Strage di Capaci, perquisizioni della Dia a Report e a casa dell'inviato Mondani

La perquisizione dopo l'inchiesta trasmessa lunedì nella quale si evidenziava la presenza di Stefano delle Chiaie sul luogo dell'attentato

Sigfrido Ranucci di Report (Ansa)
Sigfrido Ranucci di Report (Ansa)
TiscaliNews

Perquisizione della Direzione investigativa antimafia (Dia) "su mandato della Procura di Caltanissetta, presso l'abitazione dell'inviato di Report Paolo Mondani" e nella redazione di Report guidata da Sigfrido Ranucci. A darne notizia su Facebook lo stesso Ranucci.

Il motivo

"Il motivo - scrive il giornalista di Raitre su Fb - sarebbe quello di sequestrare atti riguardanti l'inchiesta di lunedì sera sulla strage di Capaci nella quale si evidenziava la presenza di Stefano delle Chiaie, leader di Avanguardia nazionale, sul luogo dell'attentato di Capaci. Gli investigatori cercano atti e testimonianze anche su telefonini e pc". L'inchiesta sul contenuto della trasmissione Report di ieri (lunedì), con la perquisizione eseguita dalla Dia nei confronti di "un giornalista che non è indagato", punta a "verificare la genuinità delle fonti".

Lo afferma il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, sottolineando che la "perquisizione non riguarda in alcun modo l'attività di informazione svolta dal giornalista, benché la stessa sia presumibilmente susseguente ad una macroscopica fuga di notizie, riguardante gli atti posti in essere da altro ufficio giudiziario". 

Pm: "Lo Cicero non fa mai nome di Delle Chiaie"

"Alberto Lo Cicero sia nel corso delle conversazioni intercettate, che nel corso degli interrogatori da lui resi, al pubblico ministero e ai carabinieri, non fa alcuna menzione di Stefano Delle Chiaie", afferma, in una nota, il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, sulle perquisizioni eseguite dalla Dia e disposte dopo la messa in onda ieri sera di un servizio sulla strage di Capaci alla trasmissione Report di Raitre.

 IL TWEET DI REPORT

FNSI: "Nessuno molesti Report e la redazione” 

"Ci auguriamo che a nessuno venga oggi in mente di 'molestare' Report e la sua redazione". Così il presidente della Federazione Nazionale della Stampa, Beppe Giulietti, ha commentato le perquisizioni della Dia nella redazione del programma di Rai3.

"Dopo la puntata su Capaci - scrive su Twitter Giulietti - sarà il caso di lasciare in pace la redazione, Paolo Mondani e di perquisire, invece, quelli che, da trenta anni, sono riusciti a restare in una ben protetta 'oscurità'". Giulietti annuncia anche che "questa mattina saremo nella redazione di Report per decidere iniziative a tutela delle fonti e del segreto professionale". "Intanto - conclude - chiediamo alla Rai di mettere a disposizione i suoi legali a tutela redazione". 

RANUCCI: “Abbiamo dato un contributo ad esplorare parti oscure” 

 "Da parte nostra c'è massima collaborazione. Siamo contenti se abbiamo dato un contributo alla magistratura per esplorare parti oscure". Così, interpellato dall'ANSA, Sigfrido Ranucci commenta le perquisizioni. "Il collega - sottolinea il conduttore del programma - aveva già avuto un colloquio con il procuratore. Noi siamo sempre stati collaborativi con la giustizia, pur garantendo il diritto alla riservatezza delle fonti". Ranuncci spiega poi che "il decreto di perquisizione riporta la data del 20 maggio, cioè tre giorni prima della messa in onda del servizio". "Non è un atto ostile nei nostri confronti - conclude -. Ovviamente abbiamo messo al corrente l'ufficio legale, l'ad Fuortes e il nostro direttore".

Bartoli (Cnog): “Il segreto delle fonti è inviolabile”

"Il segreto delle fonti è un cardine inviolabile della professione giornalistica, in particolare per quello di inchiesta. Le perquisizioni sono sempre atti invasivi, anche quando non espressamente "ostili" nei confronti dei perquisiti, a maggior ragione se non indagati'', dichiara il presidente del Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti Carlo Bartoli in seguito alla perquisizioni della polizia effettuate presso la redazione di Report e nelle case di alcuni giornalisti del programma. ''Il conduttore di Report ha sempre dichiarato la massima disponibilità a collaborare con la Magistratura per fare luce sulle troppe ombre relative alle uccisioni di Falcone e Borsellino, ovviamente nel rispetto dell'autonomia del lavoro giornalistico. Occorre fare attenzione, quindi, a non confondere i piani del necessario corso delle indagini con la tutela dell'operato dei giornalisti che, ancora una volta, hanno sollevato dubbi e mostrato aspetti non chiari delle due stragi più controverse della storia italiana".

Fnsi: servono norme efficaci a tutela delle fonti

''Le perquisizioni nella redazione di Report e a casa dell'inviato Paolo Mondani ripropongono l'urgenza di approvare norme più efficaci a tutela delle fonti e del segreto professionale dei giornalisti. Più volte la Corte europea dei diritti dell'uomo ha ribadito che gli effetti di ingerenze di questo tipo nell'attività di chi fa informazione equivalgono ad un attacco al diritto dei cittadini ad essere informati, ma in Italia sembra che questo monito nessuno voglia ascoltarlo'', sottolinea in una nota la Fnsi.