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Stupro Circumvesuviana, i video smentiscono la ragazza: ecco perché i giudici hanno scarcerato i tre ragazzi

Secondo quanto riportato dalla visione delle immagini emergerebbe che la ragazza non venne attratta con l’inganno dagli indagati

Stefano Loffredodi Stefano Loffredo   
Stupro Circumvesuviana, i video smentiscono la ragazza: ecco perché i giudici hanno scarcerato i tre ragazzi

Scarcerato anche il terzo indagato per il presunto stupro nella stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano (Napoli). A disporlo il Tribunale del Riesame di Napoli. Raffaele Borrelli, questo il nome del giovane assistito dall'avvocato Massimo Natale, ha lasciato quindi il carcere così come avvenuto nei giorni scorsi per Alessandro Sbrescia, difeso dall'avvocato Edoardo Izzo, e Antonio Cozzolino, difeso dall'avvocato Antonio De Santis. Sarebbero i dubbi sul racconto della ragazza le motivazioni alla base delle scarcerazioni "a catena" dei tre ragazzi indagati per il presunto stupro avvenuto lo scorso 5 marzo all'interno di un ascensore. I tre ragazzi restano comunque indagati.

Gli elementi che inducono a dubitare sull’attendibilità del racconto della giovane, oltre che dalla sua cartella clinica secondo cui sarebbe affetta da un disturbo ossessivo compulsivo riguardante anche la sfera sessuale, arriverebbero anche dalle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza. La ragazza non avrebbe mentito in malafede ma soffrirebbe di un distrubo della personalità per la quale è in cura da anni.  In passato secondo quanto trapela avrebbe anche subito abusi da parte del padre. 

"Nessuna trappola"

Secondo quanto riportato dalla visione delle immagini emergerebbe che la ragazza non venne attratta con l’inganno dagli indagati, ma dopo aver incontrato i tre nei pressi dei binari della stazione, seguì volontariamente lo Sbrescia, che aveva conosciuto il mese precedente, e insieme a lui entrò nell’ascensore. Del resto la ragazza e Sbrescia andarono prima presso un ascensore e, accortisi che non era funzionante, si spostarono subito verso l’altro ascensore perché erano alla ricerca di un luogo in cui appartarsi

Cosa si vede nei filmati

Da filmati infatti non emergerebbero atti di violenza, anzi dai video analizzati dagli investigatori si vedrebbe la ragazza entrare spontaneamente, senza essere spinta, dentro l’ascensore. Anche i rapporti sessuali ci sarebbero stati ma dalle immagini sarebbero consenzienti così come dichiarato dai tre giovani sia pure consumati in un luogo non proprio consono e secondo le normali abitudini sessuali. Non solo la giovane subito dopo la presunta violenza si intrattiene con i due ragazzi Borrelli e Cozzolino, per poi iniziare a scendere, con assoluta normalità, verso il binario direzione Portici. Inoltre subito dopo viene inquadrata mentre si dirige verso l’uscita consultando il cellulare.

La telefonata con la madre

Subito dopo la presunta violenza la ragazza avrebbe ricevuto una telefonata dalla madre come riferito da costei in sede di denuncia, durante la quale non le raccontò nulla dell’accaduto. Nelle sue dichiarazioni la madre non ha fatto cenno di averla sentita turbata o in lacrime, anzi ha riferito che la rassicurò dicendole di trovarsi ancora in Circumvesuviana e che il treno sarebbe passato alle 17.56, mostrando così di essere talmente lucida da ricordare persino l’orario esatto del treno che avrebbe dovuto prendere per tornare a casa. Solo nella successiva conversazione telefonica delle ore 18.13, dopo l’esplosione della crisi di pianto che attirò l’attenzione dei passanti, le avrebbe raccontato l’accaduto.

 

Stefano Loffredodi Stefano Loffredo   

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