Covid, perché la sotto variante indiana fa paura. Ecco cosa sappiamo

Matteo Bassetti in un post su Twitter avverte: "La nuova Ba.2.75 forse è molto più contagiosa di Omicron 5. Potrebbe avere un’elevata capacità di infettare le persone guarite e vaccinate"

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(Foto Ansa)
TiscaliNews

Mentre l'Italia e il resto d'Europa sono alle prese con l’impennata di contagi provocata dalla diffusione della variante Covid Omicron 5, gli esperti lanciano l’allarme per una nuova mutazione che partita dall’India ha gia fatto la sua comparsa in diverse parti del mondo. Si tratta della sotto variante BA.2.75, molto piu pericolosa in quanto dai primi studi sembrerebbe in grado di penetrare nelle nostre difese immunitarie con maggiore facilità rispetto alla precedenti mutazioni del coronavirus.

Bassetti: "Occhio senza allarme"

A lanciare l’allarme in Italia è Matteo Bassetti, direttore Malattie Infettive dell'ospedale San Martino di Genova. L’esperto ligure in un post su Twitter scrive: "Credo valga la pena tenere d'occhio la nuova sotto-variante Ba.2.75 in quanto potrebbe essere ancora più contagiosa della Omicron 5 e avere un’elevata capacità di infettare, le persone guarite e vaccinate”.

La sotto-variante Ba.2.75

L’ultima sottovariante al virus non è ancora arrivata in Italia ma è già stata segnalata in diversi paesi, tra cui Germania, Regno Unito, Giappone, Canada, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda. La nuova mutazione sembra già pronta a prendersi l’esclusiva sui contagi. Presumibilmente anche il nostro paese molto presto dovrà fare i conti con quella che viene descritta dagli esperti come altamente infettiva, anche tra vaccinati e guariti, per il gran numero di mutazioni che la caratterizzano.

5 volte piu contagiosa di Omicron 5

Omicron 4 e Omicron 5, colpevoli dell’incremento dei positivi al Covid di queste ultime settimane, dovrebbero avere i giorni contati. La sotto variante BA.2.75, secondo i primi studi, sarebbe cinque volte più infettiva di Omicron 5. Differenze antigeniche, poi, le permetterebbero di aggirare le nostre difese immunitarie. Così si spiegherebbe la possibilità di un aumento delle reinfezione nelle persone che già hanno avuto il Covid. Si tratterebbe nella sostanza, sempre secondo le prime ricerche, di una malattia del tutto nuova, completamente diversa da quella originaria.

Ancora pochi studi

Su questa nuova arrivata della famiglia Omicron non esistono al momento pubblicazioni scientifiche, ma segnalazioni sul web fra gruppi di esperti, che rilevano soprattutto come questa nuova sottovariante sia una seconda generazione, derivata a sua volta dalla Omicron BA.2 ma diversa da questa per via di nove mutazioni sulla proteina Spike, con la quale il virus si aggancia alle cellule umane. Proprio a causa di queste ultime, che probabilmente la rendono più trasmissibile, si è preferito distinguerla dalla BA,2

BA.2.75 in "rapida crescita"

BA.2.75 ha già una piccola famiglia, con le 'sorelle' BA.2.74 e BA.2.76, identificate in India. Tutte e tre starebbero spingendo verso l'alto la curva dei contagi, con una rapidità considerata del 18% superiore rispetto a quella delle varianti finora note. Delle nove mutazioni, sono due quelle che al momento attirano un'attenzione maggiore: si chiamano G446S e R493Q e sembrerebbero entrambe legate alla capacità di sfuggire agli anticorpi, sia quelli acquisiti con l'infezione sia quelli generati dal vaccino.

Il virologo: “Vale la pena tenerla d’occhio”

"Vale la pena tenerla d'occhio", osserva il virologo Tom Peacock, dell'Imperial College di Londra. Un'altra probabile caratteristica è la velocità con cui nell'arco di un mese si è diffusa dall'India alla Germania e al Canala, fino alla Nuova Zelanda. Tuttavia è presto per trarre conclusioni, osserva Peakok, considerando che le "sequenze finora raccolte sono poche".