma di modi: lui è un bullo, un cretino, un prepotente". Nei primi tempi l’imprenditore decise anche di aiutarli a costruire qualcosa insieme, "gli ho dato una mano ad aprire una frutteria", ma i fratelli Bianchi continuavano a spacciare droga e a organizzare spedizioni punitive. L’uomo racconta al Corriere come iniziò la storia tra la figlia e Gabriele: "Era la fine del 2018 e mia figlia Silvia, bella, cocciuta, indipendente, però certo non abituata a vivere sulle barche come l'avete descritta voi...Insomma lei. Viene da me e mi dice: 'Papà se devo fare un figlio è con lui che lo faccio". E infatti dopo poco nacque Aureliano. "Magari anche lei ha il complesso della crocerossina, vai a sapere". 

I colloqui in carcere

Dopo la condanna all’ergastolo, Ladaga ha avuto modo di parlare con Gabriele Bianchi: “Caro mio qui si parla del fatto che se righi dritto forse domani potrai accompagnare tuo figlio all’università. A giorni alterni. Forse. Questo è il futuro che ci aspetta“. Ma Ladaga vuole continuare a combattere in Tribunale, per questo ha deciso di cambiare anche avvocato. “Sceglieremo un tecnico che guardi perfino oltre la Cassazione, alla Corte europea se necessario, perché io neanche nell’appello ho fiducia. Troppa pressione, troppo battage“. Il “rischio” che la battaglia giudiziaria venga “contaminata” dalla pressione mediatica infatti è una delle preoccupazioni della difesa, perché sia l’opinione pubblica che l’accusa hanno già il loro verdetto senza aspettare gli altr gradi di giudizio", conclude l'imprenditore.