Sole 24 ore, i giornalisti lanciano l'allarme: licenziamenti e colpi di spugna. I retroscena dell'inchiesta

Un tempo il quotidiano era determinante per il bilancio di Confindustria, oggi naviga in cattive acque. I dipendenti: "Gli unici a pagare il conto rischiamo di essere noi"

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia
Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia
di I. Dessì   -   Facebook: I. D.

Il Sole 24 Ore ha rappresentato per molto tempo una voce importante del bilancio di Confindustria, tanto che - si dice - determinava un quarto delle entrate complessive della associazione degli industriali. Oggi invece si starebbe cercando di tirare fuori il quotidiano dalle acque torbide in cui è caduto, proprio quando - sullo sfondo confindustriale - si levano i segnali di una guerra interna.

In effetti la grave situazione del giornale è al centro di molte polemiche, anche perché il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia – come si legge sull’Espresso – "ha chiarito che non intende promuovere alcuna azione di responsabilità contro i vecchi amministratori del quotidiano di cui l'associazione che guida è socio di maggioranza assoluto”.

Boccia a Treviso

“Il Sole 24 Ore ha perso gettito pubblicitario e copie, ma non è riuscito a ridurre i costi come avrebbe dovuto. Ora è il momento di rimettere il giornale in carreggiata, razionalizzandolo, e tocca a me farlo, senza andare alla ricerca delle responsabilità pregresse”, avrebbe spiegato Boccia a Treviso, durante la riunione a porte chiuse con 130 direttori delle sedi territoriali.

Centinaia di licenziamenti

Le azioni di contenimento delle spese appaiono dunque inevitabili e sembra soprattutto inevitabile la riduzione del personale. Così - come riporta Giorgio Meletti, in un suo articolo sul Fatto Quotidiano - “il nuovo Cda che sarà eletto dall’Assemblea del 14 novembre prossimo dovrà annunciare centinaia di licenziamenti”.

Il gruppo ha già operato uno sfoltimento del numero di dipendenti, specie poligrafici, ma si ritiene in misura non adeguata. Anche se nel piano industriale approvato dal Cda dopo le dimissioni di Giorgio Squinzi – ricorda a sua volta l’Espresso - si accennava a una ‘incisiva azione di riduzione dei costi e di efficientamento gestionale’, senza alcun specifico riferimento ai costi del personale”. Non per nulla però Emma Marcegaglia – presidente dell’Eni e sostenitrice di Squinzi prima e Boccia poi – usa parole pesanti. “Abbiamo più di 1200 dipendenti e bisogna mandarne via un numero enorme. Dobbiamo accettare tutti insieme il rischio che ci saranno degli scioperi, una lotta dura”, avrebbe sentenziato la ex presidentessa degli industriali, a leggere il Fatto.

Dunque la situazione sarebbe davvero preoccupante. Del resto si parla di 350 milioni bruciati in sette anni (vedi per esempio la dichiarazione di Antonio Gozzi ripresa dal giornale di Travaglio, ndr), di perdite per 100 milioni in quattro anni e di cinquanta milioni nel primo semestre 2016. E si teme, per giunta, che le perdite del quotidiano non siano ancora emerse del tutto.

L'aumento di capitale

Il tentativo – in ogni caso - è quello di mantenere il controllo sul giornale, e per questo Confindustria si appresta a un importante aumento di capitale. Si parla di 30 milioni di euro ma si sussurra di una necessità reale non inferiore ai 100 milioni. La riuscita dell’operazione dipenderà molto tuttavia dalla disponibilità ad aderire delle organizzazioni locali. Una cosa sarà infatti "se tutto il mondo confindustriale sosterrà l’aumento di capitale, un’altra se alcune influenti associazioni diranno di no".

La preoccupazione dei dipendenti

Ovviamente i nuvoloni neri che si addensano sul Sole preoccupano molto la redazione e gli altri dipendenti. In un post su Facebook, in cui pubblica una lettera aperta al Comitato e ai fiduciari di redazione, il giornalista Nicola Borzi esprime le perplessità e i timori della categoria. Soprattutto dopo la dichiarazione fatta dal presidente di Confindustria di voler passare la spugna sulle eventuali responsabilità delle gestioni precedenti.

Nicola Borzi del Sole 24 Ore

(Nicola Borzi del Sole 24 Ore)

“Se fosse confermata questa indiscrezione – scrive -, per Il Sole 24 Ore e per tutti i suoi dipendenti sarebbe un danno gravissimo: in sostanza, la ‘manleva’ dell’azionista di maggioranza consentirebbe a coloro che ci hanno condotto a questa situazione di farla franca, non dovendo rispondere agli azionisti dei danni causati dalla loro insensata, scriteriata, forse colposa (e fors’anche dolosa – lo accerterà la Magistratura) gestione della società. Gli unici a pagare il conto di questo dissesto finiremmo per essere noi dipendenti, ai quali già si prospettano pesantissimi tagli, occupazionali e reddituali”. E per questo Borzi invita a “partecipare in massa all’assemblea degli azionisti del 14 novembre”.

Boccia è ottimista, Squinzi no

Per Boccia comunque il Sole non sarebbe al tramonto, non rischierebbe insomma il default. Semmai sarebbero alcuni media ad alimentare ad arte certe notizie. Ma a sentire Meletti del Fatto Quotidiano, Giorgio Squinzi avrebbe risposto che “quanto illustrato da Boccia pecca di ottimismo. In questi 8 anni di quotazione di Borsa sono stati bruciati 350 milioni di euro e la prospettiva è quella di ulteriori perdite nel 2016”.

Giorgio Squinzi, ex presidente di Confindustria

(Giorgio Squinzi, ex presidente di Confindustria)

La risposta di Boccia trasuda altrettanta “gentilezza”: “Il mio ottimismo scaturisce dalla necessità di difendere l’operato del presidente Squinzi”, avrebbe detto. Il presidente uscente d'altro canto – ad avviso di Meletti - è afflitto dai sensi di colpa. Lui ha affidato al presidente del Gruppo Sole 24 Ore Benito Benedini, all’ad Donatella Treu e a Roberto Napoletano (direttore sfiduciato del giornale) il gioiello confindustriale. “Sono più bravo come imprenditore che nel valutare le persone”, avrebbe sospirato Squinzi che se la prende anche con Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria, sua ex pupilla oggi approdata alla corte di Boccia, e col presidente della Bnl Luigi Abete. “Sedevano in Cda, lui da 20 anni e lei da 3 – afferma – e non hanno mai segnalato alcuna criticità rispetto alla gestione Benedini-Treu”. Abete reagisce facendo notare che “nel 2014 avrebbe segnalato a Squinzi che bisognava abbassare il punto di pareggio altrimenti in un anno e mezzo la cassa sarebbe finita”. Squinzi tuttavia rincara la dose: “Saranno le autorità competenti a fare chiarezza. Sapete che Consob e Procura di Milano hanno già avviato una inchiesta molto precisa e dettagliata”.

"Come potremmo chiedere responsabilità ed etica ai nostri lettori?"

In mezzo alle notizie inquietanti sulla situazione di bilancio e le guerre interne intanto l’unica certezza sembra quella dell’imminente taglio del personale del Sole 24 Ore. Oltre - ovviamente - all'intenzione enunciata da Boccia di sorvolare sull'operato delle precedenti amministrazioni. Una cosa che a Nicola Borzi, portavoce dei dipendenti, non va giù. “Sarebbe un danno reputazionale gravissimo – scrive sempre su Facebook - Non solo nei confronti degli oltre 27mila investitori che, nell’Offerta pubblica iniziale, ci hanno affidato i loro denari, ma soprattutto nei confronti dei lettori. Con quale faccia potremmo ancora chiedere più responsabilità e più etica sulle nostre pagine quando avremmo avuto la sfrontatezza di garantire una sostanziale impunità societaria ai responsabili del nostro disastro?”